A San Lazzaro di Savena una delibera popolare chiede lo stop all'espansione della cittą PDF Stampa E-mail
Il nostro aderente Massimo Bertuzzi, consigliere comunale nel comune di S. Lazzaro di Savena in provincia di Bologna, ci informa del deposito di questa proposta di delibera popolare che chiede di fermare la continua espansione della città. In sintesi, si chiede di approvare d'ora in avanti sul territorio sanlazzarese solo progetti edificatori da realizzarsi su superficie già urbanizzata (riqualificazione anziché espansione), così risparmiando l’oramai esiguo patrimonio costituito dai pregiati terreni agricoli, preservando il suolo e le superfici permeabili (fonti di ricarica delle falde freatiche), contenendo il fenomeno del progressivo abbandono (e conseguente degrado) dei centri già urbanizzati, riducendo la frammentazione dei tessuti urbani, diminuendo il traffico pendolare a breve raggio e le conseguenti immissioni inquinanti, ottimizzando e potenziando le capacità di infrastrutture e servizi già esistenti (anziché crearne altri decentralizzati) e bloccando la devastazione dei paesaggi architettonici e naturalistici locali.

 

Secondo il locale regolamento per la partecipazione popolare, l'Amministrazione ha 30 giorni di tempo per confermare che la proposta è ricevibile e ammissibile; quindi - una volta confermata l'ammissibilità - entro massimo altri 60 giorni il Consiglio Comunale dovrà discutere e votare tale delibera.

Chi abbia interesse a presenziare alla discussione di detta delibera (probabilmente non unica nel suo genere, ma forse ancora troppo rara) è invitato a tenersi aggiornato consultando regolarmente il sito Web della locale lista civica (che ha sostenuto la petizione) http://sanlazzaroxnoi.ning.com/ o scrivendo a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

Sullo stesso sito sono consultabili il testo integrale della proposta di delibera e la relativa relazione illustrativa.

Questo il comunicato stampa diramato:

Sabato 23 aprile 2011
Depositata oggi la proposta di delibera popolare che chiede di fermare la continua espansione della città.

Oltre 1200 cittadini di S. Lazzaro hanno sottoscritto una proposta di delibera, da sottoporre al locale Consiglio Comunale così come previsto dal relativo Statuto, che chiede di limitare gli interventi del Piano Operativo Comunale, attualmente in formazione, alle sole aree di riqualificazione urbana, escludendo così che si continuino a cementificare le esistenti aree
agricole e verdi.
Quanto sopra a tutela delle risorse non solo ambientali come Terra, Acqua e Aria, ma anche di tipo economico, visto che è ancora da verificare se la città in continua espansione “sia un soggetto economico in equilibrio o sia fonte di costi che graveranno in modo insostenibile nel lungo periodo, per i servizi che implicano, i trasporti, le opere di urbanizzazione” (come scriveva Edmondo Berselli in un suo articolo del 2008 ripreso nella relazione presentata).
A sostegno delle loro richieste, nella relazione illustrativa, i presentatori richiamano significativi interventi, che vanno da quello del fondatore del movimento “Slow food” e “Terra madre” (che il 18 gennaio 2011 lanciò proprio un appello per stimolare una raccolta di firme, addirittura a livello nazionale) ad un intervento di Romano Prodi sul quotidiano “Il Messaggero”, in cui richiedeva una “vera difesa del territorio”, passando da quello del citato Berselli fino a quello dell’allora Presidente della Repubblica Ciampi (che, in un suo intervento del 2003, sottolineava come tra i principi fondamentali della nostra Costituzione fosse stata inserita la tutela del paesaggio), per chiudere infine con un preciso richiamo ad un recentissimo libro di Salvatore Settis dal titolo emblematico “Paesaggio Costituzione cemento”.

A chi accusa i sostenitori di questa iniziativa di essere portavoci di interessi minori, di voler fermare l’economia e di voler bloccare la realizzazione di case per le classi sociali sfavorite, i sottoscittori della delibera rispondono che le possibilità di intervento alternative (se ritenute veramente necessarie) sono molteplici, attuabili in prevalenza attraverso il recupero del
patrimonio edilizio già esistente, costituito attualmente da capannoni ed edifici obsoleti, che non solo ha urgenti necessità di intervento dal punto di vista strutturale ma che, se ottimizzato, potrebbe apportare addirittura notevoli miglioramenti per i singoli e per la comunità anche a livello di rendimento energetico (che, visto l’attuale diminuzione delle risorse, è sempre di più indispensabile).

Si parla tanto e spesso di riqualificazione urbana; sarebbe quindi bene che la si cominciasse a mettere in pratica veramente, risparmiando l’oramai esiguo patrimonio costituito dai nostri pregiatissimi terreni agricoli, preservando il territorio e le superfici permeabili (fonte di ricarica delle falde freatiche), contenendo il fenomeno del progressivo abbandono (e conseguente degrado) dei centri già urbanizzati, riducendo la frammentazione dei tessuti urbani, riducendo il traffico pendolare a breve raggio e le conseguenti immissioni inquinanti, ottimizzando e potenziando le capacità di infrastrutture e servizi esistenti (anziché crearne altre decentralizzate) e bloccando la devastazione dei paesaggi architettonici e naturalistici.

Questa delibera si pone pertanto l’obiettivo di richiedere all’organo competente in materia (Consiglio Comunale) una coraggiosa ma costruttiva scelta di condivisione e di attuazione di tali principi in vista delle imminenti decisioni relative al POC in via di adozione.

Ultimo aggiornamento ( domenica 29 maggio 2011 )
 
< Prec.   Pros. >

Appuntamenti

Il calendario degli appuntamenti lo puoi trovare qui