Salerno scrive al presidente Napolitano per fermare il Crescent PDF Stampa E-mail
In occasione della visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla città di Salerno, un gruppo di organizzazioni ha scritto direttamente alla nostra più importante carica dello Stato per richiamare la sua attenzione sulla speculazione edilizia in atto nella città campana, attarverso il contestato edificio "Crescent" ideato dall'architetto catalano Bofill. Questo il testo dell'appello inviato:

Salerno, 6 settembre 2010
 
Ecc.mo
Presidente della Repubblica
On.le Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
00187 - Roma




                                                        
Eccellentissimo Presidente della Repubblica,

in occasione della annunciata visita a Salerno non possono non scriverLe con doverosa urgenza le tante Associazioni unitesi nella lotta contro una spaventosa speculazione edilizia che sta per prendere forma nel cuore della nostra città. 
L’Amministrazione cittadina intende infatti avviare tra pochi mesi la costruzione di un mastodontico complesso edilizio denominato “Crescent” progettato dall’architetto catalano Bofill.

Un edificio che contornerà la costruenda Piazza della Libertà: null’altro che un solaio di copertura di un pre-esistente parcheggio, che poggia su un colonnato dorico.
Un complesso che vedrà utilizzare centocinquantamila tonnellate di calcestruzzo nei pressi della storica spiaggia di Santa Teresa, area pregiata e vincolata che chiude il noto lungomare della città, a immediato ridosso del centro antico e del Teatro “Giuseppe Verdi”.
Il progetto del “Crescent”, in particolare, è destinato alla edificazione di centinaia di alloggi per privilegiati privati a pochi metri dal mare, in una zona - in tempi recentissimi - demanio marittimo e dall’elevato valore strategico.
Ci consentirà di soffermarci per un attimo sull’ampiezza del descritto emiciclo per meglio comprendere l’alterazione profonda che esso determinerà nel paesaggio urbano. La costruzione è progettata per un’altezza di 30 metri circa, lunga quasi 280 metri, le due estremità distano ben 155 metri.

Un’autentica “muraglia” che altererà per sempre un pezzo di città: tratti emblematici del Lungomare cittadino e del centro storico vedranno chiudersi la visuale verso il mare e verso la Costiera Amalfitana dall’enorme complesso residenziale. Parimenti verrebbe stravolto, sfigurato il volto dell’antica città dal mare.
In sintesi, un’alterazione profonda del territorio, una pesante colata di cemento che stravolgerà per sempre un paesaggio urbano che ha un valore acquisito, riconosciuto. Il settimanale L’espresso in un’apposita inchiesta ha definito l’opera “Il mostro del golfo di Salerno”, il libro di recente pubblicazione “La Colata, Il Partito del Cemento” edito da Chiarelettere, la ha invece classificata come un palazzone a semi-cerchio, evoluzione raffinata degli enormi caseggiati sorti nelle periferie urbane negli anni Sessanta. E pensare che in relazione a tale mastodontica opera, sotto il profilo paesaggistico, la Soprintendenza giammai ha ritenuto di esprimere un parere di compatibilità lasciando formare un atipico (!) silenzio-assenso.

È da dire che le osservazioni del Movimento No Crescent sono state ampiamente condivise da migliaia di cittadini che hanno aderito alla nostra campagna pur non potendo essi partecipare ad alcun quesito referendario sulla realizzazione dell’opera a causa della genetica carenza del Regolamento comunale, attuativo dello Statuto, vero vulnus per la democrazia partecipativa.
In ogni caso è su quella spinta che è stato creato il Sito www.nocrescent.it, uno strumento prezioso per informarsi, formarsi un’opinione, manifestare il proprio dissenso. Significative sono state anche le prese di posizione contrarie al progetto espresse da personalità di ampio respiro come Gillo Dorfles, Oriol Bohigas, Vittorio Sgarbi, Giorgio Todde, Paolo Fresu.

Nei mesi scorsi l’intervento urbanistico in esame è stato oggetto di oltre 10 Interrogazioni rivolte ai Ministri dell’Ambiente, dell’Economia, dei Beni Culturali promosse da parlamentari di ogni orientamento politico (tra gli altri i Senatori Compagna, Perduca, Fasano, gli onorevoli Zamparutti, Granata, Della Seta, Paravia). Tali atti hanno portato all’attenzione del Parlamento il pesante impatto ambientale della progettata opera carente pure della necessaria V.I.A., l’incerto iter che ha condotto alla sdemanializzazione dell’area, il rischio di danno all’erario.  
In conclusione non possiamo non evidenziare che le scriventi associazioni hanno più volte denunciato anche i rischi idrogeologici che sono connessi all’intervento urbanistico. Il pesante complesso sorgerà sulla linea di costa, a pochi metri dal mare, con un corso d’acqua, il Fusandola, che scorre sotterraneo e che nel 1954 fu causa di una esondazione che provocò perdite di vite umane e ingenti danni. Il diffuso dissesto del territorio sembra purtroppo essere argomento di discussione soltanto in occasione di eventi disastrosi, come è accaduto con l’alluvione di Messina; è per tale ragione che apprezzammo vivamente il Suo autorevole intervento in favore della sicurezza del territorio in occasione di quel tragico evento così pure non dimentichiamo il Suo monito contro le opere faraoniche che nel momento storico che viviamo assume ancora maggiore valenza.

Tanto rappresentato, riteniamo che l’articolo 9 della nostra Costituzione repubblicana meriti un’applicazione concreta, e parimenti consideriamo che il nostro Paese debba svolgere un ruolo più attivo nell’affermazione dei principi espressi nella Convenzione europea sul Paesaggio del 20 ottobre 2000.
E’ per questo, Ecc.mo Presidente, che ci affidiamo alla Sua autorevolezza, alla sensibilità che Ella ha tante volte mostrato verso la tutela del paesaggio e del territorio, affinché Voglia intervenire onde consentire una rivisitazione dell’opera da parte dell’Amministrazione cittadina interloquendo democraticamente con la cittadinanza e con le scriventi Associazioni.

Un Suo auspicabile intervento permetterebbe la realizzazione di un progetto alternativo privo di impatto ambientale e di rischi per un’area così delicata. È chissà che la Sua visita nella nostra città non si riveli come l’occasione decisiva per incontrarLa al fine di rappresentarLe con ancora maggiore compiutezza i rischi e gli scempi gravi che sono intimamente connessi all’edificio “Crescent”.
                  
In attesa di un cortese cenno, porgiamo i più deferenti saluti.

Firmatari:
Comitato No Crescent, Stop al Consumo di Territorio, Italia Nostra, Legambiente, Comitato COSTA, Ardicola, Fronte di Mare, Movimento Difesa Cittadino, Assoutenti, Movimento Volontariato Italiano

Ultimo aggiornamento ( domenica 12 settembre 2010 )
 
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