TOSCANA: San Gimignano: si tagliano i boschi per far posto alla tangenziale PDF Stampa E-mail

 A San Gimignano, piccolo paese toscano, in una zona agricola e boschiva bellissima, si sta per compiere l'ennesimo scempio del paesaggio, voluto dalla provincia di Siena e dal Comune.


Oltre al taglio di parte del bosco di Santa Chiara per costruire la tangenziale, è prevista un'ampia urbanizzazione di aree prospicienti San Gimignano, con la distruzione di un paesaggio campestre e boschivo unico; lo stesso paesaggio che aveva dato il nome di "Città della Selva" fino al medioevo all'attuale San Gimignano.

Questa zona di espansione cozza con le reali esigenze abitative e riduce ancora di più la possibilità di mantenere in vita il centro storico, trasformando la parte antica dentro le mura ad un mero centro commerciale di passaggio, spostando ulteriormente i pochi abitanti rimasti (800-1000) verso i nuovi quartieri.

La conseguenza di ciò è l'abbandono ed il deperimento dell'intera struttura del centro storico; centro storico che nei mesi invernali è svuotato, e nei mesi estivi si riempie di turisti che, scaricati dai pullman, ordeggiano per il solo tempo di percorrere la via centrale.

 

A San Gimignano, nel quartiere di Santa Chiara si vedono questi spettacoli: camions pieni di legna tagliata dal bosco di Santa Chiara, per i lavori della famigerata Circonvallazione. E questo è nulla rispetto agli alberi che verranno ancora tagliati, probabilmente qualche migliaio.

 

Italia Nostra fino ad ora è stata l'unica associazione che ha preso posizione contro quest'opera voluta dalla provincia di Siena.

LETTERA DI ITALIA NOSTRA


Il Sindaco di San Gimignano afferma che la Variante Stradale non nasce per creare sviluppo, ma per motivazioni di conservazione culturale e ambientale: Italia Nostra si chiede allora perché, in località Campo all’Uccellini nel quartiere Santa Chiara, è prevista la realizzazione di una zona di espansione di circa 21.000 metri cubi, e in più il Comune, a seguito di una osservazione di privati, ha approvato un ampliamento della zona edificabile proprio a ridosso della rotatoria di Campo all’Uccellini, con la previsione di altre costruzioni, per circa 3000 metri cubi destinate ad accogliere servizi pubblici e privati di valenza pubblica, e per circa 4.000 metri cubi destinate a civili abitazioni . Tutto questo in un paese che registra lo spopolamento del centro storico (ad oggi, poco più di 7.500 abitanti, di cui la maggior parte vive in frazioni di campagna, mentre nel centro storico vivono meno di 1000 persone, per lo più anziane).

Italia Nostra si chiede anche, come si giustifica il grande consumo di territorio previsto nella valletta di Santa Margherita, dove, a fronte della costruzione della Variante, è prevista la costruzione di altre tre strade: una bretella parallela, l’allargamento della strada bianca esistente per congiungere la via di Santa Margherita a detta bretella, e una ulteriore strada di collegamento della Variante al quartiere di Belvedere.

Il Comune afferma che la Variante nasce per salvare il centro storico di San Gimignano dalla morsa del traffico veicolare, il quale minaccia la stabilità dell’impianto murario medioevale; ma, ad una nostra precisa domanda sui flussi di traffico in via dei Fossi, in data 20 Marzo 2011, la Provincia rispondeva per scritto : “su via dei Fossi non sono stati effettuati rilievi di traffico”. A noi risulta che l’intensità del traffico riguardi i soli mesi estivi, e che si tratti per lo più di auto in cerca di parcheggio; al di fuori della stagione turistica, il traffico è praticamente inesistente, come conferma un articolo su La Nazione del 28/01/2011 dal titolo: “Niente turisti sotto le torri – La città è un fantasma”.

Si dice che con l’avvento della Circonvallazione sarà possibile la creazione a valle di ulteriori servizi di parcheggio: ma si possono potenziare gli attuali parcheggi , ed anche crearne di nuovi, senza bisogno della Variante, lasciando inalterata la viabilità attuale che non stravolge il rapporto con la morfologia del luogo, quella di età medioevale, imperniata sulla via Francigena, che costituisce un indubbio elemento di valore storico e paesaggistico.

Si discute del progetto da oltre a venti anni: appunto, il progetto è vecchio, e nel 2005 c’è stata una modifica del tracciato, che richiedeva, quanto meno, un aggiornamento della relazione geologica. La collina di Santa Chiara, che il nuovo tracciato deve attraversare con due gallerie e una trincea, è classificata dal CNR, e dallo stesso Regolamento Urbanistico del Comune, come una zona a Pericolosità Geomorfologica elevata e molto elevata.

Italia Nostra si chiede com’è possibile che, a fronte di un tale progetto, l’esclusione dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale sia stata decisa dalla Provincia esclusivamente a seguito di una Conferenza Interna dei Servizi (27/03/2007), alla quale erano presenti solo tre dei sei funzionari in agenda (peraltro tutti dipendenti della Provincia stessa). Oltretutto, questa esclusione dalla VIA è accompagnata da una tale serie di dettagliate prescrizioni, che nella sostanza viene contraddetta l’esclusione medesima. E non si dica che il progetto ha avuto il “via libera” dalla Soprintendenza; semplicemente, questa ha lasciato trascorrere 60 giorni dal ricevimento della comunicazione da parte del Comune, e quindi è scattato il famigerato “silenzio-assenso”, ma questo non significa che ci sia stato un parere favorevole!

Italia Nostra Sezione di Siena - La Presidente Lucilla Tozzi
 

 

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Ultimo aggiornamento ( mercoledý 02 novembre 2011 )
 
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