| L'edilizia cittadina vista dal Commissario Montalbano ... |
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Tratto da Andrea Camilleri, La caccia al tesoro. Tri quarti d'ura appresso, faciva la rotatoria e imboccava via dei Mille. Sorpassò il camposanto e continuò ad acchianare tra dù ali di cimento, grigi falansteri a mità tra un càrzaro messicano d'alta sorveglianza e un manicomio-bunker per pazzi furiosi e assassini visti come l'incubo di un pazzo furioso e assassino. Quella viniva chiamata, va a sapiri pirchì, edilizia popolare ... Secunno 'sti genii dell'architettura, il popolo doviva bitare in case che appena 'nfilavi la chiavi nella porta e ci trasivi per la prima volta, i muri accomenzavano a sbriciolarsi sutta ai tò occhi come gli affreschi sotterranei quanno ci arriva l'aria e la luci. Quanno era nico qualichi volta sò zio l'aviva portato da 'nmico che aviva la campagna da quelle parti e lui quella strata, allura trazzera, se la ricordava che era, a mano dritta, tutta un gran bosco di maestosi aulivi saraceni e, a mano dritta, 'na distesa di vigne a perdita d'occhio. "Ma pirchì me la piglio tanto ?" si spiò. Andrea Camilleri, La caccia al tesoro, Sellerio Editore |
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| Ultimo aggiornamento ( luned́ 28 giugno 2010 ) |