LOMBARDIA: Piano Attuativo consente di "devastare" un parco storico PDF Stampa E-mail

Blevio è un paese tra lago e montagna, organizzato in frazioni storiche accentrate, distribuite lungo una linea che si sviluppa in orizzontale tra Como e Torno. La riva è occupata prevalentemente dalle ville coi loro parchi e su tre chilometri di sponda solo poche centinaia di metri sono accessibili al pubblico, meno del 10% del totale.
Questa piccola percentuale utilizzabile dalla collettività è distribuita in 5 punti di accesso. Uno di questi, quello più settentrionale, è proprio la spiaggetta del Belvedere.

Gli accessi a lago hanno una diretta relazione con le frazioni soprastanti.
Le rive del Lago di Como ed in particolare quelle di Blevio, sono caratterizzate da tanti piccoli episodi in cui natura e paesaggio costruito si combinano continuamente con armonia e con continuità.


In particolare il susseguirsi di parchi, ville storiche, darsene, approdi, sbocchi di piccoli torrenti (“valli”) ha costituito nel corso degli ultimi tre secoli una immagine tipica, riconosciuta e apprezzata universalmente.
All'immagine corrisponde un insieme di funzioni e di valori collettivi che sono mutati nel tempo, ma che devono essere interpretati in ogni progetto di trasformazione.

 

Recentemente è stato adottato il Piano Attuativo che consente ad un privato di impossessarsi di un bene pubblico e all'Amministrazione di devastare un parco storico.
Con un Consiglio Comunale - prevedibile nell’esito quanto sconcertante nel livello del dibattito - il 25 settembre 2006 è stato adottato il temuto piano di defraudamento delle rive di Blevio.
Con funanboliche giustificazioni i tecnici hanno confuso le carte in tavola trasformando una operazione amministrativa democratica, la valutazione delle osservazioni presentate dai cittadini al piano, in una beffa demagogica e inquietante.

Il privato che mette le mani su un pezzo di riva pubblica è così diventato un benefattore del paese; la spiaggia sottratta alla cittadinanza è diventata una sventura economica per chi la possiede e quindi va apprezzato il sacrificio fatto dal privato in un impeto commovente di generosità verso la comunità; l’intervento devastante della piscina è diventato un prezioso contributo alla ricomposizione del parco storico in continuità con le fontane e i giochi d’acqua originari, oggi scomparsi.

Le rive di Blevio, dall’agosto dello stesso anno, sono diventate improvvisamente pericolose e lì-lì per sprofondare nel lago, ma per fortuna è arrivata questa iniziativa provvidenziale per risanare muri a secco pericolanti e frane incombenti; la nuova piscina renderà di nuovo sicuri questi luoghi e restituirà loro l’originaria eleganza.

Lo slogan della serata è stato “l’accoglimento quasi completo delle osservazioni al piano”. I dubbi sulla fondatezza economica e tecnica dell’operazione, espressi nelle osservazioni, sono stati pienamente accolti, effettuando a posteriori stime e verifiche (senza alcuna possibilità di contraddittorio) che, guardacaso, hanno coinciso perfettamente con le “intuizioni” iniziali. Per quel che riguarda il valore della spiaggetta invece, a conferma della vocazione da benefattore del privato, la stima è risultata estremamente bassa rispetto all’impegno economico profuso per la piscina.
I timori sull’impatto paesaggistico del nuovo intervento sono stati fugati da rassicuranti verifiche percettive: “dalla riva opposta non si vedrà niente”. Un bel sollievo ci viene dal constatare che non saranno turbati gli orizzonti visivi dei Cernobbiesi e dei Moltrasini ...

L’equivoco principale è stato comunque quello di far credere che la procedura delle osservazioni sia una possibilità di partecipazione determinante nella definizione della scelta politico-urbanistica. E’ come se, un dittatore, una volta emessa la condanna a morte per un imputato, chiedesse al popolo di decidere il colore della benda sugli occhi o la marca dell’ultima sigaretta.

A condanna emessa non resta che stendere un velo pietoso ... sulla serata, ma non sulla vicenda: il comitato per la difesa delle rive di Blevio si è infatti reso promotore di un ricorso al TAR della Lombardia per bloccare a livello giudiziario questa assurda iniziativa.

Sollecitata dalla presentazione di un esposto, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Como ha ritenuto di aprire una indagine a carico del Sindaco del Comune di Blevio e dei Consiglieri comunali di maggioranza in relazione alla vicenda "spiaggia del Belvedere".

La Procura ipotizza nel comportamento tenuto dagli amministratori, in relazione alle delibere del 25 settembre 2006 (già annullata dal TAR) e del 5 maggio 2008, ipotesi di reato (abuso d'atti d'ufficio) perchè "con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, nello svolgimento delle loro funzioni di pubblici ufficiali, in violazioni di leggi e di regolamenti, intenzionalmente procuravano a Locatelli Achille (ndr: che, come è noto, vuole a tutti i costi acquistare la spiaggia del Belvedere) un ingiusto vantaggio patrimoniale con correlativo danno per la Pubblica Amministrazione".

Il vantaggio ingiusto, per il Locatelli, consisterebbe "nella posizione di contraente acquirente di un bene non alienabile e precisamente di futuro acquirente di una spiaggia pubblica da annettere quale pertinenza della adiacente villa di sua proprietà".
Il danno per la Pubblica Amministrazione consisterebbe "nella perdita ingiustificata e contra legem di un bene pubblico in uso alla collettività costituita dai cittadini del Comune di Blevio".

Per impedire la vendita della spiaggia e della stradella, la Procura ne ha disposto il sequestro preventivo, eseguito dalla Guardia di Finanza poche ore prima dell'appuntamento fissato dal Notaio per la stipula del rogito.

Per maggiori informazioni: http://www.rivediblevio.it

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 03 aprile 2009 )
 
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