LIGURIA: Appello da Sestri Levante PDF Stampa E-mail
A cura del Comitato per la tutela del territorio "STOP AL CEMENTO" Sestri Levante e Tigullio, associazione apartitica che ha lo scopo di valorizzare il territorio.
La città di Sestri Levante negli ultimi decenni ha subito una cementificazione abnorme: con una popolazione di 18.000 abitanti in calo sono stati realizzati 500 appartamenti in gran parte a seconda casa. Oltre ai palazzi sono arrivati anche dei parcheggi di basso livello architettonico e, a volte, di poca utilità.
Ciò è contrario al turismo, ai turisti, ai residenti. I più giovani sono costretti a trasferirsi nell’entroterra, il centro è disabitato e privo di identità, chi abita in periferia è obbligato a utilizzare l’auto per le scuole, il lavoro o gli acquisti.

Il completamento dei lotti ex Fit rischia di aggiungere male al male:

1. Un parcheggio interrato privato di tre piani cui è stata concessa una maggiorazione di superficie;

2. Un parco urbano ridotto al minimo e non attrattivo (serve invece una integrazione tra centro città e sentieri boschivi, sviluppata da persone competenti);

3. La chiusura del rettilineo dell’Aurelia. La strada sostitutiva rischia di disastrare il traffico, con una carreggiata più stretta dell’attuale, un marciapiedi umiliante, e tre rotonde in 400 metri. Tutto ciò mentre è logico aspettarsi un incremento del traffico nei prossimi decenni, visto il trasferimento di abitanti nell’entroterra. Con l’eliminazione del rettilineo dell’Aurelia chi risiede in via Nazionale e via Antica romana occidentale potrà subire una viabilità congestionata, rumorosa e inquinante.

Inoltre il Consiglio comunale ha deciso che tutte le aree industriali dismesse potranno diventare edificabili. Non era già abbastanza la dismissione realizzata con la Fit?
E’ una scelta gravissima. Bisognava fare l’esatto contrario: promuovere e favorire l’insediamento di nuove attività produttive ad alta tecnologia. Viceversa non ci sarà lavoro (il turismo non basta, lo abbiamo capito tutti) e tutti i giovani emigreranno in altre Regioni, visto che anche Genova è in crisi.
L’emigrazione può colpire lo stesso turismo, il quale preferisce territori integri sotto il profilo ambientale, come le Cinque Terre o altre nazioni.

Il cemento non dà ricchezza ma la sottrae.
La città invisibile dovrebbe tornare a parlare e a creare il proprio futuro. Facciamolo per noi e per i nostri figli prima che sia troppo tardi.              

COMITATO “STOP AL CEMENTO"

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