E nato il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio PDF Stampa E-mail

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Oltre 500 persone provenienti da 18 Regioni hanno sancito, Sabato 29 Ottobre a Cassinetta di Lugagnano (Milano), la costituzione del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e il contemporaneo lancio della campagna nazionale "Salviamo il Paesaggio. Difendiamo i Territori".
Durante la lunga ed appassionata giornata di analisi e testimonianze sullo stato di salute del suolo italiano e del suo paesaggio e sulle urgenti azioni necessarie ad arrestare il dilagare di asfalto e cemento a scapito dei terreni liberi, si sono succedute le voci dei rappresentanti di gran parte delle organizzazioni che già oggi vi aderiscono, tra cui tutte le associazioni ambientaliste nazionali e decine di comitati locali (oltre 400 in totale).

 

Si è trattato di una giornata davvero "speciale", apertasi con l'inattesa lettura di messaggi augurali appena pervenuti ed inviati dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Edoardo Salzano a cui sono seguite le testimonianze degli amministratori "virtuosi" e gli interventi di Domenico Finiguerra, Carlo Petrini, Giulia Maria Mozzoni Crespi e di decine di persone che hanno così contribuito alla creazione di un nuovo soggetto di autentica democrazia "dal basso".

Salgono dunque a due i Forum nazionali con cui la società civile prova a mettere assieme cittadini ed organizzazioni a difesa dei suoi primari beni comuni; come ampiamente citato già nell'intervento introduttivo da Alessandro Mortarino (coordinatore nazionale del Movimento Stop al Consumo di Territorio e moderatore della lunga assemblea plenaria della mattina), questa nuova aggregazione nasce «con la ferma volontà di condividere un obiettivo chiaro e definito, rinunciando alle proprie "casacche" per mirare al risultato finale: l'arresto del consumo di suolo, del deterioramento dei luoghi, del ritorno ad una pianificazione basata su numeri certi e su decisioni collettive che vedano i cittadini "normali" allo stesso tavolo progettuale assieme ai tecnici, agli operatori economici, agli amministratori. Ma nasce anche avendo come riferimento il percorso sviluppato, sin dal 2006, dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua che ha recentemente portato alla vittoria popolare i suoi due referendum per difendere la gestione pubblica del prezioso elemento».

Non a caso gli interventi di Paolo Carsetti e Luca Faenzi hanno suggellato la vicinanza tra le due iniziative e molti sono stati i suggerimenti, basati sulle loro esperienze all'interno del coordinamento nazionale del Forum dell'Acqua, offerti nei loro interventi.

«Siamo partiti da questa stessa cittadina nel 2009 per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gestione del territorio» – ha esordito Domenico Finiguerra. «Da allora sono nati tanti piccoli germogli in tutta Italia e adesso siamo qui per lanciare una grande campagna nazionale, così che gli amministratori locali possano avere lo strumento legislativo per attuare l’art. 9 della Costituzione che tutela il paesaggio. Con questa proposta di legge chiameremo i partiti politici a prendere una posizione chiara e univoca sull’argomento. Questa zona sente l’Expo 2015 sulla propria pelle e sarebbe stato bello avere una proposta di evento a cemento zero, purtroppo al momento le pressioni sono troppo forti ed è necessario che la spinta contraria sia altrettanto forte e determinata».
 
«Questa giornata ci dà la grande speranza che da qui possa iniziare la liberazione da un senso di impotenza nel cambiare la situazione attuale, determinata da un concetto di sviluppo giunto alla sua fase terminale, ma che ha radicalmente plasmato la società zittendo ogni voce contraria» – ha proseguito Petrini. «Con pazienza slow possiamo radicarci in tutto il territorio nazionale e verificare che siamo tantissimi a non pensarla come chi, con arroganza, ha distrutto questo Paese. Il referendum sull’acqua è stato la dimostrazione tangibile di come la nuova politica possa diventare incisiva. La proposta di legge che vogliamo lanciare deve essere formulata in maniera giuridicamente chiara e precisa. I contadini sono la parte più debole del Paese, ma sono anche quelli che presidiano il territorio. Dobbiamo intervenire adesso sulla nuova Pac, affermando che siamo anche noi contadini, abbandonando la logica del consumo e scegliendo di diventare coproduttori. La distruzione del paesaggio è la rovina del futuro dei giovani, invece il nuovo paradigma deve essere il ritorno alla terra. In Italia i prezzi dei terreni agricoli salgono ma i prodotti della terra vengono pagati pochissimi centesimi, anche se li ritroviamo nei templi del consumismo a prezzi insostenibili, per poi finire sprecati. Questo paradigma dell’assurdo deve essere invertito, solo così i prodotti dell’agricoltura non saranno più considerati una commodity soggetta alle regole di mercato, e sarà restituito valore al cibo».
 
Secondo Giulia Maria Mozzoni Crespi «la forza della società civile sta crescendo enormemente, e questa può essere la grande speranza per cambiare il futuro di questo Paese. In tutta Italia ci sono tante persone che semplicemente non sono consapevoli, non hanno la percezione del degrado cui è soggetto il nostro bene più prezioso. È necessario unire tutte le forze in campo e superare le differenze che in un movimento così articolato come quello che si presenta oggi inevitabilmente possono esserci». Sempre secondo la Crespi l’obiettivo comune è difendere il territorio e non dare la spalla a chi invece lo sta distruggendo.
 
Il consumo di suolo è in continuo aumento: Legambiente stima che l’incremento è di circa 50.000 ha all’anno. Lo stesso studio evidenzia che la superficie cementificata risulta pari a 2.350.000 ha, cioè il 7,6% del territorio nazionale (teniamo presente che la nostra Penisola è formata da numerosi rilievi non edificabili). Purtroppo non possiamo fare affidamento su dati certificati, a testimonianza di quanto questo problema debba ancora essere monitorato e sufficientemente considerato come prioritario dalle Istituzioni.

L’attività speculativa in questo campo sembra non conoscere crisi di sorta e, forti delle nostre reti associative, registriamo e verifichiamo continuamente le voci di protesta che si levano a livello locale. Attraverso il Forum intendiamo presto mettere in campo azioni concrete per contrastare questa deriva che sta privandoci per sempre di beni comuni fondamentali: i nostri territori e la loro bellezza. La loro salvezza è legata indissolubilmente alla nostra qualità della vita.

Il suolo fertile e l’integrità del paesaggio sono la principale garanzia per il futuro del nostro Paese, del turismo, della nostra agricoltura e dei nostri prodotti tradizionali, della salubrità dei luoghi in cui abitiamo e della biodiversità naturale ivi presente. La storia ci insegna che essi sono la base concreta di ogni cultura locale, ciò che unisce gli italiani nella diversità e ci rende un popolo unico. Paesaggio e territorio fertile sono la risorsa economica di cui siamo più ricchi, è assurdo sprecarla così.
    
La partecipazione è stata così elevata che i promotori dell'assemblea costituente hanno dovuto chiudere le iscrizioni una settimana prima dell'incontro di Sabato 29 Ottobre. Nonostante ciò, l'affluenza ha indotto tutti ad un piccolo sacrificio e la lunga plenaria di esordio è stata "celebrata" all'aperto, malgrado la fresca mattinata.

Molti gli stimoli emersi nella giornata ma, su tutti, alcuni punti fermi, ampiamente sviscerati anche nei due gruppi di lavoro pomeridiani legati alle "cose da fare subito".

Innanzitutto un capillare lavoro di comunicazione, informazione e formazione (o più semplicemente di «cultura del territorio», come a più riprese si è detto nei vari interventi) che si accompagni alla nascita di Comitati locali pronti a sostenere banchetti di ascolto e di raccolte firme. E la costruzione di una serie di "strumenti operativi":
- una campagna di richiesta perentoria a tutti i Comuni italiani affinchè venga sviluppato un censimento capillare delle strutture edilizie esistenti e sfitte, vuote, non utilizzate e che rapidamente questi dati vengano messi a disposizione del Forum nazionale e dei cittadini del territorio;
- la stesura di una Proposta di Legge d'iniziativa popolare scritta collettivamente da tutti gli aderenti al nascente Forum nazionale, da sottoporre alla necessaria raccolta firme (ne occorreranno 50.000 ma l'obiettivo è di raccoglierne otto/dieci volte di più) e, quindi, da suggerire alle commissioni parlamentari per una discussione analitica.

La Proposta di Legge popolare ha già le sue "linee guida" ed entrerà ora nella fase di autentica redazione; si pone l’obiettivo di arrestare il consumo di suolo e prevede che nuove occupazioni di suolo a fini insediativi e infrastrutturali saranno consentite esclusivamente qualora non sussistano alternative di riuso e riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti.

Sarà una proposta di legge popolare sin dal suo metodo realizzativo; si è infatti deciso di non affidarla a giuristi o legali fino a che tutti gli aderenti al Forum non avranno completato la loro individuale valutazione delle "linee guida", limato, corretto, integrato: sarà quindi un testo scritto a mille mani ! E da subito, ci si è preoccupati anche di far sì che la proposta di legge sia breve, di facile comprensione anche per i "non addetti ai lavori", prive di possibili ambiguità o interpretabilità. Non sarà facile, ma il percorso individuato, per quanto certamente faticoso, appare decisamente appassionante.

Con questa legge si vorrebbe rendere obbligatoria - per tutti i Comuni italiani - la moratoria/sospensione temporanea di tutte le nuove edificazioni previste dai Piani Regolatori/Piani di Gestione del Territorio e relative varianti, finchè non sarà stato completato un censimento del patrimonio edilizio esistente che evidenzi:

- l’ammontare delle superfici occupate dalle strutture (residenziali, industriali, artigianali, commerciali, direzionali, terziarie, pubbliche, agricole ecc.) già presenti all’interno dell’ambito comunale non utilizzate o in costruzione;

- il dato numerico “censito” degli edifici non utilizzati/non abitati nonchè il patrimonio dismesso, riconvertibile e recuperabile;

- il computo delle superfici delle aree edificabili di qualsivoglia destinazione, già previste dai vigenti strumenti urbanistici, ma non ancora attuate;

- il computo del consumo di suolo, esteso ai 5 anni precedenti.

Al termine del censimento, ciascun Comune italiano dovrà mettere a disposizione della collettività i dati raccolti e istituire obbligatoriamente un tavolo di lavoro partecipato che veda presente ogni cittadino residente del Comune che ne desideri far parte, oltre agli amministratori comunali, ai tecnici comunali, a professionisti e tecnici del settore. Questa nuova forma di partecipazione collettiva rappresenterà una assemblea decisionale e verrà istituita con un preciso obiettivo: permettere la migliore utilizzazione-ottimizzazione del patrimonio edilizio esistente e a questo rivolgere il soddisfacimento delle esigenze abitative, commerciali e produttive della comunità di riferimento.

Molto importanti gli interventi di alcuni amministratori che hanno tangibilmente mostrato come il messaggio di "crescita zero urbanistica" avviato dal piccolo comune di Cassinetta di Lugagnano nel 2007 e seguito da diversi altri municipi delle medesime dimensioni, stia entrando anche nelle aree urbane più ampie. Emblematica la legge approvata dalla Provincia di Torino illustrata dall'assessore all'ambiente Roberto Ronco all'assemblea, che stabilisce lo "stop al consumo di territorio" e che recentemente si è trovata a "stoppare" la richiesta di Ikea per un nuovo centro commerciale a La Loggia previsto su una estesa area agricola (e ora dirottato su una possibile ex area industriale da recuperare).
Emblematica la delibera di adesione alla campagna nazionale del Comune di Napoli, il cui Piano Regolatore - come ha raccontato l'assessore all'urbanistica Luigi De Falco -  non intende prevedere nuove aree di espansione edificatoria.      
Emblematiche le testimonianze di Luca Fioretti, presidente dell'Associazione dei Comuni Virtuosi, e di Giorgio Ferraresi, in rappresentanza della Rete del Nuovo Municipio, che hanno raccontato delle rinnovate energie che gli amministratori locali stanno mettendo in campo per tutelare suoli e panorami.

Molta "carne al fuoco", insomma, e un percorso ora avviato: «il mondo sta cambiando; e la terra, il territorio, il paesaggio sono la base del nostro mondo. Dunque del cambiamento necessario», per utilizzare le ultime parole con cui i portavoce del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio hanno salutato gli oltre 500 partecipanti a questa giornata "costituente": una data che resterà probabilmente "storica" ...

La registrazione integrale della lunga plenaria dell’assemblea è visibile su: http://www.ilcambiamento.it/territorio/salviamo_paesaggio_resoconto_video.html

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