LOMBARDIA: I comuni del pavese ci provano, la Provincia li ferma PDF Stampa E-mail
Con un no secco, la giunta provinciale ha bocciato il Pgt di Albuzzano (Pavia) nella parte in cui prevede la realizzazione di un centro commerciale su 200mila metri quadrati di superficie territoriale. Questo perchè - sostiene l’assessore provinciale al Territorio Romano Gandini - la struttura «è situata su un’arteria di grande scorrimento, ma nonostante ciò non sono state previste opere di collegamento e miglioramento della viabilità». Ora il Comune deve prendere atto del parere negativo, a pena di nullità degli atti.

L’esame del progetto dell’area commerciale di Albuzzano, segue di poco quella del Comune di Borgarello. In entrambe i casi, sebbene con formulazioni diverse, la Provincia si è dimostrata critica.

«Per quanto concerne Albuzzano il parere negativo per l’area commerciale è stato espresso in ottemperanza dell’art. 15 del Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale), che riguarda le direttive per la valutazione delle grandi strutture di vendita - spiega Gandini -. Secondo il comma 3 la Provincia esprime comunque parere negativo qualora la costruzione sia ipotizzata su aree situate lungo strade di grande scorrimento urbano ed extraurbano, se non si provvede alla realizzazione ad esclusivo carico di chi propone il progetto di adeguate opere di collegamento e miglioramento della viabilità».

Il centro commerciale, con un’estensione di 70mila metri quadrati di superficie coperta, dovrebbe sorgere sulla ex statale 235 per Lodi. Una struttura che alle condizioni attuali Gandini ritiene improponibile, tanto da preferire il progetto di Borgarello. «Perchè penso che quest’ultimo almeno sia sostenibile, secondo il Piano territoriale, grazie alle infrastrutture previste a totale carico di chi l’ha proposto - spiega Gandini -. Un fattore determinante per ottenere la compatibilità con il Ptcp».

Anche l’assessore provinciale al Commercio Angelo Ciocca prende posizione sull’argomento, in considerazione del fatto che la Provincia da qualche mese ha avviato lo studio per la realizzazione del primo Piano commerciale del territorio. «La sensazione che ho, come assessore al Commercio, è che il mercato sia saturo, quindi che non servano altre strutture del genere - rileva Ciocca -. Ma addirittura ritengo che si stia verificando ciò che ho anticipato qualche tempo fa, ossia che le prossime crisi occupazionali interesseranno proprio il commercio all’ingrosso. Ci sono strutture della grande distribuzione che negli ultimi due anni hanno chiuso i bilanci passando da -4% a -6% e che oggi hanno toccato -9%. Questi sono dati che rendono l’idea di ciò che sta accadendo. E’ ovvio che non c’è spazio per nuove strutture, che c’è grande difficoltà nel settore. Temo che Borgarello, come Albuzzano, l’unica strada che può percorrere per riproporre il progetto al territorio sia l’accordo di programma». A porre la questione della viabilità, già nel novembre 2008, erano stati i sindaci della zona: Copiano, Filighera, Linarolo, Vistarino e Belgioioso. In quella sede i primi cittadini dei Comuni del Basso pavese avevano sottolineato il pericolo che «con l’entrata in funzione del nuovo centro commerciale di Albuzzano la situazione viabilistica si sarebbe ridotta al collasso».

 

IL PRECEDENTE

Per il centro commerciale di Borgarello il parere di compatibilità viabilistica con il Ptcp espresso dalla giunta di Piazza Italia era stato meno severo: si era trattato di un parere favorevole con prescrizioni. In pratica il Pgt, relativamente alla nuova struttura commerciale, era stato ritenuto vecchio perchè mancavano studi sull’impatto commerciale. Risale al 18 marzo scorso l’approvazione a tempo di record del Pgt fatta dal consiglio comunale di Borgarello. Il sindaco Antonio Vitolo ha difeso la sua scelta: «Il territorio ha bisogno di economia». Quindici giorni e 12mila euro: tanto è bastato ed è costato al Comune per produrre, su richiesta della Provincia, uno studio aggiornato sull’impatto che il maxi centro avrebbe sul territorio e sul settore. Per Ascom invece quello studio rappresenta solo un insieme di pagine in cui «si racconta di tutto e di più senza entrare nel cuore del problema».

Ultimo aggiornamento ( luned́ 04 maggio 2009 )
 
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