Chi Siamo
| Promotori e firmatari |
| Il logo |
Approfondimenti
| Punti di vista |
| Casi di buone prassi |
| Racconti dal territorio |
| Comunicati stampa |
Utilità e Contatti
| Home |
| Contatti |
| Cerca nel sito |
| Link |
| LAZIO: Costruzioni senza pianificazioni a Viterbo |
|
|
|
|
La pesante opera di urbanizzazione che fagocita il territorio agricolo e naturale ha colpito anche la città di Viterbo, dove le frazioni circostanti (un tempo collegate alla città da piccole strade o viali alberati) si sono ricongiunte alla periferia con una serie di edifici senza alcun ordine e metodo pianificatorio. Ad oggi, nonostante la crisi economica sia in gran parte dovuta alla speculazione edilizia, a Viterbo e nella vicina Vitorchiano si continua a lottizzare. L'ultima espansione riguarda una zona agricola ancora non interessata dal "villettame" che ha riempito tutte le campagne circostanti la città; ufficialmente residenze per agricoltori e annessi edifici (stalle e magazzini), in realtà ville con piscina, giardino e annessi cottage. La nuova lottizzazione Colle Verde in località Pian di Nero si trova a ridosso dell'abitato de La Quercia su di un pianoro che secondo il Piano Territoriale Paesistico del Lazio (PTPR) risulta in parte vincolato per la presenza del Fosso dell'Acquabianca e che è arricchito dalla vicinanza di un antico casolare in pietra al centro di una vallata che era ancora intatta fino a Maggio scorso, quando sono entrate in azione le ruspe. Sempre secondo il PTPR tutta l'area è inclusa nel sistema del Paesaggio Agrario di Valore così descritto: Sembra che vi costruiranno palazzine PEP (edilizia popolare) e villette private. Da indiscrezioni avute si parla di centinaia di unità abitative, ma all'ufficio tecnico del comune sono molto restii a dare informazioni ai comuni cittadini ed è praticamente impossibile accedere agli atti in tempo reale se non si è di mestiere o non ci si rivolge alle giuste conoscenze, pratica molto in voga al comune di Viterbo. Si sa solo che si tratta di una variante al PRG di Viterbo adottata dal comune il giorno 08-01-2004 ed approvata dalla Regione Lazio con delibera 455 del 01-01-2005. Sono previsti 48 lotti di cui ben 21 per l’edilizia popolare dove sorgerà una palazzina singola o doppia a seconda della grandezza del lotto; il resto per la costruzione di villette private. Il volume totale residenziale è di circa 210.000 m3 che potenzialmente potrà servire per dare alloggio a 2.600 abitanti. Considerata una media di 4 abitanti per alloggio si arriva ad una media di circa 650 unità abitative. I dati si commentano da soli: si tratta di un’espansione urbana di notevole dimensione! L’area interessata circonderà per intero il casale di pietra che per decenni rendeva il paesaggio della vallata molto suggestivo. Un simile stravolgimento comporterebbe inoltre una serie di problemi per tutta l’area circostante basti pensare al traffico attraverso l’abitato de La Quercia che diventerà insostenibile a meno che non si costruiranno nuove strade. Recentemente un altro progetto dissennato di urbanizzazione alla valle dell'Arcionello è stato bloccato da un movimento di cittadini e dalla ostinazione di Antonello Ricci, un intellettuale impegnato nella riscoperta delle radici popolari del nostro territorio, che è riuscito a bloccare le ruspe con la proposta di un parco suburbano che è stato poi realizzato. Carlo Maria Rossi. |
|
| Ultimo aggiornamento ( giovedì 27 agosto 2009 ) |
| < Prec. | Pros. > |
|---|



