CALABRIA: Addio scogliera di Diamante PDF Stampa E-mail

di Francesco Cirillo, coordinatore del Movimento Ambientalista del Tirreno
La scogliera di Diamante è ora in pericolo. Una delle scogliere più belle di tutto il sud, visibile da un maestoso lungomare, osannata da Matilde Serao, che dichiarò dopo averla vista “Diamante è la Perla del Tirreno” rischia seriamente di essere coperta dal cemento.

Della cosa sembra non interessare nessuno, anzi sembra essere agevolata da tutte le formazioni politiche di destra e di sinistra, forti di tutte le autorizzazioni raggiunte dalla Ditta Icad Blu, che fa capo al farmacista Santoro di Cosenza. Il porto è quindi in dirittura d’arrivo. La regione ha firmato una convenzione con il comune ed il decreto di approvazione della valutazione di impatto ambientale, emanato dalla Regione Calabria il 15 dicembre scorso autorizza l’avvio dei lavori e la consegna dell’area alla ditta vincitrice.
Chiaramente contrari da sempre un manipolo di ambientalisti che non demordono dal cercare di bloccare l’avvio dei lavori con tutti i mezzi legali ancora nelle loro mani.

L’ultima possibilità di bloccare i lavori e salvare la scogliera è nelle mani del Presidente della Repubblica. A lui si sono rivolti i militanti del Movimento ambientalista del Tirreno attraverso un ricorso straordinario. Nel ricorso gli ambientalisti fanno rilevare delle palesi contraddizioni nell’iter seguito per l’approvazione di tale struttura portuale ricadente in un area ad alto valore ambientale e protetta da una serie di leggi. Una commissione di valutazione di impatto ambientale nel 2006 bocciava tale progetto considerandolo invasivo e ricadente in un area troppo vicina all’area Sic. Ed ancora prima nel 2002 sia la soprintendenza di Cosenza che il Ministero dell’ambiente consideravano il porto devastante per l’ambiente e pericoloso per l’erosione costiera. 

Ma un ricorso al TAR della ditta vincitrice l’appalto fa annullare tale commissione di valutazione ambientale. Bocce di nuovo ferme per un anno. Poi la Regione Calabria vara una nuova commissione, che è la stessa in definitiva e questa dopo qualche mese di lavori e studi ribalta la precedente valutazione e approva definitivamente l’opera. Nonostante un infinità di leggi a protezione di tutta la costa. Per esempio quella che protegge il centro storico di Diamante ai sensi del DM 16 novembre del 1968 legge 1497/39. 
Quella che protegge tutta la linea di costa vincolata dal D.Lgs 42/2004 art 142 comma 1 lettera a) per una porzione di territorio che si intende dalla linea di battigia fino a 300 metri per lato del corso d’acqua stesso.
Quella che protegge il fiume Corvino, vincolato dal D.Lgs 42/2004 art.142 comma 1 lettera C) per una fascia di 150 mt per lato del corso d’acqua stesso.
Ed ancora l’area SIC Fondali isola di Cirella Diamante. E’ su quest’area Sic che si raggiunge il ridicolo vero e proprio. Si ammette adesso che dal 1984 ad oggi quella specie di approdo abusivo del quale mai nessuno si è accorto ha usufruito di massi che spesso le mareggiate rotolavano nei fondali per poi essere ripresi e rimessi al loro posto. E questo danneggiava la Posidonia. Ma quante volte è stato  denunciato questo fatto, dagli ambientalisti.

Ora è scritto nella nuova VIA che il porto si costruirà quando la Posidonia non sarà in fioritura fra Aprile e Giugno. E qui siamo proprio alla commozione totale. Sono davvero carini.
Leggete: “le operazioni di realizzazione delle opere a mare sono articolate in modo tale da contenere la diffusione del materiale; in particolare verrà realizzato come prima opera, il molo di soprafflutto e solo successivamente   si procederà ai dragaggi interni al porto, in modo tale da contenere la diffusione dei sedimenti.  La costruzione del molo di sopraflutto inoltre sarà svolta nel periodo compreso tra Aprile e Giugno al fine di non interferire sul ciclo riproduttivo sessuato della Posidonia Oceanica.
Infatti nelle praterie superficiali, cioè quelle fino ai 15 metri di profondità e quindi maggiormente soggette agli impatti indiretti dovute alle fasi di costruzione del molo di sopraflutto, i fiori compaiono nel mese di settembre-ottobre nel tardo autunno è già possibile osservare i primi fiori fecondati e l’inizio dello sviluppo dei frutti i quali raggiungono la loro maturazione nel mese di marzo: e così il dragaggio sarà effettuato con tecniche  che non sollevano e  disperdono il sedimento durante le operazioni  di dragaggio e trasporto; in particolare le operazioni verranno effettuate mediante l’ausilio di molo pontone al gancio della cui gru sarà applicata una pompa aspirante refluente con la quale, per mezzo di una condotta si provvederà al pompaggio diretto della sabbia nei luoghi previsti in ambiente terrestre.

Nell’incidenza sulla scogliera ci si è dimenticati di una cosa molto importante.
Guardiamo i numeri del progetto approvato. Il muro di sopraflutto sarà lungo 390 metri. L’altezza dal pelo d’acqua è sui 7 metri. Quello di sottoflutto che partirà perpendicolare da terra sarà di 65 metri. L’imbocco sarà di 45 metri di larghezza. La superficie totale sarà di 49mila360 mq. Circa 5 campi di calcio. 
La riva NE e cioè la parte della scogliera sotto il lungomare sarà lasciata libera per 20 metri fino a che parallelamente a questa correrà  un pontile. Questo pontile come sarà sostenuto ? sarà aereo ? Mantenuto da fili invisibili ? Il pontile  si sosterrà grazie a 120 pilastri di cemento che verranno infilzati proprio in quella scogliera che dicono di voler difendere.
Non si doveva tener conto di tutto questo ? Nel decreto della Commissione non se ne trova traccia.

TRE PERLE FINALI FANNO INFURIARE GLI AMBIENTALISTI.
La prima. I parcheggi saranno quelli del comune. Tolti quindi ai cittadini. Ed una navetta trasporterà i diportisti fino alla meta. E qui nasce un piccolo mistero. Ma i parcheggi sono quelli recentemente sequestrati dalla magistratura, come potranno quindi finire nelle mani dell’area portuale ?
Il secondo è che il porto non è dotato né di servizi di acqua né di fogna. Quindi dovranno munirsi di cisterne e di una vasca dove gli autospurgo dovranno ripulire giorno per giorno.
L’ultima perla è il divieto di pesca a strascico e ancoraggio attorno all’isola di Cirella. La cosa viene presentata come se fosse una prescrizione al porto e non come il rispetto di una normativa già vigente rispetto allo strascico ed all’isola di Cirella che non hanno niente a che vedere con l’area portuale.  Fumo negli occhi, che però il Presidente della repubblica potrebbe diradare definitivamente. 

Su tutto il porto di Diamante restano ancora due inchieste aperte dalla magistratura paolana e da quella potentina.
Se anche queste non sono state fumo negli occhi ne attendiamo gli esiti finali. Solo per  averne scritto sul settimanale Mezzoeuro l’anno scorso, il sottoscritto ed il direttore del settimanale, abbiamo ricevuto il 18 novembre del 2008 un  DECRETO PENALE DI CONDANNA  per conto del dott. Giorgio Santoro. Il Decreto condanna me  al pagamento di una multa di 300 euro, ed il direttore Martelli ad una di 200 euro , “ per aver commesso il reato dell’art.595 comma 3 e art 13 legge 47748 per avere in qualità di autore dell’articolo e al giornale Mezzoeuro e pubblicata il 4 agosto del 2007, affermando nell’ambito delle indagini svolte sul porto di Diamante che “se vi furono intrighi massonici bisogna rintracciarli in questa fase.

Il fratello di Santoro è Giorgio Santoro, Gran maestro aggiunto della Gran Loggia d’Italia, ed ancora “ la loggia massonica è stata sconfitta” lasciando intendere un coinvolgimento di Santoro Giorgio in virtù del suo ruolo nella massoneria nelle vicende del porto di Diamante offeso con attribuzione di fatti determinanti la reputazione di Santoro Giorgio “.
Questo è quanto scritto nel decreto penale di condanna. Certamente dall’articolo si evince tutt’altro. E cioè che se fossero vere le inchieste del PM Woodcoock e vi fosse una presenza massonica nella vicenda porto di Diamante, è scritto nel mio articolo “ questa è stata sconfitta, almeno fino ad oggi dalle associazioni ambientaliste che sin dall’inizio della storia del porto di Diamante si sono dimostrate contrarie al mega progetto “. Un senso per niente offensivo a mio avviso, ma significativo del fatto che nessuno può scrivere di certe cose e che la “pax cosentina” deve regnare sovrana. Le ultime notizie sul porto sono comunque confortanti. La segreteria della Presidenza della repubblica ha comunicato agli ambientalisti di aver accolto il ricorso e di aver aperto un istruttoria che lo porterà ad essere discusso dal Consiglio di Stato.
La stessa segreteria ha comunicato anche che il ricorso è anche in discussione presso l’ufficio contenzioso della Regione Calabria . Intanto si apprendono cose strane attorno al porto di Diamante. Una concessione dello specchio d’acqua è stata data dalla capitaneria di Porto di Vibo  valentia ad un privato nella stessa area dove dovrebbe  sorgere il mega porto. Ma intanto se i lavori non iniziano entro il mese di Aprile tutto slitta all’anno prossimo e tante cose potrebbero cambiare, tutte a favore della salvezza della scogliera. Il guaio è che fra i partiti di sinistra e alcune associazioni ambientaliste c’è chi appoggia comunque la nascita di un mini porto nella stessa area. Cosa che  comunque inficia la bellezza del luogo ed inquina in egual misura oltre che a mettere in discussione tutto l’habitat della stessa scogliera.

 Maggiori informazioni su: http://www.sciroccorosso.org/

Ultimo aggiornamento ( domenica 29 marzo 2009 )
 
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