CAMPANIA: Il Vesuvio come contenitore di rifiuti
Una storia vera, nonostante le apparenze ...
La storia che vorrei raccontare riguarda non una città, ma un territorio. Il luogo è Terzigno, piccolo comune in provincia di Napoli, coinvolto, come tutta la Campania in quella storia di malaffare chiamata "emergenza rifiuti", che dovrebbe chiamarsi invece "crisi rifiuti" o "affaire rifiuti". Che c'entra Terzigno ? ...

Terzigno, 23 kmq. di cui soltanto un terzo occupato da costruzioni, ha buona parte del territorio comunale che ricade nel Parco Nazionale del Vesuvio. Quest'ultimo non serve che vi spieghi cos'è. Bene, un'oasi felice si potrebbe pensare.

Ma nell'estate del 2007 il capo della Protezione Civile Nazionale con il governo in carica di allora pensò di utilizzare le cave dismesse del Vesuvio come contenitori per i rifiuti. 
"Elementare" avrebbe detto Holmes. Purtroppo in passato le cave erano già state utilizzate come contenitori di rifiuti. Vi furono molte proteste.

Cambiò il governo. Pensate che quel proposito scellerato sia rientrato?

Macchè. Il proposito andò avanti. Ma questa volta il sindaco di Terzigno era totalmente favorevole alla discarica, nonostante una delibera del consiglio comunale avesse all'unanimità detto di no allo sversatoio. Continuarono le proteste, ma la discarica si fece, con la militarizzazione del sito, la cementificazione del Parco con la costruzione degli impianti che connettono ad una discarica.

Ora abbiamo uno sversatoio autorizzato per legge in un Parco Nazionale, con un impianto militarizzato, dove ... 
Ma forse vi sto annoiando. Mi rendo conto che la storia raccontata sembra assurda, che più assurda non si può.
Invece è la verità.
Vi invito a guardare - se volete - il blog che racconta di questo: Vesuvio e Nuvole - http://blog.libero.it/sottoilVesuvio, dove troverete alcune notizie.
Faccio parte di un comitato che dal 2007 si sta opponendo ad una simile assurdità. Abbiamo costituito una "rete" di associazioni e comitati di alcuni comuni vicini, interessati dallo stesso problema.

Anna Rita Ranieri

Ultimo aggiornamento ( domenica 17 gennaio 2010 )