Decreto rinnovabili: Fiper e Assosolare in audizione al Senato PDF Stampa E-mail
Giudizio positivo sulla bozza di D.Lgs da Fiper, che però ha richiamato la necessità di incentivi alla filiera per le biomasse.
Nuove audizioni in Commissione Industria del Senato sullo schema di decreto legislativo recante “Attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili”. Nei giorni scorsi sono stati ascoltati rappresentanti di Assosolare, della Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili (FIPER), del fondo F2i e del gruppo Falck, di Edison e di Terna.
Guidati dal segretario generale Francesca Marchini, i delegati di Assosolare (Associazione italiana dell'industria fotovoltaica) hanno focalizzato l'attenzione della Commissione su due articoli del decreto: l'8.5, che limita a 1 MW di potenza la costruzione di impianti fotovoltaici a terra su aree agricole, e il 22, che porterebbe a una revisione delle tariffe incentivanti nel terzo anno di vita del nuovo Conto Energia approvato nel luglio 2010.

 

Cancellare la restrizione al fotovoltaico su aree agricole
“Proponiamo – ha spiegato Marchini - la cancellazione dell'articolo 8.5 del decreto rinnovabili, che pone limitazioni alla costruzione di impianti fotovoltaici a terra. Il fotovoltaico infatti non è un rischio per l'agricoltura: anche nell'ipotesi che l'intero nuovo tetto fotovoltaico (3.000 MW) venga utilizzato per l'installazione di impianti a terra, si avrebbe un'incidenza pari allo 0,019% della superficie italiana e allo 0,045% dell'area agricola utilizzata”.

Modificare l'articolo 22
L'altra proposta di modifica avanzata da Assosolare riguarda “l'articolo che prevede una revisione degli incentivi nel terzo anno del Conto Energia appena approvato, nell'ottica di garantire continuità e certezza per gli investimenti, come nello spirito del Conto Energia” spiega Marchini. “Abbiamo anche voluto fare chiarezza su effettivi costi e benefici del settore: per il fotovoltaico, nel 2010 il cittadino ha speso in bolletta 0.6 euro al mese - equivalente a solo l'1.6% della bolletta - contro i circa 2 della Germania, a fronte di significative entrate fiscali per lo Stato dal fotovoltaico, che nel 2009, ad esempio, sono state pari a circa 300 milioni di euro”.

Da Fiper valutazione positiva

Oltre ad Assosolare la Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato ha ascoltato anche Fiper (Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili), che ha sostanzialmente espresso un giudizio positivo sulla bozza di Decreto rinnovabili, ma ha anche presentato una serie di proposte per lo sviluppo del teleriscaldamento a biomassa e per l’avvio della filiera del biometano.
“Monitorare e valutare i risultati ottenuti dalle misure di incentivazioni attuate in termini di fonti sostituite, di risorse assorbite, di ricadute occupazionali e di sviluppo dei territori, è la conditio sine qua non per definire le nuove misure di sostegno”, ha esordito il presidente di Fiper Walter Righini.

Le biomasse hanno bisogno di incentivi alla filiera

Secondo Fiper lo sviluppo della filiera biomassa-energia, rispetto alle altre fonti rinnovabili non programmabili (solare, eolico, geotermico…), parte in primis da azioni che mirano ad incrementare, diversificare e rendere più efficiente l’approvvigionamento di materia prima, in particolare gli scarti del legno sminuzzato il cosiddetto “cippato” per gli impianti di teleriscaldamento. La Federazione ha quindi spiegato alla Commissione che l’utilizzazione delle biomasse per la produzione di calore, sia distribuito nelle famiglie, sia nelle piccole reti di teleriscaldamento, necessita più che di contributi agli utenti finali, di incentivi alla “filiera”, sia per gli aspetti di messa a disposizione delle biomasse nelle forme più adatte ai vari utilizzatori, sia per lo sviluppo di imprese locali di teleriscaldamento. A tal fine, ha ribadito la necessità di una maggiore sinergia nella definizione dei decreti attuativi tra il Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Agricoltura e dell’Ambiente.

Puntare sull’incremento degli impieghi delle biomasse solide legnose a fini termici e/o cogenerativi non per la sola produzione elettrica così come avvenuto nel passato, e riconoscerne la rilevanza rimane una delle priorità di Fiper, che ha espresso apprezzamento per il riconoscimento esplicito alla generazione termica dalle biomasse solide legnose definite dal Decreto di Recepimento della Direttiva RES (art. 20).

Serve un quadro di riferimento chiaro e stabile

Righini ha poi espresso soddisfazione per l’interesse riscontrato durante l’Audizione da parte dei senatori sull’impatto economico ed ambientale legato all’applicazione delle reti di teleriscaldamento a biomassa e biogas agricolo. La filiera biomassa-energia “made in Italy” rappresenta per Fiper un asset di primo piano per lo sviluppo delle piccole e medie imprese in aree agricole e forestali che puntano alla diversificazione produttiva, nonché uno strumento di riqualificazione territoriale.
“Ci auspichiamo che i Decreti attuativi – ha dichiarato Righini - riprendano le indicazioni espresse durante l’Audizione e che le imprese possano operare in un quadro di riferimento chiaro e stabile per essere protagoniste e all’avanguardia europea nella produzione di energia termica ed elettrica dalla biomassa”.

Fonte: http://www.casaeclima.com

Ultimo aggiornamento ( luned́ 24 gennaio 2011 )
 
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