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| ABRUZZO: Ricostruzione, che fare ? ... |
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Non possiamo lasciare la ricostruzione del nostro futuro ad un Commissario (per quanto efficiente !) né tanto meno a informali decisioni di qualche “furbetto” (o “delegato ufficioso”). Il problema della ricostruzione va affrontato con la massima responsabilità, trasparenza e condivisione tenendo innanzitutto presenti: Non possiamo lasciare la ricostruzione del nostro futuro ad un Commissario (per quanto efficiente !) né tanto meno a informali decisioni di qualche “furbetto” (o “delegato ufficioso”). Il problema della ricostruzione va affrontato con la massima responsabilità, trasparenza e condivisione tenendo innanzitutto presenti: Lo stato di necessità e la fretta insieme ci hanno portato a scelte in contrasto con i principi sopra delineati che possono andare verso un degrado del nostro tessuto urbanistico e verso alterazioni irreversibili del nostro paesaggio rurale. In tal senso e per tematiche specifiche, in una visione comunque organica si tratta quindi di: A) Centro Storico con gli altri piccoli C.S. (un vero buco nero affidato senza fondi al Sindaco !!??)) - verificare immediatamente sulla base della stessa lettura contenuta nel PRG del “75, quali edifici devono essere immediatamente puntellati e quali addirittura riattivati al più presto (ad esempio dai 4 Cantoni alla Piazza, fino alla Villa comunale); - stralcio di tutte le aree ivi ricomprese di più recente costruzione (es. da Porta Napoli a S. Chiara, come dalla Fontana Luminosa alla zona salesiani); - adozione di un Piano Particolareggiato del C.S. conseguente a un dibattito trasparente ed autorevole (su concetti di impianto, di tipologia, di tecnologia e eventuali ipotesi sostitutive); - avvio dei Piani di Recupero delle Frazioni secondo la ricerca dell’Ing. Vittorini; - emendamento al DL con predisposizione di un piano finanziario specifico capace di corrispondere alle diversificate esigenze qualitative, economiche e di disponibilità dei residenti. B) Zone periferiche - requisire tutti gli alloggi inoccupati disponibili ed agibili (circa 3.000); - garantire una dignitosa accoglienza in roulotte o mobil-house; - evitare la proliferazione episodica e spontanea di “casette in canadà” per consentirle solo su aree edificabili o di stretta pertinenza e più vicine alla tradizione locale (se durature !) ( in tale quadro vanno immediatamente perseguite tutte le localizzazioni in zone a rischio !!); - assegnare in comodato e a tempo e su aree mirate ulteriori prefabbricati in legno; - prorogare, ove si renderà necessario, anche per il prossimo inverno la permanenza presso la ricettività costiera dei nostri cittadini; C) Nuovi interventi (per le poche famiglie che rimarranno senza casa dopo la realizzazione di quando previsto al punto B !!! e proporzionandole alla presenza di alloggi inagibili): - localizzarli in sostituzione degli edifici o degli “insiemi” da abbattere (come a Valle Pretara); - allestire locali/capannoni per il trasferimento di tutti gli arredi recuperati e da recuperare; - accelerare e riconvertire i programmi approvati in via di realizzazione da parte di imprenditori locali; - costruire pochi piccoli quartieri all’interno delle zone già edificate ed urbanizzate e comunque nell’ambito delle previsioni insediative vigenti, quindi escludendo aree baricentriche strategiche (da mantenere a verde, parco o area di rifugio) e aree agricole irrigue o alluvionali; - localizzarli in sostituzione delle caserme (o di parte di esse) dismesse; - su aree demaniali come la Polveriera o la Ex SERCOM; - in una Zona Misto -direzionale come “Lenze di Coppito” (questa non scelta è incomprensibile !!); - in aree già compromesse oggetto di progetti urbanistici di riconversione – riqualificazione come le “casette Co .Ge. Far” ad Assergi; D) Direzionale e Produttivo: - Va requisito ed assegnato alle istituzioni tutto il Direzionale realizzato (anche se in attesa di latenti mutamenti di destinazione d’uso !); - Vanno requisiti ed attivati tutti i capannoni inutilizzati esistenti e realizzati di recente (come quelli del nucleo di Sassa) anche attraverso “progetti di riqualificazione/riconversione.
Scheda delle quantità (presumibili ) Centro Storico: 6.000 Alloggi interessati dal sisma: 40.000 Alloggi agibili con interventi: 16 % - 6.400 Alloggi non agibili: 30 % - 12.000 (da garantire per l’inverno)
Impegni finanziari conseguenti: Alloggi agibili: 21.600 x 5.000 = euro 108.000.000 Totale = euro 1.680.000.000
- La copertura economica c’è solo per i moduli abitativi in appalto ? - Gli espropri potrebbero costare 130.000.000 euro - Centro Storico (solo residenziale): 600.000.000 di euro - Beni Culturali: (non quantificabile) - Un vero e proprio buco economico potrebbe essere causato dai “puntellamenti e dalle demolizioni” che si stanno eseguendo in tutta l’area del cratere senza nessun coordinamento, criteri e priorità.
PROGRAMMA LOCALIZZAZIONI MODULI ABITATIVI: - non da conto delle quantità (agibili/non agibili del comprensorio colpito !!) e non si relaziona organicamente né ai rientri, né alle requisizioni di alloggi agibili, né a eventuali strutture in legno concesse in comodato da Protezione Civile o Comune; - si configura come Deroga- variante generale in ampliamento (con un 20 % di nuovi abitanti insediabili) al PRG vigente; - esula dai compiti istituzionali della Protezione Civile e contrasta con la Legge istitutiva e la Costituzione; - non vi è il parere di cui all’art. 13 della L. 64/74 proprio per gli aspetti geologici/sismici; - non è stata fatta la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale; - non ha formalmente raggiunto “L’Intesa” con la Regione né tanto meno ha formalmente “sentito” il Comune in quanto non vi è stata un istruttoria tecnica, né una vera Conferenza dei Servizi ai sensi della L. 241/90,né tanto meno vi sono stati “pronunciamenti Consiliari”dei due Organi, ma posizioni e/o note individuali; - non tiene presente la diversificata presenza di alloggi inagibili che si è delineata nel territorio con una conseguente e coerente allocazione dei moduli (destabilizzando le comunità locali come a Cese di Preturo e a Pagliare con migliaia di nuovi cittadini, ivi “deportati”); - ignora vecchie e consistenti previsioni vigenti (in termini di “Attrezzature Territoriali” o di aree PEEP); - delinea un sostanziale ulteriore consumo del territorio agricolo (per circa 170 ha – dato derivato dalla sommatoria delle aree individuate dalla stessa Ordinanza) e in zone di incerto regime geologico come le colline (argillose) di S. Elia o le piane alluvionali a falda superficiale; - si configura come cuneo di urbanizzazione sul quale fondare ulteriori operazioni fondiarie (vedi le consistenti previsioni tra S. Elia e Bazzano da anni reiterate !); - non esplicita i costi di acquisizione dei terreni creando aspettative,resistenze e inutile contenzioso ; - sembra voler fare “una chiusura accelerata” di vecchie proposte immobiliari già presentate come PRUSST e altro negli anni passati. (n.b.: Bertolaso ha già revocato alcune localizzazioni ed ha fatto una variante in ampliamento con una grossa previsione a Coppito e a Paganica). Il Programma può essere impugnato e comunque va, perciò, aperto alle realtà territoriali (Frazioni e C di Q ) e deve quindi essere sottoposto a procedura VAS e/o VIA, poi alla Conferenza dei Servizi e, quindi, alla “ratifica” degli Organi Consiliari di Comune e Regione. 21 maggio 2009 COMITATUS AQUILANUS e Circolo Valorizzazione Terre pubbliche |
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| Ultimo aggiornamento ( venerd́ 10 luglio 2009 ) |
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