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marted́ 13 gennaio 2009

La lottizzazione del Vernè
nel comune di Castagnito (Roero)

Dati allarmanti

 

Per la prima volta l’Osservatorio Nazionale sul Consumo di Suolo ha quantificato l’attuale consumo di suolo agricolo per far posto a nuove case, capannoni, svincoli e rotonde: per l’area del bacino padano si tratta di duecentomila metri quadrati di verde che scompaiono ogni giorno.

Nel nostro piccolo Roero diamo un robusto contributo ai dati di questo rilevamento statistico: le “erosioni” e le “prolunghe” dei nostri paesi ne sono la evidente riprova: quelle reti di plastica rossa che annunciano altro verde che scompare, viste dai più come l’avanzata del benessere e dello sviluppo, dimostrano in realtà la nostra incapacità ad anteporre il bene comune agli interessi privati.

Si recide pericolosamente un cordone ombelicale di memorie: “…tutti tacciono, sulla reale e misconosciuta distruzione delle impronte storiche del paesaggio” profetava Antonio Adriano  nel novembre 2005.

Noi non vogliamo tacere, ed infatti riteniamo di denunciare non tanto generiche “erosioni” quanto un sorprendente caso di sfruttamento finanziario del suolo a fini privati su terreni fertili e fino a ieri agricoli.


La lottizzazione del vernè (Roero, Piemonte, Cuneo)Un angolo di paesaggio Roerino Doc

 

Parliamo di un terreno utilizzato da secoli a fini agricoli nella zona del Vernè, tra Borbore di Vezza d’Alba e Castagnito.
Un dolce declivio collinare che ospita la chiesetta di Madonna delle Campagne: per mille anni la sua terra non avara è stata rivoltata con generoso sudore per trarne nutrimento.
Il luogo, seppur agreste, trasuda storia: vi si svolse infatti nel 1369 la battaglia tra gli Inglesi e i Viscontei e la chiesetta ebbe un suo ruolo nel tragico periodo della peste ad inizio del 1600. I coni di visuale che dipartono da questo lieve pendio sono mozzafiato, quelle viste che rendono unico ed irripetibile il nostro Roero: da un lato la sagoma imponente del castello di Guarene, dall’altro la chiesetta di San Servasio e i profili di colline e montagne. Spaziare da qui con lo sguardo porta a ringraziare il creatore per tanta grazia avuta in sorte.
Constatare invece che tutto questo sparirà perché si è “scelto” lo sviluppo di quest’area con la costruzione di dodici villette lascia costernati.

Proviamo a vedere chi ci guadagna e chi ci perde.

 

Sorvoliamo sulle conseguenze ambientali di tale operazione, perché il cittadino medio da questo orecchio ancora non ci sente, li accenniamo appena: si calcola che una villetta isolata in campagna costi alla collettività circa 50’000 Euro in tasse invisibili, che comprendono:
- emissioni di CO2 dei manufatti, che i terreni vergini avrebbero invece assorbito, con conseguente surriscaldamento globale:
- spazi cementificati che non lasciano penetrare l’acqua nelle falde acquifere;
- perdita di produzione agricola, che diventerà preziosa in un prossimo futuro.
Ma rimaniamo sulla risorsa paesaggio: l’operazione è un pessimo servizio reso ai nostri nipoti perchè pregiudica una vista panoramica che sarà persa per sempre; per il Roero attuale è una perdita grave, netta ed irreversibile non solo di sensazioni, emozioni e valori trasmessi dal territorio ma anche e soprattutto economica: proviamo ad analizzarla visto che da questo orecchio ci sentono in molti.

Verne

Quanto vale uno scorcio panoramico come il nostro in oggetto?

 

Certamente svariati milioni di Euro. Occorre sommare quanto sarebbe disposto a pagare il Roero sensibile a questi temi per salvarlo, semplici cittadini, associazioni e - perché no- le sue banche, (queste ultime hanno infatti sborsato milionate di euro per il salvataggio della reggia di Venaria e queste non sono forse le nostre tante piccole regge?) a quanto può valere il fattore “paesaggio” per le centinaia di migliaia di turisti che ne sono annualmente attratti.
Considerando che scorci di questa entità nel Roero sono i tesori del nostro futuro, la loro perdita si ripeterà maggiorata ogni anno perché con il tempo il paesaggio aumenta esponenzialmente di valore.
E’ quindi facile intuire che una tale lottizzazione non persegue l’interesse della comunità, anzi.
Lottizzazione perseguita negli anni con grande determinazione da un soggetto privato che riveste un ruolo pubblico e che per questo motivo ci permettiamo di citare: il sindaco di Castellinaldo Teo Costa.
Le iniziative speculative non sono un reato, ma che un sindaco costruisca il suo business a spese del territorio resta per la collettività roerina un fatto anomalo.

Una lunga gestazione

 

Inizialmente il progetto del sindaco-produttore di vini doveva essere una cantina, e questo avrebbe potuto avere un senso; subito però il progetto si trasformò con la pianificazione di 20 villette che divennero in seguito 12. Tale progettazione trovò nella giunta di Anna Becchis una inspiegabile disponibilità a cambiare destinazione d’uso verso un’area che è agricola da mille anni.
Nell’arco di una decina d’anni due progetti vengono respinti dalla Regione perché le perizie dei geologi sostengono che il terreno è instabile.. Ma niente paura, si cambia geologo e come per i miracoli di S.Antonio i terreni si stabilizzano: adesso si può costruire.
Tutti sanno che a Castagnito la cosa è stata mal digerita, tanto che nel nuovo consiglio comunale, composto dal nuovo sindaco PierFelice Isnardi e da altre persone sensibili a queste tematiche, sono stati ammessi errori di valutazione commessi precedentemente in buona fede; è inoltre risaputo che per il Comune i vantaggi monetari diretti di una tale operazione sono praticamente nulli, anzi in seguito le spese per i servizi aumenteranno notevolmente.

Vernè

Due atti di coraggio

 

Servirebbe quindi un atto di coraggio che sia anche di esempio. Il sindaco di Castagnito, con i suoi poteri, potrebbe temporaneamente sospendere la lottizzazione richiedendo una superperizia geologica del terreno, dal momento che gli eventi alluvionali occorsi nella scorsa primavera hanno provocato uno smottamento in prossimità dell’area.
Al sindaco di Castellinaldo chiediamo invece di fare un passo indietro: riconoscere che per un amministratore gli interessi della collettività vengono prima di quelli privati sarebbe un grande e valoroso gesto; vogliamo poter sperare che un ripensamento possa essere possibile.
Sappiamo anche che alcuni cittadini di Castagnito, se nulla si muoverà, sono intenzionati ad intraprendere la via dei ricorsi: in questo caso avranno tutto il nostro appoggio.

                                                                                
Il movimento di salvaguardia dei suoli fertili “Stop al consumo di territorio”

Ultimo aggiornamento ( luned́ 04 gennaio 2010 )
 
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