TOSCANA: Il punto sul Parco Naturale Costiero di Rimigliano
Come saprete si tratta di un luogo costituito da un habitat naturale rarissimo, quasi un “unicum” in Italia. Sei chilometri di arenile profondo e senza problemi di erosione, confinati da una duna quasi intatta con la sua vegetazione spontanea e da un tratto per una profondità di circa 50 metri di profondità di bosco retrodunale con residui dei vecchi laghi costieri, non più toccato dall’uomo ormai da centinaia d’anni.
A differenza dei pochissimi luoghi simili esistenti in Italia (ad esempio la vicinissima spiaggia ed il bosco fra San Vincenzo e Donoratico in Comune di Castagneto Carducci) la caratteristica che lo rende unico, ma che è anche la causa della sua probabile prossima rovina è la sua facile e comoda accessibilità da parte del pubblico grazie al suo essere confinato per tutti e sei chilometri dalla strada provinciale della Principessa.

I danni che questo bene ambientale inestimabile ha già subito e sta subendo in questo momento e quelli gravissimi ormai prossimi sono i seguenti:

Danni già subiti:

Da parte del Comune:

1) Urbanizzazione ed edificazione (strade interne, bar, ristoranti, depositi, marciapiedi, illuminazione, cartellonistica, palizzate sulla spiaggia) di quasi tutto il tratto nord del parco (per una lunghezza di circa 500 metri fra Riva degli Etruschi ed il fosso del Botro ai Marmi). In questo tratto di quasi 10 ettari, ormai il parco naturale è stato compromesso in maniera quasi irrimediabile.

 

Da parte della Società Parchi della val di Cornia:

2) Taglio del bosco, (ufficialmente per indirizzamento ad alto fusto), per una profondità di circa 100-150 metri a partire dalla strada della Principessa, (nel tratto compreso fra gli ingressi 1 e 5 del parco). In realtà si tratta di un taglio allo scopo (inconcepibile ...) di ricavare legna da ardere di buona qualità. Conseguentemente sono stati risparmiati tutti i pini vecchi e destinati a cadere nei prossimi anni ed invece tagliati lecci e querce sani ed anche di grosse dimensioni, operando un devastante diradamento che ha lasciato un bosco di alberi difettosi, pieno di radure, assolato e senza più alcuna traccia di sottobosco, reso definitivamente inabitabile per qualsiasi animale. In questi 70 ettari di bosco depredato non rimane neppure il ricordo del vecchio parco naturale.

 

A questo punto il Parco Naturale residuo è costituito da una lunghezza di 5.500 metri (dal Botro ai Marmi alla Torraccia) di litorale con la relativa spiaggia ed un entroterra di circa 70-100 metri di profondità fino allo stradello sterrato interno che corre parallelo al litorale.

Neppure la metà di quello originario, ma pur sempre 50 ettari di territorio (senza contare i 20 ettari di spiaggia) ancora intatto, di bellezza e valore inestimabile.

Purtroppo anche per questa residua meraviglia si stanno preparando interventi destinati a snaturare irrimediabilmente proprio quelle caratteristiche che ne fanno un Parco naturale quasi unico.

 

Danni previsti a breve:

1) La recente (settembre 2008) variante approvata al Piano Strutturale del comune di San Vincenzo, prevede che nella zona costiera del Parco si possano realizzare edifici per servizi, ristoranti, bar, docce, depositi e quant’altro definibile come servizio per uso del pubblico (pagante e non pagante). Il campeggio Park Albatros ed i proprietari (Berrighi) dei terreni al di là della strada hanno già ricevuto (nella risposta alle loro Osservazioni alla,variante) piene assicurazioni in merito. 

2) Il Comune stesso (dopo essersi dovuto impegnare a non concedere concessioni balneari) sta studiando come poter ugualmente offrire a chi si insedierà nelle case della ex tenuta di Rimigliano, dall’altra parte della strada, bagni e servizi a pagamento sulla spiaggia e sulla duna. A tal scopo sta pensando a simil-concessioni quali affitti di ombrelloni gestiti da cooperative con relativi fabbricati per depositi notturni, bar, ristori, docce, servizi e quant’altro, spalmati lungo tutti i 5 chilometri del parco. 

3) Neppure l’arenile vero e proprio dovrebbe essere risparmiato.Infatti con la scusa della protezione dall’erosione (del tutto inesistente in questo tratto di costa) il Comune prevede di continuare la posa in opera delle raccapriccianti palizzate alte due metri lungo la duna, già sperimentate con esiti mostruosi nel tratto più settentrionale del parco. Lo scopo delle palizzate, (fra l’altro contrarie alle linee guida della Provincia per la difesa della duna) sarebbe quello di creare lavoro alle ditte che le realizzano, di scaricarvi dietro i rifiuti portati sulla spiaggia dal mare e di impedire il libero passaggio alle persone non intenzionate a servirsi dei bagni a pagamento.
 

E’ del tutto evidente che anche uno solo dei lavori sopra elencati sarà sufficiente a snaturare il parco, distruggendone quelle caratteristiche di inviolata naturalità che ne fanno un habitat unico, riducendolo ad un ordinario giardino urbano.
Né d’altra parte, visti i precedenti desolanti, non è sperabile che gli Enti preposti alla tutela del litorale ed a quella paesaggistica e forestale del Parco, provvedano ad esercitare nei confronti del Comune quelli che sarebbero i loro doveri istituzionali, che esercitano invece con tanto rigore solamente contro i singoli privati.

Questa quindi è la situazione attuale del Parco Naturale costiero di Rimigliano: 

* Oltre la metà è già stata messa a reddito, danneggiandola in maniera pressoché irrimediabile.

* L’altra metà (quella più pregiata e rara) è ancora quasi intatta, ma nel giro di pochi anni il Comune di San Vincenzo, a braccetto con la partecipata Società Parchi della Val di Cornia (nel silenzio di Provincia, Soprintendenza e Corpo Forestale) ha in programma di urbanizzarla con tanti piccoli interventi progressivi con i quali mettere a reddito questo tratto di territorio finora sfuggito allo sfruttamento turistico a pagamento. Circostanza questa ai loro occhi del tutto inconcepibile e contraria al supposto interesse economico dei cittadini. 

Il bello è che se si facesse un referendum, la grandissima maggioranza dei cittadini, voterebbe per lasciare Rimigliano a mare allo stato naturale, lasciandolo  riposare in pace, nella sua intatta bellezza, così come i loro saggi padri, nonni, e antenati hanno fatto nei secoli passati

Il sindaco Biagi questo lo sa, tanto è vero che in campagna elettorale si è dovuto spingere ad assicurare pubblicamente (solo a voce però) che sulla fascia costiera non saranno rilasciate nuove concessioni e non saranno permesse nuove costruzioni.

Ma gli atti già approvati, la risposta alle osservazioni dei proprietari dei terreni oltre la strada e lo studio in corso sui nuovi sistemi di simil-concessioni delle spiagge, provano inequivocabilmente che le decisioni sull’urbanizzazione di Rimigliano a mare sono già state prese e che le promesse (orali) elettorali, come al solito saranno scordate.

Pare che già nel prossimo inverno, si comincerà con i primi tratti di palizzate.

Il conto alla rovescia finale è già partito.

L'avidità per un supposto tornaconto immediato insieme alla stupidità umana, non avranno requie fin quando questo luogo magico non sarà stato definitivamente depredato, ponendo fine ad una scandalosa inerzia dell'uomo, durata qualche migliaia di anni.

Parco Costiero di Rimigliano: http://rimigliano.blogspot.com

Ultimo aggiornamento ( giovedý 25 giugno 2009 )