Il recupero a Milano della Cascina Cuccagna PDF Stampa E-mail
Criteri progettuali per il riuso e il recupero del complesso della Cascina Cuccagna di via Muratori.
Il progetto di recupero della cascina Cuccagna, nel centro di Milano, si fonda su due nodi e considerazioni fondamentali: la prima di valenza sociale e socio-urbana, la seconda di valenza architettonica.
Qualche spunto sull'incontro in Cascina Cuccagna tenutosi lo scorso 1° Marzo con l'architetto Marco Dezzi Bardeschi, architetto e professore ordinario di Restauro architettonico al Politecnico di Milano, progettista e direttore dei lavori al Cantiere Cuccagna.

Ciò che stiamo realizzando in Cascina Cuccagna è un esempio di spazio urbano disponibile a sperimentare nuove relazioni con il mondo agricolo, avamposto e ponte di superamento dei confini mentali e fisici che separano la città dalla campagna.
La settecentesca Cascina Cuccagna viene recuperata nel paesaggio urbano con criteri di rigoroso restauro conservativo mantenendo dunque intatto, nel suo aspetto e negli spazi che propone, il carattere di cascina agricola, capace di riaccostare così, città e campagna anche nell’immaginario individuale e collettivo.
L’intervento non è solo di conservazione, ma anche di adeguamento funzionale per riproporre al presente l’uso attivo e pubblico di 66 locali per oltre 2000 mq e di un’area verde di pertinenza di 1500 mq.
Un’esperienza avanzata ed esemplare anche in riferimento al piano di recupero e valorizzazione delle cascine milanesi in vista di Expo 2015, curando in particolare gli aspetti della compatibilità ambientale e della sostenibilità energetica con la sperimentazione di materiali e tecnologie conciliabili con l’intento conservativo e l’economicità degli interventi.


Progetto di riuso
Il progetto architettonico si prefigge l’obiettivo di recuperare gli spazi della cascina, di renderli vitali e funzionali, adeguarli agli standard normativi richiesti dalle leggi e dalle esigenze moderne, ma senza snaturare la sua particolare, nonchè, preziosa struttura costruttiva.
Il progetto si basa su un’attenta analisi e rilevazione sia costruttiva sia storica dell’edificio, sul suo stato di degrado, e sulle possibilità intrinseche che essa offre proprio sulla base della sua particolare posizione all’interno del territorio urbano e sociale.
Recuperare la cascina non vuol dire “museificarla”, ma riadeguarla alle particolari esigenze moderne e renderla partecipe e in continuo dialogo con la contemporaneità.
All’interno dei suoi spazi sono stati progettati delle funzioni di carattere fortemente collettivi e sociali nel rispetto delle strutture e dei setti interni:

• abbattimento delle barriere architettoniche con adeguate rampe, servoscala e ascensore;

• adeguamento dei locali igienici in corrispondenza al numero degli utenti e in conformità alla normativa (legge sui portatori di handicap);

• rifacimento dei solai del piano terra con adeguato vespaio e con portanza di 300kg/mq, come richiesta dalla normativa sugli spazi pubblici;

• consolidamento dei solai del primo piano e adeguamento della portanza a 300 kg/mq;

• dotazione degli impianti elettrici e termici a norma e in sovratraccia per non intaccare le murature interne (nascosti da adeguati arredi e canaline);

• realizzazione di impianto idrogeotermico e installazione di pannellatura fotovoltaica su copertura della corte nord;

• posa di cappotto interno finalizzato alla riduzione del consumo energetico;

• recupero e restauro degli infissi esterni con inserimento di doppio vetro finalizzato alla riduzione del consumo energetico;

• inserimento di un adeguata impermeabilizzazione e coibentazione nella struttura di copertura e recupero del manto di copertura;

• rifacimento e adeguamento dell’impianto di raccolta delle acque;

• consolidamento conservativo degli intonaci interni e esterni.

Il progetto architettonico si è concentrato sulla possibilità di creare all’interno del complesso uno spazio collettivo polifunzionale.
La soluzione che è apparsa più appropriata è stata quella di ideare un sistema di copertura autoportante in uno dei due cortili interni.
E’ sembrata la soluzione più appropriata per 3 punti fondamentali:

• non snaturare la struttura del complesso con aggiunta di manufatti o volumetria estranei;

• recuperare uno spazio di connotazione fortemente collettiva e renderlo fruibile tutto l’anno;

• usare la naturale “scenogarfia” del sistema a ballatoio come balconata interna a uno spazio di rappresentazione.


Stato dell'arte.

Le fasi del Restauro Conservativo della cascina Cuccagna, partito ad Aprile del 2009 hanno lo scopo di mantenere le strutture originali e i materiali costitutivi della Cascina nel suo aspetto risultato di diverse trasformazioni dalla sua nascita, verso la fine del XVI° secolo e la fine del 1800. Durante questi tre secoli la cascina ha perso man mano la sua naturale vocazione agricola per trasformarsi in residenza con attività artigianali.
Oggi la sua vocazione sarà pubblica, e questo permette un intervento che non ne snaturi gli spazi così giunti a noi. L’attenta opera di restauro dei materiali permette la loro conservazione senza dover aggiungere eccessive strutture e senza dover per forza avere spazi nuovi e moderni.

La prima fase ha riguardato le coperture; 40.000 tegole sono state accuratamente smontate, e nella maggior parte recuperate. solo una trave portante su circa 50 è stata sostituita, alcune ammalorate sono state restaurate con un intervento di rinforzo strutturale effettuate con l’inserimento di barre in vetro resina.
Alla fine del restauro delle parti lignee è stato inserito un pacchetto isolante di spessore 5 cm appena ma con grandi capacità di contenimento delle dispersioni termiche e sono state riposizionate le tegole recuperate.

La seconda fase, al momento sospesa per le basse temperature della stagione invernale, è stata il restauro delle facciate della parte cosidetta monumentale della Cascina; questa parte che comprende i prospetti su via Muratori e via Cuccagna, è stata adibita a residenza borghese nella seconda metà del XIX° secolo, abbellita esternamente con contorni delle finestre e delle aperture in pietra arenaria, e con un bugnato negli angoli e un’elegante cornicione a stucco nel sottogronda. Internamente, in questa parte di Cascina, troviamo eleganti pavimenti in cotto lombardo, pareti con decori semplici e raffinati e al piano terra, un bel camino e decori floreali nei soffitti a cannette ancora rimasti.
Il restauro di queste facciate sta cercando di conservare ciò che è giunto fino a noi. L’incuria e gli agenti atmosferici hanno di fatti degradato sia gli intonaci che le murature, ma soprattutto le pietre che contornano le aperture.
La terza fase, cominciata a Gennaio 2010, riguarda il restauro degli interni della Cascina.
Purtroppo i soffitti originali in cannicciata del piano primo sono andati perduti ma rimane la struttura lignea a vista composta da travetti e tavole di legno che stiamo provvedendo a restaurare.

Le parti ammalorate ed irrecuperabili vengo sostituite con pannelli di compensato marino di 5cm, così come alcuni travetti. Il resto viene accuratamente pulito con una leggera sabbiatura a base di una miscela di inerti vegetali a bassa pressione per non danneggiare il legno antico. La finitura sarà eseguita con una stesura di cera microcristallina di colore neutro per esaltare il legno originale. Le pareti vengono pulite da residui di vernici organiche e vengo eseguite stuccature di completamento nelle lacune con calce idraulica e sabbia e lasciate a neutro, in modo da ben distinguere le zone di intervento da quelle originali.
Anche la maggior parte degli infissi verrà restaurata.
L’intervento prevede una sabbiatura leggera per le parti in legno, la sostituzione del vetro singolo con un vetro doppio separato da un film di polietilene, che aumenta le capacità isolanti dell’infisso senza dover eliminare parti di legno originali. Anche gli infissi non saranno verniciati ma protetti con cera naturale.
Da fine marzo, quando le temperature lo consentiranno, torneremo a lavorare sulle facciate portando a termine il lavoro con il restauro dei prospetti rustici.

Anche questi hanno tante cose interessanti, come il ballatoio con ringhiera del cortile più interno e le molte aperture che si affacciano. Lo scopo anche per queste facciate, sarà di conservare il più possibile agendo con consolidamenti piuttosto che demolizioni, reintegrando il meno possibile ed in maniera ben riconoscibile.
(Impresa: Usellini Restauri di Juan Carlos Usellini).


Progetti dell'area Ambiente e Alimentazione.

La campagna in città: la promozione della conoscenza e la valorizzazione delle produzioni agro-alimentari di prossimità, delle eccellenze territoriali, delle produzioni biologiche, delle lavorazioni naturali, tramite la realizzazione di momenti e strumenti di distribuzione a filiera corta e a km zero.

• La mostra-mercato agricolo rionale periodico delle produzioni di qualità e delle lavorazioni naturali proposti direttamente dagli agricoltori e allevatori del Parco Agricolo Sud (km 0) e dei territori lombardi (in collaborazione con Coldiretti e Slow Food Lombardia);

• Il mercato agricolo settimanale (ogni martedì pomeriggio) che diventerà la bottega permanente del consumo alimentare a filiera corta (in collaborazione con Coldiretti e Slow Food Lombardia).
La città in campagna: un percorso permanente e ben radicato in città di approccio diretto, di conoscenza e sperimentazione viva dell’attività agricola, delle specie autoctone, delle tecniche virtuose di coltivazione e delle risorse ambientali del territorio dedicate specialmente alle nuove generazioni;

• L’attività formativa ed educativa permanente fondata sull’uso didattico dell’orto e della serra sperimentali e di aule-laboratorio dedicate (in collaborazione con Facoltà di Agraria, Coldiretti, Legambiente, Associazione Civiltà Contadina;

• Il punto parco e l’agenzia per il turismo agricolo e ambientale con:

- Ruolo informativo in città rivolto alla realtà del Parco Agricolo sud Milano, le sue attività, le bellezze paesaggistiche, le strutture di accoglienza ed ospitalità.
- Ruolo organizzativo con la realizzazione di percorsi turistici tematici e di visite guidate legati ai calendari delle produzioni agricole del territorio, alle cascine e alle vie d’acqua
- Ruolo promozionale e didattico con la produzione e la diffusione di materiale multimediale.


L'agricoltura di prossimità, cibo e alimentazione: l’offerta di un modello territoriale e stagionale di ristorazione con la promozione delle specificità delle produzoni e delle tradizioni culinarie. Educazione al gusto della diversità,territorialità, stagionalità dei cibi.

• Apertura di un grande spazio di ristorazione e degustazione orientato a:
- Territorialità e stagionalità dei prodotti e delle ricette
- Rivisitazione delle tradizioni alimentari
- Alta qualità delle materie prime utilizzate che privilegi le produzioni biologiche e d.o.p.
- Tracciabilità dell’offerta gastronomica (piatti e bevande)T
- Trasparenza e accessibilità dei prezzi praticati

• Realizzazione di corsi teorico pratici dedicati a cibo, cucina e alimentazione (in collaborazione con Slow Food-Università del gusto);

• Realizzazione di eventi di presentazione e degustazione finalizzati alla conoscenza specifica di prodotti alimentari di eccellenza e all’educazione al gusto (in collaborazione con Onaf, Onas, Onav e Slow Food Lombardia).


Progetto Sociale
Il recupero del complesso della Cascina Cuccagna ci da l’opportunità di dare spazio e forma ai desideri degli abitanti del quartiere, e di conseguenza agli abitanti dell’intera città.
Il nostro intento è stato quelli di creare un luogo pubblico dove la socialità e le attività collettive possano concretizzarsi in progetti rispondenti ai fabbisogni dei cittadini, che chiedono luoghi e strutture funzionali all’incontro tra generazioni e culture, spazi per giovani e meno giovani e non ultimo chiedono una città più attenta alle persone che la abitano e la consumano e meno attenta al consumismo materiale.

Recuperare la cascina Cuccagna vuol dire anche riconoscere il valore storico, culturale, urbanistico e architettonico che rappresenta in una città come Milano. Come testimonianza di una cultura rurale ormai persa, di un assetto territoriale sovrascritto nel tempo, ma ancora riconoscibile, essa incarna con forza la possibilità di far rinascere una nuova stagione di protagonismo civile, in una città che appare ormai soffocata nella rassegnazione, nella paura e nella mancanza d’identità.
E’ ormai opinione condivisa che l’abbandono e il degrado in cui versano molti luoghi, un tempo significativi della città vada di pari passo alla crescente disgregazione della socialità e dei luoghi collettivi ad essa legati.
Siamo coscienti che la crescente dimensione metropolitana della nostra città ha perso i luoghi storici e significativi di confronto e socializzazione: le piazze si sono trasformate in svincoli, isole spartitraffico, il centro storico si è sempre più specializzato nella sua propensione terziaria e commerciale e i quartieri periferici sono rimasti ghettizzati a grandi contenitori di residenza. Costretti a vivere la città solo nella visione dei propri interessi privati abbiamo perso il senso di appartenenza al luogo, alla sua struttura e agli edifici che lo connotano e la caratterizzano.

Visti spesso solo come oggetti posti in un territorio sono invece presenze cariche di significati storici, culturali e sociali. Pensiamo alle grandi fabbriche abbandonate dopo la riconversione tecnologica avvenuta negli ultimi vent’anni, e a tutto l’edificato civile e rurale ignorato e relegato a veri spettri del passato, buchi neri di un passato alieno e misconosciuto.
La cascina Cuccagna è uno di questi luoghi e proprio dalla sua secolare memoria nasce il nostro progetto di riuso che pone le radici nella potenzialità che essa offre sia come riappropriazione di uno spazio collettivo, sia come possibilità di ridare vita ad un manufatto architettonico di grande pregio e valore storico.


Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa Cascina Cuccagna
Paola Tierri – Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Cell. 349 8874712
Tel. 02 54118733
http://www.cuccagna.org
                                       

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 10 marzo 2010 )
 
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