PIEMONTE: Duemila nuovi alloggi a Venaria. Basta una variante ... PDF Stampa E-mail

La Giunta comunale di Venaria (Torino) sta portando avanti un mega progetto di variante al Piano regolatore che prevede la costruzione di circa 2.000 nuovi alloggi.
Si tratta di due varianti che insieme snaturano il Piano regolatore vigente:

1. La prima variante prevede la costruzione di circa 1.200 alloggi nell’ultima area libera della città, trasformandone la destinazione d’uso da agricolo a residenziale.
Sono circa 87.000 mq di SLP per un valore di realizzo di circa 200 milioni di Euro ed un previsione di accoglienza di 2.600 persone. Si costruisce “Venaria 2”, una superficie di circa 253.000 mq.


2. Gli altri 800 alloggi, circa 63.000 mq di SLP, seguiranno un’altra strada, ancora più semplice e veloce, senza bisogno di variante, grazie ad un articolo, passato inosservato, contenuto nel corposo disposto normativo della Legge 133. Proprio quella dei malcelati tagli all’istruzione pubblica del Ministro Gelmini. Il valore dell’intera operazione è di circa 150 milioni di euro, ed una capacità insediativa di circa 1.600 persone.
Il progetto deriva da questi fatti:
L’articolo 58, comma 1 e 2, della nuova legge introdotta, in materia di valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni, Comuni ed altri Enti Locali, stabilisce che le Amministrazioni comunali possono redigere “il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione”. Si tratta di un elenco dei “singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione”. “L'inserimento degli immobili nel piano ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile e ne dispone espressamente la destinazione urbanistica; la deliberazione del consiglio comunale di approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni costituisce variante allo strumento urbanistico generale. Tale variante, in quanto relativa a singoli immobili, non necessita di verifiche di conformità agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza delle province e delle regioni.
In altre parole, il governo permette ai Comuni che procedono alla vendita di suolo pubblico ai privati per costruire nuovi palazzi di eludere lo strumento di programmazione territoriale (la variante urbanistica) previsto dalle leggi regionali, e con l’approvazione del Bilancio di previsione si attua contestualmente il cambio di destinazione d’uso.

Ed è quello che accaduto a Venaria lo scorso marzo, durante il Consiglio comunale, con l’approvazione del Bilancio di previsione 2009. Contestualmente è stato approvato il Piano della alienzazioni, ben descritto nei documenti che ci sono stati forniti: “si procede alla valorizzazione di opere pubbliche e ad una razionalizzazione dell’impianto edilizio urbano mediante la cessione di aree ai privati, con conseguente adeguamento della capacità edificatoria residenziale, secondo una logica di perequazione urbanistica”. L’astuzia semantica dei termini tecnici rende tutto poco comprensibile. In pochi capiscono, i progetti ci metteranno qualche anno ad essere avviati, e quando i primi palazzi prenderanno il posto degli ultimi prati, ci penserà l’eterno malessere italico ad assolvere i responsabili: l’oblio.
In linguaggio corrente l’Amministrazione comunale cede il suolo pubblico, trasformandone la destinazione d’uso da agricolo in residenziale e/o commerciale, ad imprese private che, in cambio della realizzazione e/o ristrutturazione di alcuni edifici pubblici, possono costruire case e palazzi e centri commerciali.

Nel caso di Venaria, tra i diversi interventi, verranno demoliti alcuni edifici pubblici: scuole, sede dei vigili urbani (tra l’altro non si capisce come questi immobili possano essere classificati come non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali), nonché porzioni di piazze per far posto a case e palazzi. In cambio il privato che costruirà 800 alloggi, e ricollocherà in altri siti le scuole e la sede dei vigili urbani. Le piazze purtroppo andranno perse per sempre!

Un’operazione a costo zero per le casse del Comune, a sentir parlare sindaco e assessori. In realtà il territorio viene utilizzato come moneta di scambio, e le ultime aree libere conpromesse per sempre.

In sintesi:

-  Variante 1:
1.200 alloggi in una nuova area. Previsione abitanti 2.600

-  Variante 2:
800 alloggi in lotti di completamento. Previsione abitanti 1.600

-  In totale:           
2.000 alloggi. Previsione abitanti 4.200.


 
I dati.
Le scelte politiche purtroppo non sono quasi mai basate su presupposti di merito, e quindi anche se a Venaria non vi è nessuna domanda abitativa di edilizia residenziale privata (sono circa 1.000 gli alloggi esistenti tra non occupati, invenduti e in costruzione), si continua a costruire.

Inoltre, i dati sulla popolazione dicono che negli ultimi sei anni Venaria ha perso circa 1.000 abitanti. Ad oggi i residenti sono, infatti, poco più di 34.000 a fronte di una capacità residenziale prevista dall’attuale Piano regolatore di circa 40.000 abitanti. La città è quindi ampiamente dimensionata per accogliere, nei prossimi anni, circa 6.000 persone, senza la necessità di costruire nuovi alloggi

Tralasciamo il dettaglio che non siamo in pieno sviluppo demografico e che l’Italia secondo il CeDaT (Centro Documentazione della Architettura e del Territorio del Politecnico di Milano) è il primo paese d'Europa per disponibilità di abitazioni: sono circa 26 milioni, di cui il 20% non occupate, che dal 2003 ad oggi sono state costruite circa 1.600.000 abitazioni (oltre il 10% delle quali abusive).

Infine: nonostante, secondo l’attuale Piano regolatore non abbia ancora saturato tutte le capacità insediative (c’è spazio per accogliere circa 6.000 persone), si pensa a costruire nuove residenze per accogliere altre 4.200 persone, a fronte di una inesistente domanda edilizia (confermata dalla studio effettuato dalla Provincia di Torino sul consumo di nuovo suolo pubblico).

I nostri territori sono presi d’assalto da uno sviluppo urbanistico spregiudicato e miope, da giunte di centro-destra e centro-sinistra

L’età dell’oro dei palazzinari degli anni ’80 sembrava essere terminata per sempre, e invece la nuova generazione di amministratori locali ha affinato le capacità con l’esperienza, sperimentando nuove modalità per sostenere il partito del cemento (che, oggi come ieri, non conosce colore politico). Parlare di speculazione edilizia e di cementificazione del territorio è quasi un eufemismo.


Alessandro Brescia

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 01 luglio 2009 )
 
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