Fotovoltaico SI, Fotovoltaico a terra NO: evitiamo fraintendimenti PDF Stampa E-mail
di Alessandro Mortarino.
In molti Comuni d'Italia, i Sindaci stanno trovando da qualche giorno sulle loro scrivanie la richiesta/proposta del Movimento Stop al Consumo di Territorio per regolamentare i permessi per nuovi impianti di pannelli fotovoltaici a terra. E' l'effetto (positivo) dell'avvio della "campagna nella campagna" che il Movimento nazionale ha deciso di promuovere e che si intitola in modo esplicito: "SI' al fotovoltaico, ma non su terreni liberi. Stop al Consumo di Territorio".

Come prevedevamo, il nostro messaggio anche in questa occasione non è stato oggetto di assolute "benedizioni"; diverse voci si sono levate nei confronti della nostra campagna. Voci che lamentano il timore che la proposta di non consentire l'installazione di "campi" fotovoltaici su terreni ancora non compromessi possa essere vissuta come uno stimolo a rallentare il passaggio alle energie alternative tout court e, dunque, un involontario aiuto ai tanti (troppi) "nuclearisti" che stanno lavorando nell'ombra a ritmo acceleratissimo.

Simile reazione si era manifestata anche lo scorso anno da parte di alcuni alla presentazione della campagna nazionale per lo Stop al Consumo di Territorio.
"Finirà che le migliaia di Migranti che lavorano nell'ambito edile perderanno il loro posto a causa vostra" ...
"Se fermate l'edilizia, la crisi economica sarà terribile" ...
Fortunatamente la stra-grande maggioranza dei cittadini comprese il nostro messaggio e i circa 14.000 nostri attuali aderenti individuali e le oltre 200 Organizzazioni aderenti a titolo collettivo lo stanno a testimoniare.

Resta il fatto che qualche chiarimento su questa nuova "provocatoria" campagna evidentemente vada dato: non possiamo e non vogliamo permetterci il "lusso" di lasciare dubbi aperti; ricordandoci che questo nuovo stimolo è rivolto alle attività di tutti i nostri gruppi ed aderenti locali, molti dei quali già "assillati" dal problema dei campi "coltivati" a fotovoltaico ...

E allora ripetiamo il titolo di questa nostra considerazione: Fotovoltaico SI, Fotovoltaico a terra NO: evitiamo fraintendimenti. Il documento che stiamo inoltrando a Sindaci e Consigli comunali afferma (in modo forse meno esplicito) esattamente questo concetto. Leggiamolo con attenzione:

http://www.stopalconsumoditerritorio.it/index.php? option=com_content&task=view&id=113&Itemid=1

Nell'arco di questi primi 12 mesi di attività, ci sono arrivate segnalazioni da TUTTE le Regioni italiane (nessuna esclusa) di impianti aggressivi (cioè su terreni liberi), alcuni di questi di particolarissima gravità (ulivi centenari  in Puglia sostituiti da ettari di fotovoltaico, campi fotovoltaici nel Parco d'Abruzzo, splendide colline panoramiche perdute un po' ovunque). Ci è parso un sintomo molto chiaro di un fenomeno che è bene mettere in luce prima che "dilaghi". E ci è parso fosse il caso di farlo con la consueta nostra chiarezza, senza giri di parole: SI' al fotovoltaico, ma non su terreni liberi. Stop al Consumo di Territorio. Seguendo, dunque, la nostra "filosofia" che intende porre al centro di un dibattito serio e concreto il problema del consumo di suolo/territorio.
Leggendo con attenzione il documento proposto emerge la nostra precisa posizione: SI al fotovoltaico, NO al fotovoltaico a terra ...

Ci preme che sia palese il NO al fotovoltaico se occupa terreni che possiamo/dobbiamo utilizzare per l'agricoltura o per fini sociali (il verde pubblico). Questa è, dunque, la logica estensione di una critica al modello di società consumistica già decisamente messa in luce con il nostro primo appello/manifesto/campagna (Stop al Consumo di Territorio).
Nel caso specifico, la critica è rivolta ad una Società che si dice tendente alla "sostenibilità" e vuole consumare energia "pulita" anzichè "sporca", mentre in realtà dovremmo preoccuparci di consumare meno energia (e naturalmente sostituire a quella "sporca" quella "pulita" ...).

Non solo: se i pannelli fotovoltaici li regolamentiamo e decidiamo di installarli solo sui tetti di abitazioni e capannoni, otteniamo diversi risultati: cancelliamo le speculazioni, agevoliamo la diffusione capillare a livello individuale/famigliare, distribuiamo uniformemente l'energia dolce ...

Questo è il punto: dobbiamo mettere in discussione il modello di Società attuale, non limitarci a qualche timido miglioramento dell'esistente. Il problema non è: produrre energia maggiormente "sostenibile", quanto sprecare meno risorse (cioè consumare meno energia), rispettare i terreni (risorsa preziosissima) e cambiare tenore di vita.
E dobbiamo farlo ora. Proprio ora, anche a costo di apparire "antipatici". La crisi economico-finanziaria internazionale è ancora lungi dall'essersi risolta, la globalizzazione mostra i suoi gravissimi limiti: è questo il momento per "osare" proposte alternative.

Proposte di sistema.
Proposte di modello sociale.
Fermare lo sfruttamento della terra (qualunque "modo" di occupazione del suolo ...) oggi significa, a nostro avviso, esattamente questo: edificare un primo grande gradino per una scala di nuovi valori che formino la Società di domani.

Non vogliamo apparire troppo ambiziosi: ci accontentiamo di sapere che aria, acqua, fuoco e terra saranno gli elementi primari che costituiranno il prossimo modello di comunità dei prossimi anni ...

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 07 maggio 2010 )
 
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