La Campagna contro il fotovoltaico su terreni liberi
 Bene, ora siamo pronti !

Dopo l’invio delle prime bozze della nostra “campagna nella campagna”, moltissimi hanno inviato le loro considerazioni e proposte da ogni angolo d’Italia e ciò ci consente di dire che questo nostro richiamo forte “SI' al fotovoltaico, ma non su terreni liberi. Stop al Consumo di Territorio”, è una proposta davvero (piacevolmente …) collettiva ...

Aggiungiamo ancora che qualche nostro aderente ha sollevato un timore: che questa “campagna nella campagna” possa distrarre un po’ della nostra … energia (scusate il doppio senso) dal nostro obiettivo primario: fermare il progressivo e smisurato consumo di suolo/territorio dal vorticoso avanzare di cemento ed asfalto. Vero; questa era anche la nostra iniziale paura. Ma il fotovoltaico “selvaggio” sta iniziando a dilagare ed è utile (come la stragrande maggioranza dei nostri aderenti ci ha indicato) intervenire prima che la frittata sia irrimediabilmente fatta (e … perduta). 

Una raccomandazione, quindi: che la nuova campagna contro il fotovoltaico su terreni liberi non rallenti la nostra “piena” campagna per lo STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO !!!! 

In allegato trovate i due documenti definitivi: 

-  La lettera da trasmettere al Vostro Sindaco;

-  La bozza di OdG che ciascuna amministrazione comunale potrà utilizzare come traccia base per discutere (ed approvare …) una delibera di vera salvaguardia. 

Nei prossimi giorni trasmetteremo comunicati stampa alle testate nazionali, mentre chiediamo a tutti voi (non appena avrete avviato la specifica campagna locale) di dialogare direttamente con la stampa del vostro territorio.Teneteci informati degli sviluppi ! 

Intanto, Vi segnaliamo che gli amici del Comitato di Campiglia Marittima (Livorno) sono stati i più veloci di tutti: hanno già trasmesso al loro Sindaco la nostra documentazione e il quotidiano “La Nazione” ha già pubblicato la notizia …Ora tocca a tutti gli altri: che l’onda avanzi ! 

Tutte le vostre idee in merito e tutte le testimonianze specifiche, le potete trasmettere come sempre ad Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

Sul sito nazionale http://www.stopalconsumoditerritorio.it troverete sia i documenti da utilizzare e sia gli aggiornamenti che, mano a mano, ci giungeranno da tutti voi/noi. 

Per la Segreteria del Movimento Stop al Consumo di Territorio: Domenico Finiguerra, Dario Milano, Alessandro Mortarino, Gino Scarsi.

 

 

A seguire, trovate la lettera da trasmettere con cortese urgenza ai Sindaci e Comuni e una proposta di OdG da discutere nei consigli comunali.

 

 

 

 

 

 

 

   Bozza di documento da sottoporre a Sindaci e Comuni:     

Gentile Signor Sindaco di __________     

Con la presente, a nome del comitato locale del Movimento nazionale per lo “Stop al Consumo di Territorio”, desidero sottoporre alla Sua attenzione ed a quella dell’intera amministrazione comunale in carica, una specifica richiesta che in questi giorni la nostra Organizzazione sta formulando ad ognuno dei Comuni italiani.      

Si tratta dell’invito a discutere e deliberare con estrema urgenza la decisione della nostra amministrazione comunale di regolamentare l'autorizzazione alla realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte solare, escludendo rigorosamente tutti i progetti ipotizzati su suolo agricolo/libero, allo scopo di indirizzare correttamente le scelte progettuali verso una vera sostenibilità, ovvero utilizzando superfici già edificate (ad esempio tetti di abitazioni e capannoni agricoli/industriali).     

Non si tratta di una richiesta poco ponderata, ma frutto dell’esponenziale ampliarsi di un fenomeno che deve immediatamente allarmarci: in ogni angolo d’Italia si stanno moltiplicando, infatti, le richieste di poter disporre di terreni agricoli per realizzare impianti fotovoltaici, anche di grandi dimensioni.    

Nell’ambito delle energie rinnovabili, la produzione di energia di provenienza solare deve senz’altro essere considerata meritevole di  considerazione, ma anche non condivisibile quando realizzata mediante impianti a terra di pannelli fotovoltaici, attività che non rientra tra le specificità contemplate nell’ambito agricolo e che pertanto risulta palesemente da subordinare ad una eventuale variante urbanistica per la modifica della destinazione d’uso dei terreni.     

In allegato, ci pregiamo sottoporLe un fac-simile di delibera che potrebbe essere adottata dall’amministrazione e che meglio specifica i dettagli della nostra proposta.    

Restando a Sua completa disposizione per ogni ulteriore delucidazione necessaria, colgo l’occasione per porgere i migliori saluti. 

Nome e cognome __________

Indirizzo _____________

Recapiti telefonici ___________

Indirizzo mail ___________

Comitato locale di ___________ (specificare il vostro Comune) del Movimento nazionale per lo “Stop al Consumo di Territorio”

 

 

 

 

     Bozza di Delibera: 

LA GIUNTA COMUNALE 

Visti i contenuti del Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 ad oggetto: “Attuazione della direttiva 2001/77/Ce relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità”;  

Visti i contenuti del Decreto del Ministero dello sviluppo economico del 19 febbraio 2007 ad oggetto: “Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell’art. 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 

Dato atto che il comma 7 dell’art. 12 del D.Lgs. n. 387/2003 dispone che: gli impianti di produzione di energia elettrica - di cui all’art. 2, primo comma, lettere b) e c) – possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici; nell’ubicazione si dovrà tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale di cui alla Legge 5 marzo 2001, n. 57 artt. 7 e 8, nonché del Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228 art. 14;  

Dato atto inoltre che il comma 9 dell’art. 5 del D.M. 19.02.2007 dispone che, ai sensi dell’art. 12 – comma 7 – del D.Lgs. n. 387/2003, anche gli impianti fotovoltaici possono essere realizzati in aree classificate agricole dai vigenti piani urbanistici senza la necessità di effettuare la variazione di destinazione d’uso dei siti di ubicazione dei medesimi impianti fotovoltaici; 

Precisato che: 

Anche in Italia è cresciuta la consapevolezza del pericolo che il nostro Paese e l’intero pianeta stanno correndo attraverso l’esponenziale consumo di suoli fertili, che genera il progressivo surriscaldamento del pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche, impoverisce la sovranità alimentare e  non reca più alcun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini; 

I temi della qualità dell’aria, del risparmio energetico, del risparmio idrico, la conservazione del territorio agricolo e l’uso di energie alternative sono tra quelli posti come prioritari dal nostro Comune in tutte le sue azioni; 

Benché la tecnologia fotovoltaica consenta di produrre energia “pulita”, utilizzando una fonte rinnovabile, non la si può considerare priva tout court di impatto sull’ambiente, in quanto occorre distinguere tra le diverse tipologie di impianto. In particolare, essa è difficilmente condivisibile quando è realizzata mediante impianti a terra di pannelli fotovoltaici su suoli liberi; 

Gli impianti fotovoltaici posti su terreni rischiano di ridurre fortemente l’attività fotosintetica e la biodiversità, con impoverimento progressivo del tenore di carbonio nel suolo e di biomassa emergente: la conseguenza più evidente è l’emissione anziché la fissazione di CO2 climalterante (il suolo rappresenta il maggior pozzo di assorbimento di carbonio): questione paradossale, per una tecnologia che punta a ridurre le emissioni climalteranti; 

Inoltre, per carenza/assenza di precipitazioni, a causa della copertura, la superficie andrebbe incontro a progressiva desertificazione, a meno che non si intervenga con recupero delle precipitazioni e loro utilizzo su tali superfici con impianti irrigui ad hoc, cosa che comporta l’utilizzo, per pompaggio/irrigazione, di una quota di energia prodotta; 

In particolare, la forte concentrazione di potenza installata su pochi e grossi impianti realizzati al suolo rischia in poco tempo di vanificare quella che è la caratteristica peculiare ed interessante dell’energia solare, ovvero la produzione/generazione distribuita sul territorio grazie a piccoli/medi impianti che nell’ottica originaria dei creatori del meccanismo di incentivazione pubblica dovevano avere un peso consistente nell’economia generale del programma. Ovvero: essendo previsto un limite massimo di potenza installabile che può fruire delle attuali agevolazioni pubbliche, questi grossi impianti a terra precludono ad altre utenze la possibilità di accedere a tali benefici. Gli impianti integrati sull’involucro esterno degli edifici di taglia piccola e media (fino ad 1 MW di potenza) godono di una serie di vantaggi fondamentali rispetto alle grandi centrali a terra: generano energia elettrica nel luogo del consumo;  riducono le perdite di distribuzione;  impiegano superfici dell’involucro altrimenti inutilizzate;  favoriscono la creazione di una conoscenza diffusa del fotovoltaico;  sono meno appetibili da parte di speculatori stranieri (viceversa a caccia di investimenti di taglia maggiore);  promuovono in modo più efficace gli operatori locali, contribuendo a sviluppare professionalità tra gli installatori e i progettisti nostrani;  essendo più vicini alle utenze, promuovono una maggiore consapevolezza sull’importanza di ridurre i consumi energetici;  se ben integrati negli edifici possono essere occasione di riqualificazione architettonica in edilizia;  sono meno soggetti a furti. Infine, negli impianti di grandi dimensioni il peso percentuale del modulo sul valore complessivo dell’impianto è decisamente più consistente rispetto ai piccoli/medi impianti: in sostanza, i sistemi di commutazione della potenza e installazione rappresentano un valore percentuale più basso rispetto ai moduli, penalizzando l’indotto italiano e l’industria degli inverter, un altro settore in cui l’Italia ha una presenza di primo piano; 

 

Le attività tipiche contemplate nell’ambito agricolo non prevedono la realizzazione di impianti fotovoltaici (anche temporanei) e, pertanto, tali progetti devono essere subordinati ad una variante urbanistica per la modifica della destinazione d’uso dei terreni;    

Nel caso di volontà di trasformazione della destinazione d’uso di area agricola ai fini della realizzazione di impianti fotovoltaici a terra, è prevista la richiesta di sottoporre il progetto a Valutazione d’Impatto Ambientale, di produrre garanzie relative al mantenimento della fertilità dei suoli mediante programma agronomico, la stipula di specifica convenzione per l’uso temporaneo dei suoli e deposito cauzionale incondizionato dell’importo, con aggiornamento Istat, necessario per lo smontaggio, lo smaltimento e la rimessa in pristino delle aree;  

DELIBERA 

Di regolamentare la realizzazione di impianti di pannelli fotovoltaici a terra, escludendo rigorosamente quelli progettati su terreni agricoli/liberi per le motivazioni descritte in premessa; 

Di consigliare ad eventuali società proponenti di ricercare siti in aree a destinazione produttiva, su superfici coperte già esistenti o, in alternativa, siti all’interno della perimetrazione dell’abitato. Il Fotovoltaico deve essere sensatamente installato su superfici già compromesse in termini di suolo perso, quali tetti di case e capannoni, aree adibite a parcheggio, altre superfici. Solamente una volta sfruttate tutte le opportunità di questo tipo ci si potrà indirizzare verso ex cave ed ex discariche, se non prioritariamente recuperabili a zone umide o a verde. Un’alternativa interessante, sull’esempio di altre realtà nordeuropee, potrebbe essere quella di installare, nei modi più consoni, impianti fotovoltaici lungo i bordi già compromessi dei percorsi autostradali;   

Di sensibilizzare e supportare le imprese agricole su un razionale utilizzo del fotovoltaico, in particolare per quanto riguarda l’installazione sui tetti per non consumare terreno; 

Di sensibilizzare e supportare le aziende industriali, artigianali e commerciali ad impiantare la tecnologia fotovoltaica sui tetti dei propri capannoni (ribadendo che la posa degli impianti permetterebbe anche la contestuale rimozione/sostituzione di molte coperture in eternit ormai obsolete e almeno parzialmente degradate); 

Di promuovere, anche tramite l’istituzione di un apposito sportello, l’installazione di piccoli impianti famigliari al fine di creare una sensibilità diffusa nei confronti del problema energetico, nonché favorire un’equa e collettiva distribuzione degli utili resi possibili dagli incentivi distribuiti grazie a una tassa che colpisce tutti i consumatori; 

Di modificare eventuali vincoli urbanistici che vietino o ostino l’installazione di pannelli fotovoltaici/solari sui tetti delle abitazioni comunali, disciplinandone l’utilizzo corretto.

Ultimo aggiornamento ( giovedý 06 maggio 2010 )