VENETO: Le Olimpiadi a Venezia PDF Stampa E-mail

La decisione di Comune e Regione (meglio: Sindaco e Governatore) di candidare Venezia e dintorni a sede delle Olimpiadi 20020 pone di nuovo la città, la laguna e tutto l’entroterra di fronte a progetti con  enormi impatti ambientali, a trasformazioni delle relazioni urbane destinate a sconvolgere il tessuto sociale. Sappiamo bene quanto addomesticate siano le varie Via, Vas, Vinca e quanto poco costino le certificazioni che rilasciano patenti di sostenibilità a piani e progetti devastanti. Non ci possiamo fidare delle assicurazioni dei promotori.

Ci diranno che le Olimpiadi sono una “occasione” per fare cose utili alla città. Al contrario, Venezia ancora una volta sarà usata come vetrina di eventi giganteschi che mettono in pericolo la sua preservazione e nulla hanno a che fare con gli interessi autentici dei suoi abitanti. Così come degli abitanti della “metropoli” diffusa sorta disordinatamente tra Mestre, Padova e Treviso.

Le Olimpiadi servono solo a chi le costruisce, alle televisioni che le trasmettono, agli sponsor che le promuovono, ai politici-imperatori che benedicono le folle dalle tribune d’onore degli stadi. 
Ai territori rimangono solo cumuli di cemento, infrastrutture inutilizzabili, aree verdi compromesse.

Ci diranno anche che le Olimpiadi servono al rilancio dell’ “economia”. Al contrario, l’attuale crisi è figlia di un’economia dello spreco e della speculazione. Le poche risorse economiche a disposizione vadano alla salvaguardia dell’ambiente, alla dotazione di standard di servizi sociali, agli autentici bisogni quotidiani del “buon vivere”.

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Ultimo aggiornamento ( giovedý 15 ottobre 2009 )
 
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