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Di fronte al drammatico sisma che ha colpito la popolazione e il territorio dell’Abruzzo, ci sentiamo di lanciare con il cuore e con la testa un solo accorato appello al Paese, in particolare al mondo politico ed economico milanese e lombardo: evitiamo inutili carrozzoni benefici (stile Operazione Arcobaleno), evitiamo commissioni, organismi, enti e quanto normalmente viene imbastito in queste situazioni (e con tutte le conseguenze del caso, vedi Irpinia), prendiamo i soldi stanziati per Expo 2015 e diamoli ai territori colpiti dal terremoto per affrontare i costi del dopo-terremoto.
Crediamo che in una situazione di crisi finanziaria ed economica grave, in un paese come il nostro altamente esposto al rischio sismico e al dissesto idrogeologico, sia immorale, sbagliato, stupido continuare a ignorare la realtà dei fatti e perseguire politiche basate su grandi eventi, grandi opere, condoni, cementificazione del territorio. Siamo convinti che il sisma in Abruzzo debba diventare, a differenza di precedenti catastrofi e dato il periodo storico in cui accade, l’occasione per voltare pagina e rimediare agli errori, agli sprechi e alla miopia di scelte che vedono nel territorio una risorsa inesauribile e nel costruire l’unico motore allo sviluppo. Rinunciare a Expo 2015, rinunciare al Ponte sullo Stretto, alla TAV, alle centrali nucleari e ad altre inutili e costose grandi opere, spesso dannose per il territorio e il paesaggio; destinare i miliardi di Euro previsti per queste opere per la messa in sicurezza degli edifici nelle zone sismiche del paese, per affrontare il grave dissesto idrogeologico del nostro paese; gli eventi e le catastrofi naturali non sono sempre prevedibili o evitabili, ma con accorte politiche si possono ridurre o annullare le conseguenze, i costi, i drammi. Questa dovrebbe essere la priorità di un Paese normale, questa sarebbe la strada non solo per prevenire catastrofi ma anche per creare occupazione, ricchezza per i territori, equilibrio tra ambiente e insediamenti antropici.
Per questo siamo convinti che non si possa affrontare la vicenda abruzzese come nelle occasioni precedenti, ma debba partire un moto di sdegno e volontà popolare che eviti lo sperpero di denaro nostro (sì perché per saper chi paga Expo e tutti gli obbrobri simili basta che vi guardiate allo specchio) e destini le scarse risorse del nostro Paese agli impieghi prioritari e al sostegno di chi oggi ha bisogni ben più importanti. Si Abruzzo, No Expo ! Questo appello del "Comitato No Expo" è condiviso dal Movimento nazionale per lo "Stop al Consumo di Territorio" |
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 15 aprile 2009 ) |
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