L’importanza dei paesaggi da un punto di vista psicologico - Antoine Fratini PDF Stampa E-mail
Paesaggio: non solo bene, ma anche “benessere” comune …
Immaginiamo di svegliarci al mattino e affacciarci alla finestra su colline coperte di boschi, cieli azzurri, stormi di uccelli svolazzanti, colori, suoni…
Immaginiamo, invece, di compiere la stessa operazione e trovare un orizzonte popolato di auto, asfalto, cemento, rumori …
È questo il semplice esperimento immaginativo proposto dallo psicologo Antoine Fratini, all’inizio del suo laboratorio intitolato “L’importanza dei paesaggi da un punto di vista psicologico”.

Le sensazioni che raccogliamo rimangono e continuano a incidere su di noi a livello psicologico. Pensiamo a un amante dell’arte, incatenato a una sedia, costretto ad assistere allo sfregio di un’opera d’arte compiuto proprio a pochi metri da lui. Le stesse sensazioni, umori, stati d’animo può provarli chiunque debba assistere impotente alla deturpazione di un paesaggio…
Il paesaggio può essere considerato sotto vari punti di vista: ecologico, etico, economico (risorsa economica, in quanto fondamentale per lo sviluppo del turismo). E anche “bene comune”, come sottolinea una convenzione europea finalizzata al rinforzo delle identità delle popolazioni locali. Infatti, nell’antichità, il paesaggio rappresentava, per le popolazioni “animiste” , il collegamento fra mondo interiore e mondo esteriore. Le antiche etnie, quindi, avevano un rapporto partecipativo e animistico con il mondo: esigenza concreta quanto quella “materiale”.
Oggi, invece, la situazione è profondamente diversa, come ci dimostra la psicoanalisi: la psiche (“anima”, in greco) rappresenta la via per accedere alla spiritualità degli archetipi e l’inconscio opera attraverso modalità animistiche, ma noi reprimiamo costantemente tale inconscio animistico e, pertanto, non riusciamo a comprendere i moti dell’anima. Natura e anima sono strettamente legate, quindi finiamo per perdere il concetto della sacralità dei luoghi della natura, senza renderci conto che così perdiamo anche la nostra energia vitale.
La natura, quando viene rovinata, cessa di farci da specchio e la nostra identità profonda va in  frantumi…
Un’analisi, quella di Fratini, che ci prospetta un ulteriore motivo per difendere il paesaggio: oltre alle esigenze ambientali di tipo più “materiale” ne esistono altre di tipo psicologico, altrettanto importanti, il cui mancato rispetto porta inevitabilmente ad effetti profondamente devastanti per gli esseri umani. 

 

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Ultimo aggiornamento ( martedě 05 ottobre 2010 )
 
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