VENETO: A Barcon di Vedelago (Treviso) un’intera campagna di 90 ettari sacrificata ai capannoni PDF Stampa E-mail
La giunta comunale di Vedelago con delibera del 19 maggio 2010, ma pubblicata solo il 7 marzo 2011, ha deciso di dare mandato al sindaco di avviare un accordo di programma con dei privati che prevede la trasformazione di circa 90 ettari di zona agricola (ben 180 campi trevigiani) in zona agro-industriale e commerciale per permettere l’ampliamento della ditta Colomberotto che si occupa di allevamento e macellazione di bovini, l’insediamento di una nuova cartiera della ditta Roto-Cart S.p.a di Piombino Dese (PD) e la costruzione di un centro di distribuzione delle produzioni agroalimentari.

 

Il progetto è stato furbescamente venduto ai cittadini dal sindaco di Vedelago (che lo vuole addirittura far dichiarare “di interesse pubblico”) come un affare per il suo comune perché porterebbe occupazione ed una nuova rete viaria.

L’accordo prevede un nuovo casello della Pedemontana ed una nuova rete viaria, uno stabilimento per la macellazione di bovini; un insediamento di un’attività industriale per la produzione di carta e prodotti di consumo derivati. (da sottolineare che l’attività di macellazione e di produzione di carta viene considerata come una industria insalubre di prima classe), uno stabilimento per la produzione di latte in polvere destinato all’alimentazione del bestiame; uno stabilimento adibito a  centro di raccolta per la lavorazione dei cereali destinati all’alimentazione animale; un edificio adibito a centro di ricerca e sviluppo munito di un apposito laboratorio e un centro distribuzione prodotti agroalimentari

Tutti gli stabilimenti, al fine di limitare l’impatto visivo dovuto ad altezze molto elevate, verranno realizzati a diversi metri sotto il piano campagna, con uno scavo ipotetico di alcuni milioni di metri cubi di ghiaia.

Andrea Zanoni, neo consigliere provinciale e presidente di Paeseambiente, ha presentato una interrogazione in provincia su questo scempio ambientale annunciato (VIDEO http://youtu.be/zQmTLi89UQI ) e ha dichiarato:
“Questo accordo porterà benefici solo a tre o quattro persone mentre porterà grossi disagi agli abitanti di Barcon e una gravissima distruzione di una delle ultime campagne della provincia di Treviso. L’intento della mia interrogazione è quella di evitare che la provincia deroghi alle norme del PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) che considerano quest’area come agricola e pertanto non cementificabile per ottenere coi il blocco di questo scempio.
Questo progetto è un affronto all’intelligenza di tutti i cittadini trevigiani perché non c’è ragione che tenga nel costruire un’ennesima zona industriale, con tanto di rete stradale al seguito, quando il territorio è risaputamente saturo di capannoni, dove uno ogni cinque di questi attualmente resta vuoto.
Ho chiesto al Presidente della Provincia Muraro:
- di rispettare le promesse fatte in campagna elettorale che lo vedevano difensore del territorio,
- di sapere quanta ghiaia verrà estratta e il suo valore economico dato che per fare i capannoni sotto il piano campagna di fatto verrà realizzata un’enorme cava non autorizzata,
- quali azioni intende attuare per salvaguardare i cittadini di Barcon che si vedranno deprezzare economicamente case e terreni,
- quali azioni intende adottare per dare trasparenza a questo accordo dato che il progetto è stato più volte negato dal comune al locale Comitato Barcon Viva”.

Per approfondimenti: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo   - Cell. 347/9385856 – Web.:  www.andreazanoni.it

Ultimo aggiornamento ( giovedě 25 agosto 2011 )
 
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