A tutti coloro a cui sta a cuore la sopravvivenza del genere umano ... PDF Stampa E-mail
... e che pensano che non ci si possa nutrire di silicio.
di Elena Tagliaferri, Consigliera Zona 7 Milano.
Comincio con il dire che sto seguendo con una certa apprensione l’esplodere della tematica “fotovoltaico a terra”, anzi, più che di un “tema”, ormai mi sembra si cominci a trattare di un “problema”. Non tanto perché gli impianti fotovoltaici a terra, di per sé, lo siano, quanto perché lo sono se vengono istallati su terreni agricoli produttivi. Mi ha molto colpita la lettera degli agricoltori del Nord-Ovest milanese, quelli VERI, cioè quelli che la terra la coltivano, inviata al Presidente di Legambiente Nazionale, in cui viene descritta la loro attività: si  parla infatti dello sforzo per non “sfruttare” le risorse naturali, dell’attività molto impegnativa e senza soste per produrre in modo equilibrato, si rammenta che il 93% di loro sono in affitto, si evidenzia la dimensione media dell’azienda agricola (poco più di 7 ettari) e la sua conduzione (spesso nuclei familiari ristretti) … senonchè alla fine si ricorda che le aziende tra agricole, zootecniche e forestali, gestiscono quasi 20 milioni di ettari … (censimento agricoltura del 2000) … e fin qui, tutto bene.

Il passo successivo mi ha poi creato una vertigine e lo riporto tal quale:

 

“Con questa politica di incentivazione del conto energia, il proprietario dei terreni ha più convenienza a investire nel fotovoltaico che a percepire l’affitto dell’agricoltore, il quale come già sta accadendo dalle nostre parti e in altre parti d’Italia, deve lasciare “indietro” parte dei terreni perché la proprietà intende impiantare pannelli fotovoltaici a terra”.


Vien da sé la domanda: “poi cosa mangeremo ?” …  Silicio ? L’avere tanta energia e poi non avere materia prima da trasformare a cosa servirà ? Lo scenario prossimo venturo sa tanto di fantascienza che, come sempre è accaduto, sembra solo realizzabile in un film, ma che poi, in un breve lasso di tempo, diventa “obsoleta” rispetto alla realtà !
Passano in televisione pubblicità “fuorvianti”, in cui si vedono impianti fotovoltaici a terra sopra la coltura della vite: ebbene, riporto ancora un passo della lettera:
Sotto e accanto a queste distese di pannelli (recintati !), non è possibile coltivare alcuna coltura, neanche erba da fieno”.

Per fortuna si è mossa la Parlamentare Elisabetta Zamparutti che il 26 ottobre u.s. ha redatto l’interrogazione parlamentare n° 4-09120 per chiedere chiarimenti su un impianto fotovoltaico a terra, a Cutrofiano,  nella quale si evidenziano i concetti sopracitati  e precisamente:
I ventisei ettari di campagna, affittati per vent'anni dalla AzzeroCO2 per realizzare l'impianto fotovoltaico, insistono in un'area detta «Gorgoni», dal nome del proprietario, noto latifondista della zona” ….


Inoltre, la captazione della radiazione solare da parte dei pannelli, riducendo enormemente l'arrivo dei fotoni luminosi al suolo, non giova alla fotosintesi clorofilliana e dunque a qualsiasi attività agricola che si volesse fare al di sotto. Né si può immaginare di avere la certificazione biologica in un luogo dove i pannelli dovranno periodicamente essere puliti con solventi, più o meno biodegradabili”.


Il complesso cablaggio dei cavidotti interrati e il costo complessivo dell'impianto che ammonta a ben 17 milioni di euro, per un guadagno nel corso degli anni estremamente superiore, rende indubbiamente incompatibile lo svolgimento di sistematica attività agricola con i necessari mezzi meccanici nel sito interessato dagli impianti, tutto ad ulteriore conferma di come sia una vana pretesa quella di poter conciliare agricoltura e industria dell'energia nelle modalità dell'impianto proposto …”.

Dal canto mio, come Consigliera di Zona 7 di Milano – IDV, ho già dato materiale utile affinchè anche in sede Regionale Lombarda si possano prevenire storture di questo genere salvaguardando il nostro vero ed unico mezzo di sussistenza: il cibo.

 

Sono già stati realizzati infatti dal 2006 ad oggi 68 grandi impianti fotovoltaici su terreni agricoli utili per un totale di oltre 5.000.000 mq: estensione spaventosa che si sta allargando: ultimo caso la realizzazione di un'altra centrale fotovoltaica in una delle più significative aree agricole lombarde e cioè San Colombano al Lambro, in cui si prevedono occupare 130.000 mq (pari a 32 campi da calcio) di terreno fertile !


So che anche Slow-Food al Salone del Gusto di Torino si è espresso affinchè i giovani ritornino all’agricoltura, non si vergognino di un’attività che, anzi, è di primaria e vitale importanza …. andandone invece FIERI!!
Ma come si fa a conciliare questa  speranza se ci saranno sempre meno terreni da coltivare ?
Dobbiamo insistere dunque su più fronti: quello di DENUNCIA, quello di APPOGGIO AGLI AGRICOLTORI, quello di COLLABORAZIONE con altre importanti e autorevoli realtà che possano incentivare il ritorno, non al passato, ma al futuro e come affermano gli agricoltori diffondere il paradigma “LA TERRA AGRICOLA DEVE RESTARE AGRICOLA” E NON DEVE ESSERE UTILIZZATA PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI".

Ultimo aggiornamento ( giovedý 11 novembre 2010 )
 
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