Se le Istituzioni dicono “Stop al consumo di suolo/territorio”, noi siamo con loro… PDF Stampa E-mail

 Il Movimento Stop al Consumo di Territorio desidera mettere in risalto due situazioni di estrema importanza che si stanno verificando in questi giorni in Piemonte e che parrebbero – finalmente – indicare la volontà degli Amministratori di imboccare con decisione la strada da noi indicata per fermare l’avanzare di nuovo cemento ai danni dei terreni ancora liberi.

1) La Provincia di Torino non concede terreni agricoli all'IKEA


Ci riferiamo alla decisione della Provincia di Torino di non concedere la trasformazione di un'area di 16 ettari da terreni agricoli ad area commerciale per l’insediamento di un nuovo punto vendita della multinazionale Ikea nel Comune di La Loggia.

Desideriamo esprimere al presidente Saitta il nostro pieno appoggio alla sua scelta di non cedere alle pressioni incessanti ricevute per favorire il cambio di destinazione d’uso delle aree e snaturare il piano territoriale di coordinamento che vincola il mantenimento dei terreni agricoli, bene prezioso delle nostre comunità.
     
A tale proposito, il Movimento Stop al Consumo di Territorio invierà nelle prossime ore a tutti i suoi aderenti l’invito a trasmettere all’azienda Ikea un messaggio di critica netta rispetto ai propri progetti sull’area di La Loggia, sottolineando come il perdurare delle sue richieste di “aggiramento” dei piani di gestione del territorio rappresentino un boomerang nei confronti della sua stessa immagine pubblica e commerciale.

 

Per inviare il vostro messaggio ad Ikea...


Dovete compilare il form a questo link:
http://www.ikea.com/ms/it_IT/customer_service/contattaci_ikea.htm?help=aa

con un messaggio di questo tipo:

Spett. Direzione Ikea
sono un vostro affezionato cliente,  ho potuto apprezzare la qualità e la praticità dei vostri prodotti, l'annunciato rispetto dell'ambiente nelle varie fasi produttive degli stessi e non ultimo i prezzi contenuti.
Leggo fortemente preoccupato del progetto di un vostro nuovo punto vendita che brucerebbe nientemeno che 16 ettari di terreni fertili. (160.000 metri quadrati!)
Ora non mi va che Ikea per puro business consumi questo nostro  bene comune prezioso e sempre più raro.
Mi unisco alla decisione della provincia di Torino e della Regione Piemonte di non permettere nuovi consumi di suolo; Ikea percorra la soluzione alternativa proposta dalla provincia di Torino,costerà di più ma porterà buona immagine e clienti sensibili.
Nel caso mantenga queste scelte contro l'ambiente o minacci anche velatamente una levata di scudi, avverto che Ikea perderà un cliente, il sottoscritto che inoltre promette di attivarsi con famigliari, amici e conoscenti per il boicottaggio dei  prodotti della vostra catena.
Cordialmente,
Firma

Vi invitiamo anche ad inviare una mail di sostegno al Presidente Saitta:

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Gent.mo Presidente Saitta,
riguardo la decisione della provincia di non concedere terreni agricoli per il nuovo punto vendita dell'IKEA, desidero esprimere il mio pieno appoggio alla sua scelta di non cedere alle pressioni per snaturare il piano territoriale di coordinamento che vincola il mantenimento dei terreni agricoli, bene prezioso delle nostre comunità.

Firma...


Inoltre, potete aderire all'apposita "causa", creata su Facebook  da “L’Eco delle Città”:
http://www.causes.com/causes/628291

 

2) La Regione Piemonte approva il nuovo Piano Territoriale


Il nuovo Piano Territoriale Regionale recita all’articolo 31 alcune precise norme sul contenimento del consumo di suolo tra cui (al comma 9) "la pianificazione locale, al fine di contenere il consumo di suolo rispetta le seguenti direttive: a) i nuovi impegni di suolo a fini insediativi e infrastrutturali possono prevedersi solo quando sia dimostrata l'inesistenza di alternative di riuso e di riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti. In particolare è da dimostrarsi l'effettiva domanda previa valutazione del patrimonio edilizio esistente non utilizzato, di quello sotto-utilizzato e di quello da recuperare ...”.

Pur non condividendo la totalità del quadro normativo deliberato, il nostro Movimento apprezza la portata complessiva del progetto pianificatorio che indica con sufficiente chiarezza la necessità di valorizzare l’enorme patrimonio edilizio esistente ed attualmente vuoto, sfitto, non utilizzato e stimolarne il recupero anziché consentire/favorire nuove espansioni e, dunque, nuovo consumo di suoli fertili e terreni liberi.

     Da parte nostra, ribadiamo la necessità di rendere obbligatorio, in ogni Comune, un preciso censimento del “costruito” attuale, mettendo in evidenza l’esatto numero di quanti alloggi, case, capannoni ecc. risultino non utilizzati. E con quel dato misurato e, finalmente, certo creare tavoli di lavoro partecipati tra amministratori, tecnici e cittadini “normali” per ridefinire ciascun Piano Regolatore e ricostituire un patto di nuova democrazia ad iniziare dai luoghi e dai loro habitat.

 

 

Ultimo aggiornamento ( venerdì 19 agosto 2011 )
 
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