LOMBARDIA: Nuovo progetto superstrada Magenta - Vigevano PDF Stampa E-mail
di Agnese Guerreschi, Comitato No Tangenziale di Albairate.
L’ultima commissione urbanistica del comune di Abbiategrasso aveva all’ordine del giorno due argomenti rilevanti. Il primo era la nuova TOEM (Tangenziale Ovest Esterna Milanese) il cui progetto inserito nel PTCP provinciale sembra essere osteggiato da quasi tutti i Sindaci sul cui territorio passerebbe l’ipotetica nuova tangenziale Ovest Esterna.   
Il secondo argomento era invece il “nuovo “ progetto di superstrada Magenta – Vigevano.

 

Su quest’ultimo progetto, come Comitato No Tangenziale, troviamo assolutamente incredibile la delibera della Provincia che, ribaltando il parere contrario della precedente amministrazione provinciale, dà invece parere favorevole al progetto ANAS Boffalora – Tangenziale Ovest Milano (tuttora giacente al CIPE in attesa di delibera finale) ma “stralciando” la tratta Albairate – Milano Tangenziale Ovest e promuovendo quindi l’infrastruttura ANAS limitatamente alla tratta Magenta – Vigevano (attraverso il territorio di Castellazzo, Cassinetta, Albairate, Abbiategrasso, Ozzero).        

Premesso che per anni ci è stato predicato che l’intero progetto ANAS era necessario per risolvere le problematiche del traffico da e verso Milano e per facilitare l’accesso alla Malpensa.  
Ora ci troviamo invece con un “nuovo” progetto di superstrada che dalla Lomellina va alla Malpensa. Non è bastata la declassazione di Malpensa a aeroporto locale; per giunta, proprio di recente, Lufthansa ha abbandonato  i suoi piani economici per l’aeroporto, che subisce un ulteriore declassamento.    
La motivazione principale di questa stravagante proposta è che, se non fosse realizzata, si perderebbero i finanziamenti già parzialmente stanziati per l’intero progetto ANAS (circa 250 milioni di Euro).

Da cittadini che pagano le tasse eravamo convinti che le opere venissero progettate e realizzate per reali necessità e non per “non perdere dei finanziamenti”. Tutto ciò la dice lunga su come vengano usati i soldi pubblici dei contribuenti, non per comprovata utilità delle opere ma per finanziare le “lobby del cemento” e i loro amici. 
Oltretutto non viene da nessuno valutato l’enorme danno che si arreca al territorio. Il suolo, la terra, sono beni comuni non rinnovabili come ben sanno alcune nazioni (vedi Germania) che hanno imposto limiti annuali severi di consumo del territorio. La campagna, una volta cementificata, non ci sarà più per darci cibo, aria buona e bellezza per gli occhi.

Non ci consideriamo sognatori o visionari; sappiamo bene che a volte alcune opere o infrastrutture si rendono necessarie e utili per la comunità. In questi casi si può decidere di sacrificare un pezzo di territorio ma solo dopo avere valutato attentamente che in assoluto non esistano alternative diverse. 
Il fatto di costruire una tangenziale con svincoli sopraelevati in un territorio di grande bellezza e tra i più fertili della Lombardia allo scopo di utilizzare un finanziamento ci sembra una bestemmia e un atteggiamento irresponsabile nei confronti dei cittadini e delle future generazioni. 

Conosciamo bene le motivazioni di quei comuni che hanno dato l’assenso: Ponte Nuovo vuole la sua soluzione viabilistica; Robecco ed Abbiategrasso vogliono una circonvallazione e di conseguenza considerano questa superstrada la soluzione dei loro problemi senza però vedere che il danno al territorio sarà un danno anche per la loro economia e la loro qualità di vita.

In una nazione bene amministrata, ci si metterebbe tutti insieme ad un tavolo e si analizzerebbero le reali necessità della zona, cercando soluzioni efficienti e di minor costo economico e ambientale.  
Solo così si potrebbero risolvere i problemi con soddisfazione di tutti.   

Agnese Guerreschi, Comitato No Tangenziale di Albairate 

Ultimo aggiornamento ( marted́ 05 luglio 2011 )
 
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