TOSCANA: L'Italia in svendita: Valle Bruna/Roccastrada (Grosseto) PDF Stampa E-mail

Nel territorio di Roccastrada, dopo:
- l’asfaltatura di decine di km di strade bianche;
- il potenziamento dell’illuminazione pubblica di tutti i centri abitati e di quella privata con utilizzo di corpi illuminanti inadatti e conseguente inquinamento luminoso e spreco cresente di energia;
- l’abbattimento, ormai consueto, delle alberature in occasione della manutenzione dei fossi con il conseguente indebolimento delle sponde, l’aumento della velocità del deflusso delle acque e la distruzione del prezioso abitat di numerose specie animali;
- la concessione di estrazione di gesso e produzione di 20 milioni di mq/anno di cartongesso;
- la cementificazione di 5 ettari di terreno agricolo di classe I per l’impianto di pannelli fotovoltaici su inutili e costosi inseguitori solari;
- la cementificazione di 42 ettari di terreno agricolo di classe I per la realizzazione di un Polo Agroalimentare (poi diventato Industriale – Commerciale) che, a 8 anni dalla sua realizzazione, è in stato di abbandono e per il quale si sta impiantando un sistema di idrovore da 8 milioni di Euro (soldi dell collettività) per rendere sicura la’area dalle frequenti alluvioni;
- la cementificazione di 8 ettari per una inutile e costosa e soprattutto brutta struttura fieristica sul limitrofe territorio grossetano;
- il recente annuncio della cementificazione di 20 ettari sul confinante territorio grossetano del Polo fieristico per la realizzazione di un Polo Logistico intermodale, retroporto di Livorno, Civitavecchia e Piombino;
- la trasformazione della vicina variante Aurelia in autostrada con relativi svincoli, caselli, rotonde e illuminazioni varie ...

ecco l’ennesima violenza al nostro territorio denominata “Progetto Fiume Bruna” della Indipendent Energy Solutions per la “coltivazione” di gas metano che procede a grande velocità. Non si tratta di “coltivazione” agricola ma si tratta di una terminologia dell’industria mineraria e estrattiva che indica il complesso delle operazioni per estrarre i minerali da un giacimento. L’area interessata è la valle del Bruna tra Montemassi, Sticciano, Montepescali e Vetulonia.

Un altro pezzo di Maremma svenduto in cambio tanti buoni propositi basati su un investimento di 50 milioni di Euro per l’estrazione di 2,4 miliardi di metri cubi di gas in 30 anni che tranquillizzano tutti, a partire dalla terminologia molto amichevole… “coltivazione” e “Progetto fiume Bruna“, fino al rispetto assoluto di tutte e le norme e i vincoli stabiliti secondo le necessità del caso… e dalla ipotesi di un eventuale intrappolamento, dopo l’estrazione del gas, della CO2 non si sa bene come catturata.

La Maremma, Distretto Rurale d’Europa di nome ma non di fatto, sta puntando direttamente verso una nuova identità: quella di una squallida periferia urbana in declino di una città che non c’è, alla quale mancano ancora all’appello qualche iper centro commerciale, alcuni outlet, un rigassificatore, un termovalorizzatore  e magari un campo nomade sotto gli svincoli.
Mala tempora currunt.

Arch. Patrick Marini

Ultimo aggiornamento ( domenica 27 settembre 2009 )
 
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