Cresce lo scippo di terre nel mondo. Anche in Italia ... PDF Stampa E-mail
di Andrea Marciani, Circolo Legambiente di Manciano.
Il rapporto del Fondo Monetario Internazionale appena pubblicato, segnala che il “Land grabbing” (letteralmente “scippo di terre”), ossia l'acquisizione a vari titoli (proprietà, concessione pluridecennale o secolare) di terre coltivabili ad opera di multinazionali e Fondi d'investimento internazionali, ai danni soprattutto dell'Africa, sta decollando a livelli epocali; nel 2009 erano stati acquisiti 8 milioni di ettari ma nel 2010 il bottino è balzato a 45 milioni di ettari.
Si tratta di una nuova forma di colonialismo di stampo settecentesco.

Vengono acquisite, con la complicità di governi corrotti, porzioni di territorio grandi come intere nazioni, con tutto quello che contengono, incluse le popolazioni inconsapevoli che le abitano dalla notte dei tempi, ponendo le basi per uno sfratto massivo di indigeni dalle loro terre o, peggio, per l'instaurazione di una moderna servitù della gleba.

Quanto sta succedendo in Italia con l'impiego della terra agricola per la produzione di energia elettrica, ripropone in scala ridotta lo stesso fenomeno e le stesse dinamiche.


Una popolazione minoritaria e marginalizzata di “indigeni”, i contadini, si vede piombare addosso un agguerrito sistema economico predatorio d'origine urbana, che in forza del divario economico che anni di malgoverno hanno scavato tra i due sistemi, e con la frequente complicità di governi locali, dediti ormai soprattutto al malaffare e all'arricchimento personale, acquisisce terreni con varie metodologie (si sono registrati persino casi di espropri) per impiantare una forma di sfruttamento del suolo completamente denaturata, basata sulla rendita parassitaria di sussidi pubblici e sull'espulsione della forza lavoro agricola: il Fotovoltaico industriale.

Come evidenziato proprio dal saccheggio di suoli coltivabili in atto nel mondo, questo paese avrà presto bisogno di ogni metro quadro di terreno agricolo, ed il cibo rivelerà la sua arcaica natura di primo carburante nelle priorità energetiche per la sopravvivenza della nostra civiltà.

Ultimo aggiornamento ( marted́ 02 novembre 2010 )
 
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