Piani Regolatori sovradimensionati: il Tar dice no PDF Stampa E-mail
La sentenza n. 951/2011 (depositata il 28 giugno 2011) del T.A.R. Lombardia-sezione di Brescia, delinea uno scenario importante che è bene venga conosciuto in ogni Comune italiano: un nuovo Piano di Gestione del Territorio (o Piano Regolatore) non può basarsi su previsioni di sviluppo demografico non giustificate. In parole povere, non è possibile che la nuova pianificazione si basi su un numero di abitanti potenziali di troppo superiore all'effettivo andamento demografico registrato nel corso degli anni. Nel caso in questione, il PGT di Soncino (Cremona) prevedeva un aumento del 30% della popolazione attuale a fronte di un'evoluzione demografica sostanzialmente stabile registrata nel Comune negli anni.

 

Limitandosi a sottolineare l'assenza di giustificazioni all'interno dei documenti di piano di tale scelta, i Giudici bresciani hanno quindi annullato il Piano del Comune di Soncino, invitando il Comune a dare successivamente debito conto delle proprie stime in sede di successiva adozione.

Nella sentenza si legge che è presente un “errore nel dimensionamento del piano […] sulla stima del futuro numero di abitanti”, il PGT annullato “prevede un considerevole aumento della popolazione residente, che dovrebbe accrescersi di 2.979 nuovi abitanti […] si tratta di un incremento superiore al 30% e considerevole anche in valore assoluto, previsto secondo logica nell’arco dei cinque anni che […] costituiscono il termine di validità del documento di piano”.
Basta guardare l’andamento storico per verificare che “l’evoluzione demografica del Comune di Soncino, è caratterizzata da una sostanziale stabilità” citando la crescita di 321 abitanti negli ultimi 36 anni. Questa previsione di crescita spropositata e non dimostrata, a detta del TAR, è “senza dubbio una illogicità manifesta […] e comporta l’annullamento del piano”.

Contro la sentenza del Tar il Comune e alcuni cittadini hanno fatto ricorso al Coniglio di Stato, chiedendo nel frattempo la sospensiva.
La sospensiva è stata concessa con questa enigmatica motivazione:

”Rilevato che, fermo restando l’approfondimento delle questioni giuridiche sottese alla controversia de qua nella più appropriata sede della trattazione di merito del presente gravame, le ragioni di pregiudizio derivanti dall’esecutività dell’impugnata sentenza e riconducibili, in particolare, alle ripercussioni in ordine alla gestione dei rapporti urbanistico-edilizi inerenti l’intero territorio comunale, assumono la connotazione del danno grave ed irreparabile;

che al sussistente periculum in mora può ovviarsi limitando l’annullamento del Piano di governo del territorio (Pgt) disposto dal Tar alle previsioni riguardanti le aree di proprietà dei ricorrenti di primo grado;

Ritenuto che sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese e competenze della fase cautelare del presente giudizio

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione IV)
Accoglie l'istanza cautelare (Ricorso numero: 8429/2011) e, per l'effetto, sospende l'esecutività della sentenza impugnata, nei sensi e per gli effetti di cui in motivazione.
Compensa tra le parti le spese e competenze della fase cautelare del presente giudizio.”

Ultimo aggiornamento ( sabato 03 dicembre 2011 )
 
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