Confagricoltura: in Piemonte in 18 anni sottratto quasi il 20 % del terreno fertile PDF Stampa E-mail
In Piemonte, tra il 1990 e il 2008 si sono persi circa 24.000 ettari di suolo fertile. La sola Provincia di Torino ne ha persi quasi 7.500. Questo significa che in 18 anni si è consumato quasi il 20% di terreno fertile a disposizione, oltre 3,5 ettari al giorno.

In questi giorni è entrato nel vivo il calendario degli incontri relativo al progetto strategico Corona Verde, finalizzato alla creazione di un’area-cintura ecologica intorno a Torino: una sorta di grande parco territoriale che vede coinvolte la Regione Piemonte, la Provincia di Torino e le rappresentanze territoriali per la realizzazione di percorsi ambientali attrezzati, all’insegna di un moderno connubio uomo-natura.

L’avvio del progetto è sostenuto dalla Regione con un finanziamento di 10 milioni di Euro. Confagricoltura Torino sta partecipando attivamente ai tavoli di progettazione di Corona Verde, nell’ottica di una programmazione condivisa tra i vari attori della filiera. “La realizzazione del programma - dichiara il presidente di Confagricoltura Torino Vittorio Viora - deve essere subordinata a una convinta adesione degli agricoltori operanti sul territorio interessato, poiché in questi ultimi anni il territorio destinato all’attività agricola è già notevolmente diminuito a favore di nuove infrastrutture o interventi di edilizia residenziale, produttiva o commerciale”.

I dati relativi alla perdita di suolo da parte della produzione agricola per la costruzione di nuove opere dimostrano che in Piemonte tra il 1990 e il 2008 si sono persi circa 24.000 ettari di suolo fertile. La sola Provincia di Torino ne ha persi quasi 7.500. Questo significa che in 18 anni si è consumato quasi il 20% di terreno fertile, oltre 3,5 ettari al giorno – spiega Confagricoltura Torino – una tendenza che il settore primario non è più in grado di sopportare.


Recenti studi relativi al consumo di suolo indicano che esso non è riconducibile a un parallelo aumento della popolazione: per la provincia di Torino, ad esempio, fatto 100 il punto di partenza del 1991, il suolo consumato in 15 anni  è arrivato a un valore di 116,5, mentre l’andamento demografico si è fermato a  100,6. (fonti: Provincia di Torino, CSI Piemonte). Inoltre la disponibilità di suolo produttivo sta diminuendo costantemente anche a scapito di terreni fertili di elevata qualità (cosiddetti di “prima classe” nella catalogazione dei suoli), che vengono utilizzati per urbanizzazioni residenziali, produttive, commerciali, infrastrutture e servizi. Nella realizzazione di nuove opere, così come nel contesto di Corona Verde,  Confagricoltura chiede pertanto che si presti particolare attenzione al rispetto del suolo agricolo e del lavoro degli agricoltori, e che si scelga una pianificazione degli interventi in relazione anche alla qualità del contesto globale.

L’agricoltura non può continuare a pagare il prezzo di qualsiasi occupazione del suolo – dichiara Viora – finalizzata alla cementificazione, a insediamenti commerciali o ludico-ricreativi. Nessuno si sognerebbe mai di espropriare una fabbrica o di fare passare una pista ciclabile attraverso un supermercato. In questo senso chiediamo rispetto”.

Secondo Confagricoltura occorre preservare e riservare le migliori superfici agricole alla produzione alimentare, rispettando alcune norme, quali:

- il recupero edilizio dell’esistente dismesso, degradato, non utilizzato;

- cercare di limitare le espansioni urbanistiche e comunque effettuarle per ampliamento contiguo e non a macchia di leopardo, evitando così altri interventi per viabilità e infrastrutture;

- prevedere l’inedificabilità dei terreni di maggiore pregio agricolo.

Il rispetto di queste linee guida gioverebbe agli agricoltori che hanno sempre più a che fare con un’eccessiva frammentazione degli appezzamenti, un allungamento dei tempi di spostamento dei mezzi agricoli (con effetti anche sulla viabilità), oltre a una maggiore difficoltà di irrigazione (responsabile pure dei problemi di drenaggio dei suoli). Nella definizione dei piani attuativi di Corona Verde, è indispensabile per che le fasi di realizzazione siano effettuate di concerto tra la Regione, la Provincia di Torino, i Comuni e le associazioni di categoria, che conoscono in modo approfondito il territorio in cui operano gli agricoltori facente parte dell’area inserita nel progetto. Analogamente – conclude Confagricoltura – la realizzazione delle opere ex novo previste da Corona Verde dovranno tenere conto dell’ulteriore riduzione del suolo fertile usato dall’agricoltore, e pertanto dovranno essere previsti adeguati indennizzi per chi mette a disposizione una parte della propria attività destinandola a un utilizzo pubblico fruibile da tutti i cittadini.

E' quanto si legge nella nota diffusa da Confagricoltura Torino.

Fonte: http://www.agenparl.it

Ultimo aggiornamento ( luned́ 07 febbraio 2011 )
 
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