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| Una buona delibera per fermare il fotovoltaico a terra ... |
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Lentamente (forse) ma inesorabilmente, il dibattito sull'opportunità di regolamentare i nuovi impianti fotovoltaici su terreni liberi/agricoli inizia ad estendersi sia sui media, sia tra i cittadini e, finalmente, anche nei Consigli comunali. A seguire trovate una delibera dell'Agenda 21/Consiglio dei Sindaci di 10 Comuni della Provincia di Torino che non può che esserci di aiuto nel nostro lavoro divulgativo ...
AGENDA 21 dei Comuni di Caramagna Piemonte, Carignano, Carmagnola, Cavallerleone, Lombriasco, Piobesi Torinese, Osasio, Polonghera, Racconigi, Villastellone. Deliberazione n.1/2009 Riunione del Consiglio dei Sindaci in data 28 gennaio 2010 ore 17,00 Presenti: OGGETTO: Processo di Agenda 21 sovracomunale – Primi indirizzi per la prevenzione del consumo di suoli agricoli con impianti fotovoltaici e analoghi e opere di interesse pubblico e privato IL CONSIGLIO DEI SINDACI - Premesso che i comuni associati sono accomunati tra l’altro dalla caratteristica che oltre il 70 per cento del loro territorio è inedificato e destinato all’uso agricolo, con produzioni intensive importanti specie per latte, carne, ortaggi e cereali, - che i comuni associati, nel protocollo sottoscritto per la costituzione dell’associazione, riconoscono come priorità amministrativa il perseguimento in tutte le loro azioni dello sviluppo sostenibile inteso come miglioramento per quanto possibile della qualità della vita dei cittadini sul loro territorio senza compromettere le risorse non rinnovabili e perseguendo l’equità e la giustizia sociale a livello locale e globale; - che i Comuni fondatori dell’associazione nel 2007 hanno elaborato e presentato alla Regione e alle Province , che lo hanno approvato, un programma Territoriale Integrato (PTI) e cioè un programma di sviluppo economico e sociale che fa perno sulla conversione in senso sostenibile dell’agricoltura e sull’impulso che questa conversione può dare a produzioni artigianali e industriali innovative; - che il PTI punta in particolare alla produzione di alimentari di pregio per la salute, alla fornitura all’industria di materie prime di origine agricola in sostituzione delle materie prime di origine fossile (avendo comunque riguardo al bilancio ambientale di ogni singola produzione al netto di eventuali contributi) e alla produzione di biodiversità, con l’obiettivo di coinvolgere a cascata anche il settore dei servizi del tempo libero, la gastronomia, il commercio; - che per rafforzare la caratterizzazione nel senso indicato sopra dell’identità del territorio, denominato “Marca della Due Province” e affinché le opere e le azioni comprese nel PTI abbiano il successo per quanto concerne l’ambiente e il sostegno all’occupazione, si pone come presupposto indispensabile la conservazione del suolo a destinazione agricola; - che negli ultimi tempi è stato lanciato l’allarme sul consumo di suolo agricolo in Italia che, secondo il primo rapporto dell’Osservatorio Nazionale sul consumo di suolo (IND) negli ultimi 50 anni avrebbe sottratto alle produzioni agricole circa 1/3 del terreno agricolo del nostro paese, tendenza che attualmente continua con la perdita giornaliera di 200mila mq; - che si è evidenziata anche la necessità inderogabile che i terreni agricoli vengano conservati per garantire la produzione di alimenti alle future generazioni e per sostenere il comparto agroalimentare, pilastro dell’economia nazionale; - che la prevenzione della perdita di suolo agricolo è tra gli obiettivi prioritari della bozza del nuovo Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Torino, in fase di ultimazione; - che si moltiplicano negli ultimi mesi, anche per effetto dei contributi pubblici finanziati con apposito prelievo fiscale dai cittadini, le richieste ai comuni di autorizzazione alla installazione in zone agricole di grandi impianti fotovoltaici al suolo; - che la Relazione Programmatica sull’energia approvata dalla Giunta Regionale con deliberazione 30-12221 del 28/9/2009, nel promuovere la produzione di energia da fonti alternative, indica tuttavia la conservazione dei suoli agricoli come prioritaria esprimendo contrarietà all’insediamento di parchi fotovoltaici a terra su terreni di prima e seconda classe; - che la zona necessita ancora di alcune infrastrutture specie viarie la cui realizzazione comporterà purtroppo necessariamente consumo di terreno agricolo; - che i comuni associati ritengono utile promuovere la produzione di energia da fonti alternative alla condizione che per la costruzione degli impianti necessari non venga consumato suolo agricolo in quanto fattore non rinnovabile di produzioni agricole e vengano adeguatamente salvaguardati anche il paesaggio, la biodiversità e i beni culturali; - che sono pertanto state studiate prime azioni finalizzate a conciliare l’arresto del consumo di suolo agricolo e la tutela dei valori paesaggistici e culturali del territorio con la produzione di energia da fonti alternative ed altre opere pubbliche e private di interesse pubblico; - che in particolare per gli impianti di produzione di energia da fonti alternative i Servizi Tecnici dei Comuni di Carignano, Carmagnola e Racconigi, investiti dell’incarico di studiare le misure più adatte al raggiungimento immediato degli obiettivi indicati sopra su tutto il territorio della associazione, hanno individuato come strumento di tutela l’introduzione negli strumenti comunali di pianificazione urbanistica (Piani Regolatori Generali Comunali) di specifica variante parziale ex articolo 17 comma 7 della L.R. 5/12/1977 n.56 s.m.i. con la seguente formulazione, da adattare ai testi specifici dei singoli strumenti ed eventualmente da integrare con ulteriori precisazioni legate a particolarità territoriali del singolo Comune: “- è fatto divieto di installazione di impianti fotovoltaici e di altri impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili con moduli ubicati al suolo, qualora gli stessi non siano volti alla produzione di energia finalizzata direttamente alla conduzione dell’azienda agricola sui suoli individuati dai PRGC quali aree agricole e di salvaguardia ambientale, con estensione del divieto all’intero territorio comunale all’interno di un raggio di mt 150 da complessi individuati come beni culturali ed ambientali nonché quelli aventi valore documentario. - “Nelle predette aree agricole, in deroga al divieto di cui sopra, l’installazione di impianti fotovoltaici o affini ubicati al suolo, anche se destinati alla produzione di energia non necessariamente finalizzata alla conduzione dell’azienda agricola, è consentita sia all’interno dei cortili di pertinenza di edifici esistenti a servizio dell’azienda agricola autorizzati che, qualora la produzione di energia sia afferente alle attività estrattive autorizzate, nelle aree relative alle medesime attività estrattive”. - che contemporaneamente sono state individuate dai Comuni associati le seguenti semplici misure per prevenire o mitigare per quanto possibile il consumo di suolo agricolo anche in altre attività pubbliche e private di interesse pubblico e per favorire la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti alternative: 1) Per l’installazione di parchi fotovoltaici a terra i Comuni privilegiano l’impiego sul territorio della Marca delle Due Province di ex discariche, aree industriali oggetto di bonifica, aree a destinazione industriale/artigianale. Allo scopo i Comuni eseguiranno entro il 31/5/2010 un’indagine finalizzata all’individuazione dei siti di proprietà pubblica e privata da privilegiare per l’installazione di tali impianti, tenuto conto oltre che della precedente compromissione dell’uso agricolo dei suoli, dell’impatto dell’impianto sull’ambiente e sul paesaggio rurale, considerata l’ubicazione rispetto al punto di immissione in rete dell’energia prodotta. 2) Per la realizzazione di infrastrutture e in genere di opere pubbliche o di interventi privati che richiedono il PEC, anche già autorizzate, saranno adottate e realizzate misure di mitigazione/compensazione tese a garantire per quanto possibile la continuità tra terreni agricoli sotto il profilo naturalistico. 3) Il progetto Life Natura + presentato dai Comuni nel 2007, il progetto Life che i comuni si preparano a presentare nel 2010, i progetti di massima e le azioni immateriali contenuti nel PTI approvato dalla Giunta Regionale con deliberazione Omissis e tutti quelli ulteriori progetti che saranno predisposti in attuazione del PTI, del PSR o comunque a tutela dell’ambiente rurale e della biodiversità, oltre ad essere finalizzati al loro scopo specifico, sono riconosciuti dal Comune e saranno utilizzati come linee guida per la gestione del territorio e per la scelta delle misure di mitigazione/compensazione; 4) Nel caso di rilascio da parte di ente superiore di autorizzazione all’inserimento in zona agricola di parchi fotovoltaici a terra o di altri impianti di produzione non agricola sarà richiesta la VIA e la prestazione di adeguate garanzie per il ripristino dello status quo ante al termine della vita utile dell’impianto. Ritenuto opportuno impartire ai Comuni indirizzo per la sollecita adozione della variante di PRGC indicata sopra e degli altri indirizzi per la prevenzione del consumo di suolo agricolo. Dopo approfondita discussione verbalizzata a parte Con voti D E L I B E R A 1) Di invitare tutti i Comuni della Associazione ad adottare entro il minore tempo la variante di PRGC suggerita dai Servizi Tecnici e gli indirizzi indicati sopra; 2) Di inviare il testo di cui si tratta alla Regione Piemonte, alle Province e alle associazioni di categoria degli imprenditori agricoli per opportuna conoscenza; 3) Di dare pubblicità all’iniziativa di cui si tratta mediante invio del testo agli accreditati al Forum intercomunale e ai giornali locali. Carmagnola, 28 gennaio 2010 |
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