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| TOSCANA: Il Dio denaro si è accorto di Migliarino Pisano |
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Sono una cittadina di un piccolo territorio, Migliarino Pisano che sta subendo un attacco dal colosso svedese Ikea: siamo alla presentazione del 3° progetto e questo sembra che ce la farà. Fu solo grazie alla massiccia mobilitazione della maggioranza dei cittadini vecchianesi, insieme all’aiuto di tante personalità appartenenti al mondo scientifico e culturale e all’impegno della appena nata Regione Toscana, che si riuscì a bloccare questo insidioso progetto denominato “Villaggio porto Cristina”. Dopo tante battaglie nel 1979, con una amministrazione di sinistra che elaborò un nuovo Piano Regolatore, (il precedente fu bocciato dal Ministero dei Lavori Pubblici) fu promossa e concretizzata la costituzione del Parco Naturale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli. Da quel momento in poi le amministrazioni comunali che si sono succedute al governo del nostro comune hanno sempre operato per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio attraverso politiche di sviluppo compatibile correlate alla presenza del parco, risorsa di inestimabile valore.
L’elevata sensibilità dei cittadini e degli amministratori ha fatto si che dalla costituzione del Parco ad oggi le situazioni di degrado territoriale venissero prontamente bloccate. Ma oggi abbiamo questo progetto presentato in più riprese dal C.T.C. (Consorzio Toscano Costruzioni) insieme alla multinazionale IKEA con il quale si ipotizza la realizzazione di un Parco Commerciale nel Comune di Vecchiano in un’area dichiarata agricola dal Piano Strutturale del Comune, adiacente allo svincolo dell’autostrada (A11-A12), a ridosso della frazione di Migliarino e della Statale Aurelia e che confina con il Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. - un bacino di utenza di circa due milioni e mezzo di visitatori all’anno, concentrati durante i giorni festivi, oltre al conseguente incremento dei mezzi di “servizio” ad un’attività commerciale di questo genere, provocherebbero un impatto non indifferente sul precario equilibrio del sistema infrastrutturale dell’area già così compromesso ed insufficiente a sostenere un ulteriore aumento del traffico; - un reale innalzamento dei livelli di inquinamento dell’aria ed acustico a danno della salute di tutti i cittadini in primis della frazione di Migliarino senza considerare l’impatto ambientale di tale struttura; - una compromissione del tessuto socio-economico della piccola-media impresa artigianale e commerciale dell’area non compensato quantitativamente e qualitativamente dai risvolti occupazionali sbandierati in modo strumentale ma di fatto prevalentemente a tempo determinato e precari; - una sicura riduzione attrattiva del territorio dal punto di vista ambientale e turistico. Molti sono coloro che apprezzano e vivono il nostro litorale per la bellezza e l’unicità del parco naturale all’interno del quale è incastonata una spiaggia fra le più belle della Toscana; - una riduzione sensibile del livello di tranquillità e di qualità della vita, caratteristiche che nel tempo hanno saputo attrarre nuovi abitanti e visitatori. Adesso noi siamo in grande difficoltà per vari motivi: questo progetto è stata una vera patata bollente, lo scheletro nell’armadio degli amministratori e dei politici, tant’è che non se ne parla, lo si ignora come argomento in un’ottica magica: forse si risolverà da solo o comunque qualcuno di diverso da me deciderà. E’ talmente vera questa cosa che adesso si parla a breve termine di un referendum, ora che la gente è stata lasciata sola a crearsi pensieri e idee molto veloci e di superficie, vittima del facile populismo e della demagogia di che ha voluto caricare la parte dei posti di lavoro. Eh si, quella partita è veramente tosta, una marea di posti di lavoro sbandierati come salvezza di un territorio, di un numero di giovani che pare non aspettino altro che essere assunti da ikea. Noi siamo diventati quelli che sputano sopra il lavoro per i giovani, la sinistra che dice sempre no a tutto, i sognatori del tempo perduto, i filosofi del si stava meglio quando si stava peggio, i falsi moralisti che ideologicamente dicono no alla grande distribuzione ma poi vestono griffato…. Per saperne di più, per avere il polso della situazione: http://www.lavocedelserchio.it/ Mina Canarini |
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 31 marzo 2009 ) |
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