PIEMONTE: Settimo Cielo, la shopville pių grande d'Italia PDF Stampa E-mail
lunedė 09 febbraio 2009

Mappa Settimo CieloEcco "Settimo cielo", la shopville più grande d’Italia

da "La Stampa"
08 gennaio 2009

di NADIA BERGAMINI - TORINO

Avrà 90 mila metri di superficie commerciale. La struttura costerà 140 milioni di euro e sarà pronta nel 2010


Si chiamerà «Settimo Cielo» il parco commerciale, retail park, più grande del nord Italia. Un intervento unico nel suo genere, non solo per le dimensioni, 91 mila metri quadrati di superficie, ma per l’inserimento di grandi specialisti di ogni settore merceologico, e una commercializzazione particolare.

Il parco sorgerà in un’area di strada Cebrosa, vicino alla Gft, il gruppo finanziario tessile (che sarà trasferito qualche chilometro più avanti) tra le autostrade Torino-Milano, Torino-Aosta e a due passi dalla tangenziale. Un’ubicazione, ovviamente strategica, vicina alle più importanti arterie di traffico che saranno collegate al retail park attraverso numerosi ingressi, così da rendere la viabilità fluida e semplice, evitando code o ingorghi.

A realizzare l’intero progetto che prevede la costruzione di 5 blocchi di edifici indipendenti, sarà la «Settimo Sviluppo spa», partecipata di Euroedes, società torinese di promozione immobiliare (che ha già portato a termine il centro commerciale Le Fornaci di Beinasco) e della francese Compagnie Financière Frey, con la partecipazione di Promocentro Italia, leader nella promozione e sviluppo di centri commerciali e complessi polivalenti e Mall System.

La struttura, la cui apertura è prevista per il 2010, sarà divisa in 4 «mondi»: shopping center, con ipermercato, ristoranti e zona ludico-ricreativa su un totale di 43 mila metri quadrati; fashion hold e household, due edifici che ospiteranno aziende leader nel settore dell’arredamento e negozi specializzati dedicati ai casalinghi, ai mobili e ai complementi d’arredo. Una terza parte concentrata sull’elettronica e sullo sport, ideata per i giovani. E una quarta orientata al «fai da te» e al bricolage.

L’organizzazione del parco commerciale in 5 edifici indipendenti consente di ottenere un ambiente ordinato e facilmente fruibile. Un parco capace, almeno questo è l’obiettivo dei promotori dell’iniziativa, di accontentare le esigenze di tutti i clienti (1 milione di persone l’anno, secondo le previsioni). Inoltre sono previsti 5 mila posti auto e 900 addetti. Ingente l’investimento: 140 milioni di euro.

(...)

Un ultimo elemento. la super shopville punta anche all’ecologia. Gli edifici saranno illuminati e riscaldati attraverso l’allacciamento alla rete di teleriscaldamento e la posa di pannelli per il solare. Tutto il perimetro adiacente alle maggiori strade sarà circondato da una fascia verde di mitigazione, in parte disseminata di alberi, in parte attrezzata con la funzione prioritaria di assorbire i rumori.

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Dove sorgerà Settimo Cielo ci sono campi coltivati...


Ecco alcune immagini:

settimo cielo

settimo cielo

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Il cartello dei lavori, con progetto 3D di come sarà la struttura:

settimo cielo

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Il commento


Vorrei solo fare una chiosa all’ennesimo furto di territorio perpetrato dalla nostra classe politica.
Settimo Cielo non è che l’ennesima realizzazione espositiva. Siamo ormai strapieni di outlet, ipermercati, shopville. Non è questo il punto. Il punto è lessicale. Si può chiamare una distruzione di terreno fertile come questo “riqualificazione” come fa il sindaco di Settimo Torinese? Eravamo abituati alle “valorizzazioni”, ma le “riqualificazioni” ancora ci mancavano.

Verrebbe da chiedere al sindaco di Settimo: “signor sindaco, se tutto il territorio italiano fosse riqualificato, cosa mangeremmo? Ci dica”.

E’ un po’ come lo sviluppo sostenibile. Da quando i nostri politici utilizzano la locuzione “sviluppo sostenibile”, la depredazione del territorio ha subito una decisa accelerazione, come ben dimostra il fondamentale libro di Preve e Sansa “Il partito del cemento”.

E’ la magia delle parole: si utilizzano parole soavi, tranquillizzanti, per nascondere le brutture più orrende. Una volta, almeno, si aveva il coraggio di chiamare le cose con i loro nomi: speculazioni edilizie, inceneritori… Così come una volta uno spazzino era uno spazzino, non un operatore ecologico, un handicappato era un handicappato, non un diversamente abile.
La realtà che ci circonda è sempre uguale, talvolta peggiore, solo le parole cambiano.

Fabio Balocco
(Pro Natura)



 
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