LIGURIA: Antico uliveto o nuovo cemento ? PDF Stampa E-mail

Da tempo siamo impegnati per salvare dall'urbanizzazione un antico uliveto cintato da mura.
Il sito si trova sulla antichissima crosa di via Romana della Castagna (tratto superstite  dell'antica Aurelia prolungata da Luni a Genova da Emilio Scauro nel 109 avanti Cristo), è vicino alla chiesa-badia della Castagna che risale al 1000 e contiene manufatti di grande interesse già vincolati dalla Soprintendenza.

Tra i quali:

- le mura che inglobano i resti di Castel Perasso incendiato nel '300 nel corso delle lotte tra i potentati familiari Genovesi;

- gli antichissimi argini a conci paralleli del rio Fontagne;

- un ponte in pietra di aspetto ligure-gallico;

- tre grandi pozzi sempre in pietra;

- tipiche fasce di pietra con contrafforti ed alvei per palafitte;

- una vecchia grangia (che se il progetto di valorizzazione potesse essere avviato, potrebbe essere restaurata per ospitare i supporti illustrativi e didattici);

- Ulivi secolari ed orti.

Su questo luogo, ben accessibile, raggiungibile dalla litoranea di Quarto e vicino al nodo autostradale di Genova-Nervi, adattissimo ad una istituzione culturale ma altrettanto appetibile per la speculazione edilizia, si è concentrato ora  l'interesse di costruttori che vorrebbero utilizzarlo come sedime fabbricabile compromettendo per sempre un’importante e preziosa testimonianza storica ed ambientale.

 

La Regione Liguria ha già stanziato 78.000 Euro per il suo recupero e la sua trasformazione in eco-museo, alla cui gestione numerosi volontari, tra cui esperti olivicoltori, hanno dichiarato la loro disponibilità, ma, purtroppo, la somma non è sufficiente per acquisire l'intera area: sarebbero necessari circa 500.000 Euro. Infatti occorre acquistare a prezzo di terreno fabbricabile anche un campo da tennis che si trova all'interno delle antiche mura che, mantenuto come tale, nel progetto regionale di riqualificazione polivalente rappresenta un valore aggiunto.

L'acquisizione di tale area è fondamentale perché se al posto del campo da tennis, come è negli intenti dei proprietari, venisse edificato un condominio di una ventina di appartamenti, questa struttura diverrebbe la cosa più visibile all'interno delle mura e comprometterebbe irrimediabilmente il progetto di ecomuseo.

Il progetto alternativo polivalente di valorizzazione consentirà  di mettere a disposizione dei cittadini di Quarto una indispensabile struttura sportiva  - richiesta con pubbliche petizioni - e contemporaneamente di colmare una lacuna nel circuito culturale cittadino realizzando un ecomuseo 'precolombiano' per far conoscere il tessuto economico  e culturale che fornì alla città la linfa vitale che le consentì di proiettarsi sulle rotte commerciali e divenire nei secoli "la superba" che tutti conoscono espressa nei fasti di Palazzo Ducale.

Il costo dei restauri è già coperto dal finanziamento regionale e la gestione successiva non richiederà impegno finanziario per le Istituzioni. L'apertura al pubblico sarà assicurata dal comitato dei residenti che organizzerà le visite guidate, e la manutenzione dell'uliveto sarà curata da volontari olivicoltori (un'antica famiglia del luogo che da generazioni cura questo uliveto  si  è impegnata a proseguirne la coltivazione con i metodi della tradizione locale in regime di volontariato).

E' però necessario, per arrivare a questo risultato, convincere il Comune di Genova (peraltro già proprietario di una striscia dell'uliveto) ad investire la somma necessaria per acquisire l'intera area, magari ricorrendo a fondi comunitari, prima che sia troppo tardi.

 

Enrico Dellacha', Comitato pro Antico Uliveto Murato di Quarto

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 01 aprile 2009 )
 
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