LOMBARDIA: Outlet, Locate ne ha davvero bisogno ? PDF Stampa E-mail
Da anni il vasto terreno alla periferia di Locate (Milano), su cui un tempo sorgevano la Saiwa e la Siva, è in stato di abbandono. Ora è ridotto ad un cumulo di macerie, sul quale l’amministrazione comunale sembra decisamente intenzionata a far sorgere un grosso centro commerciale, stile outlet, come ce ne sono alcuni esempi in Italia, il più grande e conosciuto forse è quello di Serravalle Scrivia (Alessandria).
Quella del “grande outlet” è davvero l’unica soluzione? O ci sono modi migliori per restituire quell’area abbandonata ai cittadini?

 

Locate Viva vorrebbe discuterne insieme, in un’assemblea aperta a tutti i cittadini, con i rappresentanti dell’amministrazione comunale, associazioni come Legambiente e sindaci dei comuni limitrofi. Perché pensiamo che questa decisione ci riguardi tutti da vicino. Potrebbe cambiare radicalmente l’aspetto e la vivibilità del nostro paese, adesso e per gli anni a venire. E’ importante allora discuterne insieme. Valutare i pro e i contro di questa, che attualmente ci viene venduta come l’unica prospettiva possibile, ed eventualmente fare altre proposte. Diverse. Concrete. Più vicine ai bisogni di tutti. Perché il paese è di tutti. E’ il bene comune, che insieme dobbiamo proteggere, salvaguardare e, dove possibile, migliorare.
 
Di primo impatto ci sono motivi che porterebbero a rispondere: sì, ne abbiamo bisogno. Innanzitutto le casse comunali, che riceverebbero un indiscusso beneficio dalla cessione di quel pezzo di terra a privati. Poi c’è la prospettiva di creare nuovi posti di lavoro. E’ legittimo però domandarsi: quanti posti di lavoro? I marchi commerciali che potrebbero essere interessati ad aprire qui appartengono principalmente grandi catene, che hanno già dei dipendenti sparsi pressoché ovunque e che potrebbero decidere semplicemente di trasferirne una parte nel nuovo outlet. Non a caso, da parte dell’amministrazione comunale, nessuno ha ancora parlato – neanche ipoteticamente – di numeri. La grande distribuzione poi lavora quasi esclusivamente con contratti a tempo. Strumento che non offre nessuna prospettiva ai giovani. Ti prendono per sei mesi con la promessa di rinnovarti il contratto, salvo poi, magari proprio all’ultimo giorno, darti il benservito. “Arrivederci e grazie!”, tanto di gente disposta a prendere il tuo posto ce n’è in quantità.

Non solo. Tutti i grandi outlet – Serravalle Scrivia (AL), Fidenza (PR), Vicolungo (NO) e Palmanova (UD) – sorgono a ridosso di un’uscita autostradale. Perché gli outlet sono un grande richiamo per la gente e quindi motivo di enorme traffico automobilistico. Piazzare un outlet nel nostro paese significherebbe intasare le nostre strade. Sia quelle del paese, del tutto inadeguate a sopportare un carico del genere; sia le arterie esterne, già congestionate dal traffico dei pendolari (vedi la SS412 della Val Tidone). Cosa ci troveremmo a respirare, con colonne di macchine che entrano ed escono continuamente dal paese? Fino ad oggi Locate ha saputo mantenere un’identità di paese tranquillo e vivibile. Proprio perché è protetto dalla campagna del parco agricolo sud Milano. Quello che ci permette di avere una qualità della vita diversa da una città affollata e caotica come Milano. Siamo disposti a svendere il nostro territorio in nome di un nuovo outlet, in una zona dove abbiamo grossi commerciali a pochi chilometri di distanza (l’Iper di Rozzano e l’Ikea di Sesto Ulteriano sono solo due esempi tra i tanti)?

Quello su cui vorremmo confrontarci con l’amministrazione comunale è proprio valutare altri modi di sfruttare le aree ex Saiwa e Siva. Perché pensiamo che l’outlet, oggi vendutoci come unica prospettiva per il paese, non sia in realtà la migliore. Affatto. Tra le idee che abbiamo proposto e lanciato attraverso il sito c’è quella di realizzare una centrale fotovoltaica. Questa sì sarebbe una vera e propria sfida! Un modo per generare energia utile alle nostre case in totale rispetto per l’ambiente, sfruttando il calore e la luce del sole. Il settore delle energie rinnovabili è in forte espansione ed è destinato a crescere anche negli anni a venire. Questo significa poter garantire tanti posti di lavoro in più e sicuramente più stabili di quelli che porterebbe un oultet.

Oppure si potrebbe realizzare un grande parco pubblico, con laghetti e piste ciclabili, valido punto di ritrovo per le famiglie nei fine-settimana e ideale prosecuzione del percorso verde che passa per il santuario della Fontana, recentemente chiuso al traffico automobilistico. Anche in questo caso, la gestione del parco potrebbe essere affidata ad una società che si impegni ad assumere personale tra i cittadini locatesi.
O ancora una struttura convenzionata con l’ASL per fornire prestazioni sanitarie e terapie utili anche e soprattutto per la popolazione anziana di Locate.

Sono solo alcune idee che ci sono venute in mente. Chissà quante altre, ancora migliori, potrebbero venire fuori da un confronto tra tutti i cittadini! Se tutti noi che vogliamo bene a Locate, che la vogliamo vedere più bella e più vivibile, uniamo le nostre idee, le nostre forze, possiamo davvero fare qualcosa di grande, oltre che di utile.
Il nostro invito quindi è quello di valutare le idee che abbiamo proposto, dare dei suggerimenti per migliorarle oppure tirarne fuori di nuove, migliori. Scriviamolo al comune, facciamo sentire la nostra voce. E discutiamone insieme, nell’incontro che sarà promosso a breve.
Le nostre tante, piccole voci, se unite, possono diventare un coro impossibile da ignorare.
 

Ultimo aggiornamento ( giovedý 27 gennaio 2011 )
 
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