TOSCANA: Il progetto di porto turistico a Cecina PDF Stampa E-mail
La professoressa Roberta de Monticelli ha presentato alcune settimane fa alla Commissione Europea un dettagliato documento relativo all'incombente scempio che causerebbe il progetto di porto turistico di Cecina (Livorno), che gli esperti di Italia nostra hanno definito "uno stupro paesaggistico e una bomba ambientale". La risposta dalla Commissione Europea è puntualmente giunta ed assicura che la denuncia stia seguendo il suo corso. Ma crediamo sia opportuno divulgare, in sintesi, le peculiarità - negative - di questa evitabile nuova colata di cemento in Toscana.

 

Alla Commissione Europea – Controllo dell’applicazione del Diritto dell’Unione Europea

http://ec.europa.eu/eu_law/your_rights/your_rights_it.htm#1depot

E per conoscenza a:

Italia Nostra, Toscana
WWF Toscana
LegAmbiente
A tutte le associazioni Interessate

Milano, 18 settembre 2011

In qualità di cittadino italiano, e a nome di tutti i cittadini dell’Unione Europea cui sta a cuore il patrimonio dei Paesaggi Storici e Naturali della Toscana, patrimonio dell’umanità;

riferendomi alle istruzioni reperibili sul sito:
http://ec.europa.eu/eu_law/your_rights/your_rights_it.htm#1depot

intendo presentare una denuncia della Delibera n 373 della Regione Toscana del 11-05-2009 e del relativo Allegato A (Conferenza dei Servizi) avente per oggetto la Pronuncia di compatibilità ambientale sul progetto di porto turistico di Cecina.
 
Questa delibera si riferisce al Progetto di ampliamento del porto turistico di Cecina, i cui lavori sono previsti INIZIARE NEL PROSSIMO MESE DI OTTOBRE, e di cui si può prendere parziale visione sul sito:

http://www.circolonauticospa.it/progetto_virtuale_box_auto.asp

Le ragioni di questa denuncia sono riassunte in alcuni documenti analitici:

a) nella relazione scientifica dell'Ing. Dalle Mura di Italia nostra;
b) nella relazione scientifica del Prof. Caniparoli di Italia nostra;
c) nel documento Alcune osservazioni sulla Pronuncia di compatibilità ambientale sul progetto di porto turistico di Cecina.

In sintesi, il Progetto in questione appare "uno stupro paesaggistico e una bomba ambientale" (Ing. Dalle Mura), che prevede uno sconvolgimento di proporzioni enormi in un’area della Toscana che appartiene tanto a una Riserva naturale di Stato (Riserva Statale Tomboli di Cecina) sia a un’Area Protetta Regionale (l’ANPIL FIUME CECINA), e come tale   soggiace a numerosi vincoli paesaggistici e idrogeologici. 

Il progetto prevede infatti:

a) lo spostamento a Sud della Foce del Cecina, con conseguente perdita di una spiaggia; l’escavo e la penetrazione in profondità nell’entroterra del mare per un’area di circa mezzo chilometro, con distruzione di spiaggia, pineta, argini, un campeggio, e ulteriore enorme aggravamento del problema dell’erosione dei litorali nella zona; la costruzione di opere a mare di tale entità da provocare un completo stravolgimento delle correnti; la distruzione dell’habitat della foce del Cecina e la definitiva soppressione della vita che ancora alberga; 

b) la cementificazione di circa mezzo chilometro di litorale (all’interno della Riserva Naturale!!!!) con la prevista costruzione di: un eliporto, 40 centri commerciali, un numero precisamente quantificato nelle relazioni scientifiche di box, alberghi, residenze, hall, centri d’esposizione e altre strutture permanenti.

Nonostante i promotori abbiano ottenuto tutti i permessi e si avviano dunque a iniziare i lavori, si rilevano le seguenti possibili obiezioni:

1. L’assoluta incompatibilità, rilevata dalle relazioni scientifiche in allegato, fra l’approvazione di questo progetto e la volontà di combattere l’erosione costiera che sta distruggendo spiaggie e pinete soprattutto a Sud della Foce del Cecina;

2. La distruzione della biodiversità e della stessa vita della foce attuale del fiume Cecina;

3. La cessione al gruppo promotore, Circolo nautico SPA (gruppo privato), di aree di proprietà del Comune a uso e interesse privato, in cambio di lavori di regimazione dell’argine. Tale cessione risulterà in una perdita da parte della comunità nazionale e internazionale di uno degli ultimi luoghi di altissimo interesse paesaggistico e turistico della Costa Toscana (Riva degli Etruschi), in prossimità peraltro di siti archeologici e architettonici di interesse mondiale, a esclusivo vantaggio e interesse economico di un gruppo privato  (questo senza alcuna prevedibile ricaduta di beneficio economico o di sviluppo dell’economia locale, come dimostrano gli esiti verificabili e in questo rispetto economico fallimentari dei recentissimi analoghi (ma più ridotti) porti turistici a pochi chilometri a Nord (Rosignano Solvay) e a Sud (San Vincenzo).

4. Il conflitto di interessi risultante dalla circostanza che il Comune è dunque fra i promotori del progetto, ma al contempo è designato dalla Regione come istanza di controllo delle prescrizioni alle quali è condizionata l’approvazione del progetto, di cui in dettaglio nel documento “Alcune osservazioni”;

5. Il rischio altissimo di utilizzo di risorse pubbliche a vantaggio esclusivamente privato, a fronte degli 11 ml di euro stanziati dalla Regione Toscana per combattere l’erosione costiera, parte dei quali saranno, a quanto risulta da interviste concesse dall’assessore regionale Bramerini, utilizzati proprio per recuperare la sabbia e ghiaia dell’escavazione a scopo di ripascimento delle spiagge circostanti (v. “Alcune osservazioni”). Dunque non soltanto la risorsa comune della foce di un fiume sarà alienata a privati, ma le risorse pubbliche per la difesa del litorale saranno impiegate almeno in parte in un’opera incompatibile con questa difesa.

6. Il rischio ammesso di non utilizzabilità, e i problemi inerenti al recupero di materiale in buona parte inquinato dai residui delle lavorazioni industriali, come avviene per la sabbia del Cecina, con rischi alti dato il conflitto di interesse di cui al punto 4.

7. Le numerose obiezioni avanzate dal WWF Toscana, e riportate nella Delibera, senza che a ben 8 di esse venga data altra risposta che l’asserzione, resa  decreto, che “le obiezioni non sussistono” (vedi “Alcune osservazioni”).

8. Ulteriori osservazioni sull’inevitabile degrado ambientale e paesaggistico che seguirà all’opera (inquinamento da urbanizzazione, da traffico nautico, luminoso, acustico (eliporto) ecc.) vengono dettagliate nelle relazioni allegate.

Resto in tutto disponibile a migliorare, dove fosse necessario, la presentazione di questa denuncia, e attendo in questo caso istruzioni in merito.

In fede,
Roberta De Monticelli
Philosophy of the Human Person
www.Phenomenologylab.eu/
http://www.unisr.it/view.asp?id=5759

Ultimo aggiornamento ( domenica 20 novembre 2011 )
 
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