PIEMONTE: La difesa dell'area dell'ex Piccolo Arsenale di Cuneo PDF Stampa E-mail
Nella città vecchia di Cuneo c'è un'area conosciuta come "Piccolo Arsenale" ed è una delle poche testimonianze del passato militare di Cuneo, che ha fortemente plasmato la forma e il carattere stesso della città contribuendo a definire la sua immagine come “città dei sette assedi”.
Oggi è a rischio ... E un gruppo di organizzazioni locali ha presentato le proprie osservazioni al progetto di revisione del Piano Regolatore.

 

Al Comune di Cuneo
Ufficio Relazioni con il Pubblico
Via Roma 28

e p. c.,

alla Commissione regionale per la tutela e valorizzazione dei beni ambientali
Corso Bolzano 44
10121 Torino

OGGETTO: osservazioni relative al Programma Integrato di Riqualificazione Urbana (PIRU) di Cuneo, come da Piano Regolatore Generale, Ambito di Valorizzazione della Città Storica (VCS2), di cui alla delibera del Consiglio
Comunale di Cuneo del 25 Ottobre 2010, “Ex Piccolo Arsenale”.


Con la presente le sottoscritte associazioni e singoli cittadini fanno le seguenti osservazioni (come da art. 6 comma 1 della L.R. 18/96 e s.m. e i.) in merito al progetto in questione:

● L'ambito VCS2, comunemente conosciuto come Piccolo Arsenale, si trova all'interno della città vecchia e risulta essere di notevole valore storico, in quanto è una delle poche testimonianze del passato militare di Cuneo, che ha fortemente plasmato la forma e il carattere stesso della città contribuendo a definire la sua immagine come “città dei sette assedi”.

● Da almeno tre secoli quello era il magazzino delle polveri necessarie alla difesa della piazzaforte. Questa funzione era presumibilmente svolta tramite una rete di collegamenti sotteranei sui quali già in passato sono state affacciate ipotesi.
Si ritiene auspicabile una indagine più approfondita prima di qualsiasi intervento che potrebbe distruggere una testimonianza interessante del passato di Cuneo, che meriterebbe, invece dell'abbattimento, una valorizzazione, ad esempio di tipo museale moderna.

● Per quanto riguarda il profilo paesaggistico, suscita grande perplessità un intervento come quello deliberato che prevede “una nuova costruzione di due fabbricati, di cui il primo prospiciente Corso Giovanni XXIII a quattro piani f.t. e il secondo prospiciente via Alba a quattro piani f.t. più attico arretrato ..”, a fronte di una modestissima elevazione dell'attuale fabbricato. L'intervento proposto verrebbe del resto a modificare in maniera irreversibile uno degli ultimi segmenti intatti dello sky-line della città storica che costituisce un elemento di pregio assoluto.
Inoltre l'intervento proposto appare in palese conflitto proprio con le Norme di Attuazione del PRG specifiche del sito in oggetto che all'art. 36 comma 3 recitano“gli interventi dovranno essere realizzati con tipologie edilizie e moduli di aggregazione dell'isolato ricostruito che non entrino in contrasto col mosaico urbano circostante, prevalentemente costituito da aggregati edilizi di antica origine, in cui sono stati incastonati qua e là tasselli ottocenteschi; tipologie dei volumi, fili di sky-line, scansionate delle aperture e impaginazione delle facciate, dovranno essere modulate seguendo i caratteri ambientali del tessuto costruito circostante”.

● Riteniamo importante sottolineare che la Regione Piemonte nelle Osservazioni previste dalla L.U.R. 56/77 e s.m.i., in data 26 Ottobre 2006, aveva già segnalato l'ambito del Piccolo Arsenale richiedendo di verificare le grandezze di utilizzazione, riconducendole nei limiti indicati all'articolo 23 L.U.R. 56/77.
Essa riteneva necessario ridurre il numero di piani rispetto a quanto previsto dalla prima versione del PRG, che, all'articolo 36 comma 3, tra i riferimenti progettuali specificava: “edificio a quattro piani fuori terra + sottotetto abitabile”. Del resto tali osservazioni proposte dalla Regione risultano essere state recepite dal Comune di Cuneo laddove nelle “controdeduzioni alle osservazioni del C.T.U. nelle sedute del 25.09.2006 e del 13.10.2006, ai sensi del comma 13 dell'art.15 della L.R. 56/77” si scriveva che: “pertanto si riduce (...) il numero dei piani previsti in progetto ad un massimo di quattro piani”. Tale recepimento non pare essere stato adottato nella stesura finale che prevede non solo quattro piani, ma quattro piani + attico.

Conclusioni
Si ritiene che il progetto debba essere respinto, in quanto lesivo del paesaggio e sproporzionato nelle dimensioni. In questo modo si potrebbe tornare a ragionare su una soluzione che consenta il mantenimento della memoria storica della città militare, ad esempio con una soluzione di tipo museale, come già accennato.


Cuneo, 22 Dicembre 2010

Comitato PRG Cuneo: coordinatore Alberto Collidà
Legambiente Cuneo: presidente Gianfranco Peano
Pro Natura Cuneo: presidente Domenico Sanino
Paolo Giaccone
Mario Cordero
Claudia Romanelli
Vittorio Bottari
Mario Frusi
Elio Allario
Alessio Viel
Francesco Musso
Andrea Sessa

Per comunicazioni: Alberto Collidà, via XX Settembre 29, Cuneo, cell. 347-9802622

 
< Prec.   Pros. >

Appuntamenti

Il calendario degli appuntamenti lo puoi trovare qui