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Le rotonde: questa dannazione ... |
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di Fabio Balocco. Diversi anni fa ero in Bretagna e percorrevo una stradina stretta stretta di campagna, quando ad un incrocio con una carrareccia, vedo un pneumatico in mezzo all’incrocio. Mi ci volle un po’ per capire che voleva simulare una rotonda. Allora le rotonde non erano ancora arrivate da noi. Oggi rischiamo di superare in stupidità (o presunta tale) i cugini transalpini. Vi domanderete cosa c’entra un tema come quello delle rotonde sul nostro sito nazionale. C’entra, eccome. Non foss’altro per la perdita di terreno fertile che la realizzazione delle rotonde sta causando nella campagna italiana.
Ma veniamo alla domanda prima: servono le rotonde ? La viabilità italiana ha vissuto e prosperato (ahimé…) per decenni senza; al massimo incontrando semafori o stop agli incroci. Ora pare invece che di rotonde non si possa più farne a meno. Io trovo la scelta criminale, oltre che insulsa. Criminale sia per il già detto consumo di territorio, sia per i costi che le pubbliche amministrazioni si assumono per realizzarle, e che potrebbero ben essere destinati ad interventi pubblici realmente utili, sia per i costi che competono ai soggetti concessionari di pubblici servizi che debbono quasi sempre provvedere a spostare linee elettriche e telefoniche (quanto almeno) onde consentire la realizzazione dell’opera. Questo a tacere del fatto che molte rotonde per come sono realizzate non raggiungono neanche l’effetto minimo di smaltire il traffico, ed a tacere altresì del fatto che molte rotonde costano anche dopo essere state realizzate. Pensate a quelle con le fontane, pensate a quelle con le aiuole, pensate a quelle con un bel palo di costosa illuminazione pubblica nel mezzo. Perché la fantasia è al potere quando si tratta di decidere cosa mettere all’interno di una rotonda. Così si va da queste allocazioni a quelle pubblicitarie, e persino agli aerei! Perché allora le rotonde ? A me non viene altro in mente che la sudditanza psicologica (a voler essere benevoli) delle pubbliche amministrazioni per la lobby delle costruzioni, sudditanza che fa sì che qualsiasi opera che prevede l’utilizzo di cemento ed asfalto sia vista con benevolenza, e talvolta, come nel caso di specie, lo stesso ente pubblico se ne faccia promotore. In fondo, fra una rotonda stradale e la TAV c’è più similitudine di quanto possa a prima vista apparire. |
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Ultimo aggiornamento ( venerd́ 18 settembre 2009 )
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