VENETO: Una grande mobilitazione scuote la Regione PDF Stampa E-mail

14.475 firme (centinaia sono ancora in arrivo), 105 osservazioni, coinvolti 118 comitati e gruppi locali. La più vasta mobilitazione territoriale degli ultimi anni è sfociata lo scorso 3 Luglio a Venezia, dove l'ufficio protocollo della Regione è stato letteralmente sommerso da pacchi di osservazioni, sottoscritte da migliaia di cittadini, al Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc), ribattezzato dai comitati «Piano territoriale di cementificazione».
Il Ptrc, licenziato dalla giunta regionale nelle scorse settimane, troverà da oggi seri ostacoli al suo cammino. Sono infatti 105 le osservazioni puntuali redatte da esperti, urbanisti, associazioni ambientaliste e comitati territoriali, e sostenute da oltre 15 mila firme, che dovranno essere vagliate nei prossimi mesi dagli uffici regionali e dal consiglio regionale. 

14.475 firme (centinaia sono ancora in arrivo), 105 osservazioni, coinvolti 118 comitati e gruppi locali. La più vasta mobilitazione territoriale degli ultimi anni è sfociata lo scorso 3 Luglio a Venezia, dove l'ufficio protocollo della Regione è stato letteralmente sommerso da pacchi di osservazioni, sottoscritte da migliaia di cittadini, al Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc), ribattezzato dai comitati «Piano territoriale di cementificazione».
Il Ptrc, licenziato dalla giunta regionale nelle scorse settimane, troverà da oggi seri ostacoli al suo cammino. Sono infatti 105 le osservazioni puntuali redatte da esperti, urbanisti, associazioni ambientaliste e comitati territoriali, e sostenute da oltre 15 mila firme, che dovranno essere vagliate nei prossimi mesi dagli uffici regionali e dal consiglio regionale. 

Una mobilitazione che ha coinvolto l'intero territorio veneto – banchetti, assemblee, feste e convegni si sono tenute in queste settimane in tutte le province del Veneto – e che ha preso di mira il nuovo Ptrc, «un piano che dice di voler tutelare l’ambiente e il paesaggio - ha affermato l'urbanista Edoardo Salzano, tra gli animatori della mobilitazione - migliorare la vivibilità, ma nella sostanza attribuisce a se stesso il potere di eseguire i grandi interventi di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio e lascia mano libera ai piccoli, medi e grandi poteri immobiliari di trasformare a loro piacimento il resto del territorio». 

Dalle nuove cittadelle come «Moto City» nel veronese o «Veneto city» nel veneziano, alla camionabile che attraverserà la riviera del Brenta al prolungamento dell'A27 che irromperà nel paesaggio dolomitico, sono innumerevoli gli scempi che si stanno per abbattere su un territorio già martoriato.

La mobilitazione proseguirà nei prossimi mesi; è previsto un appuntamento per metà ottobre a Mestre, sia per tenere alta l'attenzione sul percorso legislativo del Ptrc e sia per studiare, condividere e proporre alternative ragionevoli per un Veneto più giusto e vivibile.

Crescono di giorno in giorno le osservazioni preparate dai comitati e dalle associazioni per la tutela del territorio contro il Ptrc della Regione Veneto: siamo arrivati a 105 puntuali contestazioni al Piano, che si scaricano in un pacchetto completo a questo link: http://www.estnord.it/images/osservazioni_ptrc_pacchetto_completo.zip .

A breve daremo la lista completa delle decine e decine di sottoscrizioni al documento generale di opposizione al Ptrc, intorno a cui si sta coagulando una Rete dei comitati del Veneto.
Le adesioni vanno inviate a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Il nuovo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC), adottato dalla Giunta Regionale il 17 febbraio 2009, avrebbe dovuto, secondo le indicazioni della Legge urbanistica regionale 11/2004, tradurre in strumenti operativi i nuovi principi di governo del territorio enunciati dalla legge e finalizzati in particolare alla sostenibilità ambientale e sociale, alla salvaguardia del paesaggio ed al miglioramento della qualità della vita, alla riconversione dell’apparato produttivo con un minor consumo di suolo e di risorse energetiche, nonché alla riduzione della nostra impronta ecologica e delle emissioni climalteranti in conformità con gli impegni assunti dal nostro paese a livello internazionale (meno 20% entro l’anno 2020).
Nella Relazione di piano vi sono frequenti richiami a detti principi, che però vengono clamorosamente contraddetti da molti dei nuovi interventi infrastrutturali (viabilistici in particolare) ed insediativi previsti nella cartografia di piano e vanificati da un apparato normativo che – per scelta dichiarata – indica e suggerisce, ma non fornisce alcuna direttiva o regola con carattere prescrittivo, né definisce soglie quantitative e parametri oggettivi atti a monitorare gli effetti reali del piano ed eventualmente a correggerne gli indirizzi. 

Paesaggio e aspetti naturalistico-ambientali.
Il PTRC adottato non ha valenza paesaggistica, il che significa che, contrariamente a quanto avviene in altre regioni ed in contrasto con il Codice del paesaggio e dei beni culturali, di fatto si procede alla progettazione delle nuove espansioni urbane e della rete delle nuove infrastrutture senza aver preventivamente definito le invarianti ambientali da salvaguardare, la vocazione dei luoghi ed un organico progetto di ricostruzione e riqualificazione dei paesaggi urbani e rurali.

Allegato al PTRC vi è un “Atlante ricognitivo degli ambiti di paesaggio” della regione, che intende fornire alcune sintetiche linee guida per la successiva elaborazione del piano paesaggistico richiesto dalla legge e per la pianificazione provinciale e comunale. Si tratta però, anche in questo caso, di orientamenti puramente indicativi che non pongono alcun vincolo (come dovrebbe fare un piano paesaggistico) e non hanno alcun valore prescrittivo. Tutto è lasciato alla discrezionalità dei diversi enti locali, che potranno di fatto intervenire solo in modo frammentario negli spazi interstiziali lasciati liberi dai caotici processi di urbanizzazione. Nessuna norma fornisce strumenti operativi per assicurare la continuità ecologica del territorio e la biodiversità, né tanto meno per favorire la ricomposizione di un equilibrio ecosistemico regionale.


Consumo di suolo e impronta ecologica.
Secondo i dati forniti dalla Regione, in poco più di vent’anni nel Veneto la superficie urbanizzata è aumentata di più di 290 milioni di mq, ma ancor maggiore è stato nello stesso periodo (per effetto dell’incapacità di governo della Regione e dello sparpagliamento degli interventi nel territorio) il consumo di superficie agricola: oltre 790 milioni di mq. Come se ciò non bastasse, la Relazione di piano rivela (a pag. 161) che nei Piani Regolatori vigenti esiste una potenzialità edificatoria per ulteriori 750 milioni di mq di superfici di fatto non ancora urbanizzate. Il PTRC non rimette in discussione tali previsioni (vistosamente sovradimensionate rispetto al fabbisogno) ed anzi, oltre a promuovere la formazione di nuove polarità insediative extraurbane in prossimità degli svincoli autostradali (Veneto City, Marco Polo City, ecc), consente – sulla base della Delibera di Giunta Regionale n. 3650 del 25.11.2008 – una nuova edificabilità diffusa in tutti i comuni del Veneto di oltre 93 milioni di mq, derogabile (in aumento) mediante appositi accordi con la Regione e per programmi sovracomunali o d’interesse regionale.
La sistematica distruzione di risorse naturalistiche e la riduzione del terreno destinato all’agricoltura così gli alti livelli dei consumi e dell’inquinamento prodotto, fanno sì che attualmente la nostra Regione sia caratterizzata da un deficit ecologico di 22,6 milioni di ettari equivalenti: la nostra impronta ecologica è infatti pari ad oltre 30 milioni di ettari equivalenti l’anno (6,43 ettari equivalenti pro capite, contro una media nazionale di 4,2) mentre la biocapacità del Veneto (misurata in territorio “biologicamente attivo”) è di soli 7,6 milioni di ettari equivalenti l’anno.


Nuove infrastrutture stradali.
L’unico settore in cui il PTRC fornisce precisi indirizzi d’intervento è quello relativo alla viabilità. Nella cartografia di piano sono inserite tutte le nuove tangenziali, strade e superstrade preannunciate negli ultimi anni.: dal sistema delle tangenziali lombardo-venete che dovrebbe affiancare la rete autostradale (sempre più destinata al solo traffico di attraversamento inetr-regionale), al Grande Raccordo Anulare di Padova, alla camionabile lungo l’idrovia Padova-Mare, alla nuova Romea, ecc. Nessuna valutazione viene effettuata sugli effetti che ciò produrrà in relazione al paesaggio, all’inquinamento atmosferico, ai consumi energetici, all’emissione di gas serra climalteranti ed alla salute degli abitanti. Eppure dalle stime effettuate in fase di elaborazione del PATI di Padova risulta che l’incremento del traffico veicolare indotto sarà causa di un aumento di oltre il 40% delle emissioni di anidride carbonica.


Politiche abitative.
Negli ultimi dieci anni si è registrato nel Veneto un vero e proprio boom edilizio. Complessivamente si sono realizzati oltre 135 milioni di mc di edifici residenziali, che teoricamente avrebbero potuto fornire una dignitosa sistemazione abitativa ad oltre 900.000 nuovi abitanti, mentre l’incremento reale di popolazione (dovuto principalmente ai nuovi immigrati) non ha superato le 350.000 unità. L’intensa attività edilizia, regolata solo dalle logiche speculative del mercato immobiliare, non ha però risolto il problema abitativo. Ne è un sintomo il fatto che la domanda di alloggi popolari a canone sociale è progressivamente aumentata e oltre 16.500 sono le famiglie da anni inutilmente in lista di attesa.
Si è dunque costruito troppo e male, con prezzi insostenibili (per effetto principalmente della rendita fondiaria), consumando inutilmente una quantità enorme di suolo… quasi sempre anche con scarsa qualità abitativa e con tecnologie arretrate, inefficaci ai fini del risparmio energetico e dell’utilizzo di energie rinnovabili.

Anche su questa questione il PTRC si limita a generiche dichiarazioni di principio, mentre noi chiediamo che le politiche della casa vengano inserite tra i progetti strategici di cui all’articolo 5 delle Norme, privilegiando l’intervento a favore delle fasce più deboli della popolazione e promuovendo programmi di recupero urbano che oltre a migliorare la qualità dell’abitare favoriscano il mix sociale e l’accesso alla casa di giovani, anziani, lavoratori precari ed immigrati.


Insediamenti produttivi e commerciali.
Anche l’attività costruttiva di edifici industriali, artigianali e commerciali, almeno sino a qualche mese fa, non ha conosciuto soste nell’ultimo decennio. In soli sei anni dal 2002 al 2007 si sono ultimati oltre 114 milioni di mc di nuove costruzioni distribuite capillarmente in tutto il territorio regionale, con effetti devastanti soprattutto per il traffico veicolare indotto. Anche su questo fronte il PTRC si limita all’enunciazione di indirizzi e suggerimenti finalizzati alla concentrazione delle attività in nuove polarità extraurbane. Ci si potrebbe aspettare che alla “densificazione” e “verticalizzazione” edilizia proposta per questi nuovi insediamenti corrispondessero precisi indirizzi per la riconversione delle molte aree dismesse od obsolete disperse nel territorio o quantomeno la definizione di limiti e vincoli per evitare ulteriori espansioni di dette aree. Ma nulla di tutto ciò fa il piano ed anzi, come dimostra l’esperienza dei Piani provinciali e dei PATI adottati in questi mesi, i nuovi “insediamenti sovracomunali” di carattere commerciale e produttivo sono semplicemente aggiuntivi rispetto alla generalizzata ed indiscriminata concessione a tutti  i comuni di nuove previsioni espansive.


Sottoscriviamo le Osservazioni al piano presentate da associazioni ambientaliste e comitati !

Per contrastare e modificare il PTRC adottato dalla Giunta Regionale le associazioni ambientaliste del Veneto, la CGIL, i Cantieri sociali EstNord e numerosi comitati locali hanno predisposto il testo di diverse Osservazioni di carattere generale o relative a specifici aspetti del piano.
Invitiamo tutti i cittadini del Veneto a sottoscrivere le Osservazioni che riterranno di condividere o a presentarne di proprie. Maggiore sarà il numero dei sottoscrittori più peso le nostre proposte avranno in sede di controdeduzioni ed approvazione definitiva del piano da parte della Regione.

Un approfondimento delle tematiche relative al PTRC è possibile visitando il sito http://www.estnord.it



ALCUNE INDICAZIONI PER LA FIRMA DELLE OSSERVAZIONI

N.B.:
-  Alcune osservazioni sono simili. L’intento è quello di rilevare in modo preciso ogni norma o passaggio del Piano che va modificato.
 - Inoltre alcune osservazioni redatte da soggetti diversi possono riguardare tematiche simili. Scegliete quelle che ritenete preferibili in relazione all’utilizzo

(firme ai presidi, maggiore approfondimento o altro).
- Per le firme ai presidi sono ovviamente da privilegiare le osservazioni “fotocopiabili” (max fronte retro di un A4)

ATTENZIONE:
- Prima di utilizzare i file per fotocopiare, cancellate il numero in rosso che identifica le osservazioni nel menù.
- Ogni osservazione deve essere firmata in originale in duplice copia. Consigliamo di graffettare ogni coppia di osservazioni per facilitare la consegna.

 


PRIME OSSERVAZIONI PRESENTATE AL PTRC

Osservazione redatta da Edoardo Salzano www.eddyburg.it:

1) Stop al consumo di suolo (Salzano)
E’ una osservazione tesa a modificare e integrare norme tecniche al fine di ridurre l’incontrollato consumo di suolo, redatta dal noto urbanista Edoardo Salzano che, nelle premesse, mette in luce le evidenti contraddizioni tra gli obiettivi inseriti nella Relazione generale e le Norme attuative del PTRC.

2) Paesaggio (Salzano)
Il mantenimento della validità delle norme di tutela paesaggistiche del  PTRC previgente (1992) è l’unica possibilità per mantenere valore cogente dei vincoli paesaggistici, altrimenti vanificati dal presente Piano

 

Osservazioni redatte da Carlo Costantini  (Coordinamento Comitati Polesine):

3) Perequazione urbanistica
I nuovi istituti della perequazione urbanistica, compensazione, credito edilizio, ecc., specie  se privi di regolamentazione, si prestano ad abusi e discrezionalità, oltre che a provocare disastri urbano. Occorre pertanto indirizzarne e condizionarne fortemente l’impiego. L’osservazione propone una integrazione alle norme tecniche tesa ad una precisa regolamentazione.

4) Progetti strategici
I progetti strategici sono il vero cuore del PTRC: grandi progetti infrastrutturali, mischiati opportunamente ad altri dal valore culturale, che permetterebbero alla Regione di avere mano libera su tutta la programmazione futura, senza concertazione con gli enti locali.
L’osservazione mette in luce questi pericoli e chiede opportune modifiche.

5) Stop al consumo di suolo (Costantini)
L’osservazione viene preceduta da un’approfondita analisi degli indirizzi generali del PTRC che vengono valutati in contrasto con quanto definito dalle norme in relazione al consumo di suolo per occupazione residenziale e produttiva.

6) Stop al consumo di suolo_sintesi (Costantini)
E’ una sintesi dell’osservazione precedente, redatta per agevolare la stampa di copie da sottoporre alla firma dei cittadini.

 

Osservazioni redatte da Paolo Cacciari  (Cantieri Sociali di Venezia):

7) Paesaggio (Cacciari)
Facendo riferimento alla Convenzione sul paesaggio (Consiglio d’Europa 2000) e al Nuovo codice dei beni culturali e paesaggistici (Dlgs 42/04), l’osservazione rileva che il PTRC è carente in merito alla tutela e valorizzazione del paesaggio e chiede che, in attesa della redazione di un Piano paesaggistico regionale, vengano assunti come prescrittivi gli obiettivi e indirizzi contenuti nell’allegato Atlante degli ambiti di paesaggio e che mantengano valore le indicazioni di tutela indicate nel precedente PTRC del 1992.

8) Parchi e aree protette
In coerenza a quanto auspicato dallo stesso Piano in relazione agli obiettivi generali di protezione del territorio, l’osservazione chiede che venga esplicitamente dichiarata la volontà di istituire i Parchi regionali già previsti dal precedente PTRC.

9) Tutela risorse idriche
L’osservazione propone di inserire nelle Norme tecniche di attuazione del PTRC prescrizioni più precise per la concessione di autorizzazioni a qualsiasi tipo di nuovo intervento edilizio, seguendo principi volti alla tutela e al risparmio delle risorse idriche.

 

Osservazione redatta da Sergio Lironi  (Legambiente Padova):

10) Questione abitativa
Secondo l’osservazione di Lironi il PTRC tratta la questione abitativa senza tenere nella dovuta considerazione le dinamiche socio-economiche che sottostanno al “problema casa” . Si propongono emendamenti alle norme e un progetto strategico specifico per l’edilizia residenziale sociale.

 

Osservazione redatta da Lorenzo Bonometto (Società Veneziana di Scienze Naturali):

11) Aspetti naturalistici e ambientali
L’osservazione prende atto che gli aspetti naturalistici e ambientali sono ben trattati nelle relazioni introduttive e negli allegati al PTRC, ma non trovano alcun riscontro nelle norme tecniche attuative. Si chiede pertanto che i principali rischi per l’ambiente e le aree naturalistiche vengano valutati attraverso norme prescrittive.

 

Osservazione redatta da Luisa Calimani (Associazione Città Amica):

12) Articolo 45
Una osservazione specifica all’art. 45 delle norme tecniche, per il riutilizzo delle aree in disuso per nuovi insediamenti produttivi.

 

Osservazioni redatte dal Coordinamento comitati e associazioni per la difesa della Riviera del Brenta e del Miranese www.trabrentaegraticolato.org:

13) Stop al consumo di suolo 1 (Coordinamento)
In considerazione di obiettivi e indirizzi strategici che lo stesso Piano individua nelle sue premesse, si chiede l’inserimento di una norma che impedisca l’espansione a carattere residenziale, produttivo e commerciale nelle zone agricole delle cosiddette “Aree Agropolitane”, tranne quelle già inglobate nel tessuto urbanizzato.

14) Stop al consumo di suolo 2 (Coordinamento)
In considerazione di obiettivi e indirizzi strategici che lo stesso Piano individua nelle sue premesse, si chiede l’inserimento di una norma che impedisca la realizzazione di nuove infrastrutture viarie, se non di comprovata necessità, nell’ambito delle cosiddette “Aree Agropolitane”.

15) No Romea Commerciale
La Romea Commerciale è un'ulteriore strada che, insieme alle altre in progetto, taglierà a fette il territorio senza apportare vantaggi significativi, se non a chi la realizza.
L’osservazione elenca in modo puntuale tutte le ragioni della dannosità di tale progetto e ne chiede lo stralcio dal Piano

15 bis) No Camionabile sull’idrovia
L’osservazione elenca in modo puntuale tutte le ragioni per le quali si richiede lo stralcio dal Piano del progetto della Camionabile sull’asse dell’idrovia Padova-Venezia.

16) Stop a Veneto City
Si richiede una attenta valutazione delle condizioni di fragilità ambientale e dei fattori di rischio nelle previsioni di insediamento di nuovi poli produttivi a livello regionale e, in base a obiettivi e indirizzi espressi dallo stesso Piano per quanto riguarda l’ambito paesaggistico della Centuriazione Romana, si chiede lo stralcio del progetto Veneto City.

17) Protezione della Pianura Centuriata (Graticolato Romano) e stop a Veneto City
Si richiede l’applicazione vincolante di alcuni punti contenuti nell’Atlante del Paesaggio (allegato al Piano) che vengono ritenuti indispensabili al fine della conservazione e valorizzazione delle tracce ancora visibili della Centuriazione Romana. Coerentemente a questi punti viene chiesto lo stralcio del progetto di Veneto City.

18) Protezione della Pianura Centuriata (Graticolato Romano) 2
Si chiede l’inserimento del territorio della Centuriazione Romana nell’articolo relativo ai Sistemi culturali territoriali.

19) Potenziamento della rete ferroviaria e SFMR
Si chiede l’integrazione del capitolo su “L’armatura metropolitana e mobilità” della Relazione illustrativa del Piano con specifici riferimenti al potenziamento della rete ferroviaria e della metropolitana di superficie.

 

Osservazione redatta da Gianni Tamino (biologo)

20) Il tema dell’agricoltura
Come per altri temi, le considerazioni generali del PTRC sono condivisibili anche per quanto riguarda l’agricoltura. Ma, anche in questo caso, le buone intenzioni non si traducono in buone prassi. Tamino segnala i requisiti minimi da inserire nelle norme tecniche

Per informazioni:
340.9299373
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http://www.estnord.it

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 10 luglio 2009 )
 
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