In Emilia Romagna la tutela dal fotovoltaico selvaggio non adeguata PDF Stampa E-mail
di Sauro Turroni.
La Regione Emilia Romagna assume una delibera per "limitare" (...) l'occupazione dei territori agricoli da parte degli impianti fotovoltaici. E' il solito imbroglio: dopo l'enunciazione che pare rigorosa in realtà, come sempre, la Regione consente di tutto e di più ...
Prima individuazione in Emilia Romagna delle aree e dei siti per l’istallazione di impianti di produzione di energia elettrica mediante l’utilizzo della fonte energetica rinnovabile solare fotovoltaica”.
Stop al consumo del territorio, sia che si tratti di capannoni industriali, case per la speculazione edilizia, sia che si tratti degli impianti fotovoltaici in zona agricola. Preliminarmente occorre osservare che i contributi per la produzione di energia con il fotovoltaico alterano il mercato facendo diventare più vantaggiosa la produzione di kw piuttosto che fagiolini, pesche o grano.
Come al solito, in assenza di un quadro o piano generale di riferimento, è partita come per le centrali a gas di alcuni anni fa, la corsa a realizzare - ovunque e comunque - impianti fotovoltaici.
Mancano, inoltre, norme che regolamentino la realizzazione degli impianti e i luoghi ove essi sono accettabili dal punto di vista ambientale, paesaggistico, culturale ecc.
Quindi solare selvaggio, pale eoliche selvagge, biomasse selvagge ecc.; così come ci sono state le turbogas selvagge.
Numerosi sono i casi di corruzione (vedi anche la P3).
Lo Stato in un recentissimo consiglio dei ministri ha adottato alcune misure di limitazione nei confronti degli impianti collocati in territorio agricolo.

Anche la Regione Emilia Romagna si appresta a fare la stessa cosa.
Quindi potremmo essere indotti a pensare che “piotost che gnit l’è mei potost”.
Questo tipo di valutazione però confligge con le finalità sbandierate dalla Regione – tutelare il paesaggio, tutelare il teritorio agricolo – perché le norme in questione traformano l’attività di produzione agricola in attività di produzione di elettricità, che nulla ha a che fare con l’agricoltura.

Un conto avrebbero potuto essere misure che consentissero piccoli impianti, massimo 10 o 20 KW al servizio dell’azienda agricola, da installare sui tetti degli edifici, un conto sono norme che consentono, ad esempio in un podere di 20 ettari, di realizzare 400 KW, che occupano una superficie che perde le sue caratteristiche agricole, pari ad alcune migliaia di metri quadri.
E’ obiettivo degli ecologisti tutelare il suolo agricolo, secondo il principio fondamentale dello STOP al Consumo del Territorio che, in questo caso, viene buttato alle ortiche. Centinaia di impianti per centinaia di ettari di prezioso e non riproducibile suolo agricolo perduti per sempre.

Questo è il risultato di norme regionali che non privilegiano le prospettive di una agricoltura di qualità, fatta di prodotti eccellenti, biologici ecc. bensì sostengono la trasformazione dell’agricoltura in qualcosa d’altro, che produce energia da vendere all’Enel.
Con lo stesso principio perché non consentire ovunque - e in qualunque numero - la realizzazione di pale eoliche o impianti a turbogas ? Perché non sostituire le colture agricole con “ colture“ di energia ?
Allora se il problema è il sostentamento degli agricoltori che non guadagnano abbastanza con i prodotti agricoli perché non si consente loro di fare tante villette al posto dei fagiolini o dei cavoli, ovunque l’imprenditore agricolo lo voglia ?
Perché non consentire allora agli alberghi della costa di trasformarsi tutti in appartamenti, sostituendo l'attività immobiliare all’impresa alberghiera ?
Potrei continuare a lungo.

Esistono molteplici ragioni per non sostenere, anzi per contrastare queste proposte scellerate: da tempo Italia Nostra ha elaborato importantissime proposte tutte in favore della tutela e conservazione del prezioso territorio agricolo.
Le proposte di  Italia nostra sul territorio agricolo sono le uniche che i verdi possono sostenere, nella convinzione che il bene suolo è finito, irriproducibile, il cui uso ai fini delle produzioni alimentari è necessario e fondamentale per la vita di tutti noi.

STOP al CONSUMO DEL TERRITORIO sia che si tratti di cemento, asfalto, impianti fotovoltaicio e simili.

Sauro Turroni
Ultimo aggiornamento ( sabato 18 dicembre 2010 )
 
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