Lettera aperta al Sindaco di Savigliano (Cuneo)
Due "normali" cittadini (papà e figlia) hanno acquistato una intera pagina di un giornale locale per dialogare direttamente con il "loro" Sindaco. Un metodo certamente costoso ma anche molto aperto, segnale chiaro di una ricerca di dialogo tra cittadini/comunità ed amministratori. Al momento il Sindaco non ha ancora dato alcuna risposta ...

 

Savigliano, lì 1 dicembre 2010

Egregio Signor Sindaco Sergio Soave,
Le scrivo questa lettera riguardante il fotovoltaico  in fase di costruzione a LEVALDIGI, in strada Vottignasco 31-33 località Valentino. Sono tanti i motivi perché io ed altre persone in tutta ITALIA, non siamo favorevoli alla costruzione di pannelli fotovoltaici su terreni agricoli.

Il  primo motivo riguarda:
IL PAESAGGIO DELLA CAMPAGNA: perché rovinare un così bel posto, pieno di Natura, che Lei sa perfettamente, sta SCOMPARENDO a causa dell’uomo ed alla sua voglia di denaro?

Il secondo motivo, molto importante è questo:
GLI ANIMALI: Si sa che a LEVALDIGI vi sono molte specie di MAMMIFERI, RETTILI, INSETTI ED UCCELLI  PROTETTI DALLA LEGGE, io mi sono documentata su questo ed ora le elencherò quel che ho scoperto.

In primis la legge 11 FEBBRAIO 1992, N. 157 dice che:  NORME PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA OMEOTERMA E PER IL PRELIEVO VENATORIO.

E che con questa legge lei sa benissimo che la fauna selvatica va protetta, e tra gli animali protetti a Levaldigi vi sono varie specie in via di estinzione che vivono sotto terra molto importanti per l’ecosistema:

TALPA ( talpa europea )
RICCIO (erinaceus europaeus)
FORMICA ROSSA (rufa)
TOPORAGNO COMUNE
NOTTOLA

ANIMALI CHE VIVONO NELLE BEALERE :  

RANE (rana esculenta)
ROSPI (bufo bufo)

ED INFINE TUTTE LE SPECIE ANIMALI IN VIA DI ESTINZIONE CHE VIVONO SUL TERRITORIO DI LEVALDIGI:

MANTIDE RELIGIOSA (mantis religiosa)
VOLPE ( che da come ho potuto sapere, la VOLPE è un animale protetto che LO STATO DOVREBBE PROVVEDERE ALLA CURA E PREVENZIONE DELLA RABBIA E DELLA ROGNA SARCOPTICA, MA VISTI I COMMERCI DELLA PELLE E DELLA LUNGA CODA CHE SI USA PER PELLICCE LA CACCIANO USANDO LA SCUSA DELLE GALLINE)
LEPRE
MINI LEPRE

PRECISO CHE LA RECINZIONE DI QUESTO IMPIANTO DI PANNELLI FOTOVOLTAICI E’ COSTITUITA DA RETE METALLICA VERDE INTERRATA CHE OSTRUISCE IL PASSAGGIO DELLA PICCOLA  FAUNA SELVATICA CHE VIVE SOTTO TERRA DA ME SOPRAELENCATA CHE PUO’ RIMANERE INTRAPPOLATA E PERDERE L’ORIENTAMENTO NEL SOTTOSUOLO, RIMANENDO OBBLIGATA A GIRARE IN TORNO ALLA RECINZIONE STESSA, QUINDI NON E’ RITENUTA A NORMA A LIVELLO PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA IN VIA DI ESTINZIONE.

Nel permesso da lei dato per costruire un IMPIANTO DI FOTOVOLTAICO SUI TERRENI AGRICOLI qui a Levaldigi, come comune avete fatto il regolamento di valore massimo KW 200 su terreni di PRIMA  e SECONDA CATEGORIA (OVVIAMENTE FERTILI, e ci siamo vantati su questo. Sui terreni di TERZA e QUARTA categoria (OVVIAMENTI FERTILI ), non avete previsto alcun chè! Quindi qualsiasi individuo che voglia fare un IMPIANTO DI FOTOVOLTAICO SUI TERRENI AGRICOLI da UNO a MILLE GIORNATE PIEMONTESI, può fare tutto ciò che vuole da:

1 KW A 1000 KW, senza alcun regolamento.

Tutto ciò che compete questro vostro “REGOLAMENTO” da parte mia e da tante persone qui in Italia contrari ai PANNELLI FOTOVOLTAICI SUI TERRENI AGRICOLI, andava fatto diversamente ossia:

1.    CONCESSIONE EDILIZIA ONEROSA
2.    CAMBIO DESTINAZIONE TERRENO, DA AGRICOLO A INDUSTRIALE
3.    QUANT’ALTRO DI ONEROSO PERCHE’ UN TERRENO AGRICOLO ALLA FINE DELLA FIERA E’ DIVENTATO EDIFICABILE SENZA ONERI, PERCHE’ LA PROPRIETA’ E’ UN’ AZIENZA AGRICOLA.

Mi sono documentata inoltre, sul discorso della tutela dell’ambiente, ed ho letto le seguenti leggi:

CORTE COSTITUZIONALE 26 MAGGIO 2010, N.193
La Corte Costituzionale si pronuncia sull’assetto delle competenze in materia di “TUTELA” dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali e sul contenuto e i limiti della podestà normativa regionale.

E dice in poche parole che:
Le Regioni sono tenute a rispettare dalle leggi statali,le quali, per quanto riguarda la tutela, prevedono il conferimento alle Regioni di precise funzioni amministrative, imponendo per il loro esercizio il rispetto del principio di cooperazione tra Stato e Regioni,e, per quanto riguarda le funzioni di valorizzazione, dettano i principi fondamentali che le regioni stesse sono tenute ad osservare. Motivo per cui sono costituzionalmente illegittime le disposizioni con le quali un legislatore regionale consente l’esercizio dell’attività venatoria nell’ambito di zone classificate come aree protette, disponga autonomamente-al di fuori di ogni forma di cooperazione con lo STATO- l’assegnazione di compiti di tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio culturale ai gestori dei parchi naturali e delle riserve speciali, alteri l’ordine di prevalenza che la normativa statale ha fissato tra gli strumenti di pianificazione paesaggistica.  
In relazione alle competenze legislative il nuovo ART.117 della Costituzione Italiana, nel comma 2,
lett.  S, attribuisce la TUTELA DELL’AMBIENTE E DELL’ECOSISTEMA, alla podestà legislativa concorrente delle Regioni la disciplina di diverse materie a vario titolo afferenti al VALORE AMBIENTE, COME LA VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI E AMBIENTALI, LA TUTELA DELLA SALUTE, IL GOVERNO DEL TERRITORIO, LA PROTEZIONE CIVILE, LA PRODUZIONE, TRASPORTO,ETC….

E penso che Lei le sappia queste cose, ed in più:

CORTE COSTITUZIONALE,26 MAGGIO 2010, N.193

(PRES.AMIRANTE-REL.MADDALENA)

CONSIDERATO IN DIRITTO
1.-Il Presidente del Consiglio dei ministri ha proposto, in via principale, questione di legittimità costituzionale degli artt.5 comma1,lettera c),7, comma2, lettera a), n.3 e n. 4, e lettera d), n.1, 8, comma 4, 26, comma 1, 27, comma 3, e dell’allegato B della legge della REGIONE PIEMONTE 29 GIUGNO 2009, n.19 ( testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità).

2. – Al fine della soluzione delle questioni proposte, occorre premettere che la istituzione di aree protette statali o regionali mira a TUTELARE ed a VALORIZZARE quei territori che presentano valori culturali (E PREMETTO CHE A LEVALDIGI HANNO TROVATO IN PASSATO REPERTI ARCHEOLOGICI), paesaggistici ed ambientali, meritevoli di SALVAGUARDIA e PROTEZIONE…..
In relazione alla parte III del d.lgs. n.42 del 2004 ed, in particolare, all’art.7, comma 2, lettera a), n.4, della legge regionale PIEMONTESE, secondo il quale E’ COMPITO DI GARANTIRE, ATTRAVERSO UN PROCESSO DI PIANIFICAZIONE DI AREA, L’EQUILIBRIO URBANISTICO-TERRITORIALE ED IL RECUPERO DEI VALORI PAESAGGISTICO-AMBIENTALE.

ED IN PIU’ DICE CHE VI SONO MISURE DI MITIGAZIONE DIRETTE A MINIMIZZARE L’IMPATTO AMBIENTALE NEGATIVO.

Molti, me compresa, ritengono che  I PANNELLI FOTOVOLTAICI SUI TERRENI AGRICOLI provochino un IMPATTO AMBIENTALE, visto che a vederli non sono così belli come un tramonto, una stesura di campi verdi, una piantagione di mais, una piantagione di ULIVI, COM’E’ SUCCESSO A LECCE, un campo di grano, un campo di girasoli, di soia, e di qualsiasi cosa che faccia parte del ciclo NATURALE DELLA VITA, quindi Le chiedo cortesemente questo:

Se lei vivesse  qui, ed al mattino appena sveglio si affaccia al balcone preferisce vedere un campo di girasoli o di pannelli fotovoltaici?
So anche che in teoria non si potrebbero fare vicino ad abitazioni, eppure lì ci sono io che ci vivo, ed i miei vicini.
Quando abbiamo progettato casa mia, avevo fatto la domanda per avere il tetto spiovente innanzi all’ingresso della casa visto i danni atmosferici causati da neve e pioggia sulle mura e sulle eventuali porte e finestre,ci è stato negato per IMPATTO AMBIENTALE SUL TERRITORIO PAESAGGISTICO DELLA CAMPAGNA, ed io mi chiedo:

MA I PANNELLI FOTOVOLTAICI NON ROVINANO L’ESTETICA PAESAGGISTICA DELLA CAMPAGNA?! SI, E COME SI, SONO ORRIBILI DA VEDERE OLTRE CHE AD ESSERE DANNOSI ANCHE PER GLI UCCELLI, ed ora le spiego il perché.

Essendo io un’ animalista e naturalista, so che gli uccelli hanno bisogno di un enorme quantità di alberi per poter sopravvivere, e so che ci sono specie di uccelli che servono per le piantagioni di mais e di altro, queste povere bestiole, al minimo riflesso di luce nei vetri so che vanno a sbatterci contro, e so per certo che i pannelli fotovoltaici, come le pale eoliche sono allo stesso livello dei cacciatori. A Levaldigi vi sono molte specie di uccelli protetti uccisi anche dal permesso di caccia sempre situato in località Valentino. Ora le elenco le specie,che da 15 anni fa quando mia mamma aveva acquistato la casa,     ad ora ho visto quasi del tutto scomparire:

AIRONE BIANCO MAGGIORE
AIRONE CINERINO
ALLOCCO
BARBAGIANNI
BALESTRUCCIO
CALANDRELLA
CARDELLINO
CINCIA ALLEGRA
CINCIA MORA
CINCIA BIGIA
CIVETTA
CIUFFOLOTTO
CODIROSSO
COLOMBELLA
CORVO IMPERIALE
CUCULO
FRINGUELLO
GHEPPIO
GUFO COMUNE
PASSERA SCOPAIOLA
PASSERO SOLITARIO
PENDOLINO
PETTIROSSO
PICCHIO MURATORE
PICCHIO VERDE
PICCHIO ROSSO MAGGIORE
PICCIONE SELVATICO
POIANA
RONDINE
TORTORA DAL COLLARE ORIENTALE
TORDELLA
USIGNOLO
UPUPA
VERDONE

E QUESTI SONO TUTTI UCCELLI PROTETTI E NON CACCIABILI, E TRA  CACCIA E IL FOTOVOLTAICO MAN MANO STANNO SCAPPANDO DALLA PAZZIA UMANA.

Tramite proprio il vostro comune a Febbraio 2011 farò la domanda per avere alberi per recupero ambientale alla REGIONE PIEMONTE, a cui spiegherò i motivi di questo bisogno urgente di alberi, e provvederò a salvaguardare io stessa gli uccelli, scoiattoli ed i vari insetti che vivono sugli alberi. Tornando al discorso della tutela dell’ambiente e dei beni culturali, ho letto alcune pagine di un libro di LORENZO CERA che parla della STORIA DI LEVALDIGI, che integra anche la STORIA DI SAVIGLIANO O DEL PIEMONTE e fa capire il lungo viaggio dell’uomo nel rapporto di affezione alla sua terra.
Questo libro racconta di come il primo agglomerato di case si formarono al tempo della calata dei CELTI, ed in seguito divennero uno dei tanti “pagi” romani che si svilupparono lungo le strade di secondaria importanza. La presenza ROMANA è testimoniata in LEVALDIGI da numerosi ritrovamenti archeologici che forniscono indicazioni attendibili circa il passaggio delle strade e l’ubicazione di are votive, loculi funerari e case. In poche parole a Levaldigi potrebbero esserci nei campi, reperti archeologici di notevole rilevanza nel sottosuolo, per tanto bisognerebbe accertarsi che non ci sia nulla prima di andarci a costruire sopra. Ed in più, mantenere le origini della STORIA, sono fondamentali per la conoscenza, non che mi si abbattono CASCINALI STORICI E COSTRUIRE VILLETTE A SCHIERA MODERNE, come in p.zza a LEVALDIGI, e quando chiedi di ristrutturare una casa mantenendo le sue origini, le origini del posto, e tutta la natura intorno, ti vengono negati permessi!! E’ ingiusto!
Mi rimane da dirle ancora un paio di cose per quanto riguarda l’impatto ambientale che si chiama:

PROCEDURA
La procedura di VIA è un insieme di:
•    Dati tecnico-scentifici su stato, struttura e funzionamento dell’ambiente;
•    Dati su caratteristiche economiche e tecnologiche dei progetti;
•    Previsioni sul comportamento dell’ambiente e interazioni tra progetto e componenti ambientali;
•    Procedure tecnico-amministrative;
•    Istanze partecipative e decisionali ( PARTECIPAZIONE PUBBLICA)
•    Sintesi e confronto fra costo del progetto e dei suoi impatti e benefici diretti/indiretti del progetto.

Nella via sono valutati e computati effetti diretti o indiretti, a breve o lungo termine, permanenti o temporanei, singoli o cumulativi.
La VIA viene effettuata considerando i seguenti fattori ambientali, anche in correlazione tra di loro:

•    Essere umano
•    Suolo,acqua,aria,fattori climatici e paesaggio
•    Beni materiali

E’ evidente che, dovendo confrontare in termini monetari benefici e danni apportati da un progetto a questi fattori, un aspetto molto delicato è l’attribuzione di un valore economico ad essi. Per fare un esempio semplificato, nella VIA di una attività molto inquinante andrà dato un valore all’aumento dei posti di lavoro così come al probabile aumento di malattie nei residenti, ed i due valori andranno confrontati.

E mi sembra che L’IMPATTO AMBIENTALE CON I PANNELLI FOTOVOLTAICI SUI TERRENI AGRICOLI CI SIA IN MANIERA NOTEVOLE!

In fine vorrei ricordarle una legge molto importante:

DPR 380/01 REVOCA PERMESSO IN AUTOTUTELA che dice:

ESERCIZIO DEL POTERE DI AUTOTUTELA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DIRETTO ALLA RIMOZIONE DI UN PERMESSO DI COSTRUIRE VIZIATO DA ILLEGITTIMITA’ ORIGINARIA; L’ANNULLAMENTO PUO’ ESSERE EFFETTUATO SOLTANTO QUANDO SUSSISTA UN INTERESSE PUBBLICO CONCRETO ED ATTUALE, PREVALENTE RISPETTO A QUELLO PRIVATO VOLTO ALLA CONSERVAZIONE DEL PROVVEDIMENTO.
POICHE’ GLI EFFETTI DELL’ANNULLAMENTO SONO EX TUNC, OSSIA RETROAGISCONO AL NUMERO DI FORMAZIONE DELL’ATTO, L’ANNULLAMENTO DEL PERMESSO ATTRIBUISCE CARATTERE DI TOTALE ABUSIVITA’ ALL’EDIFICIO CHE FRATTANTO SIA STATO REALIZZATO. L’ART.38 DEL D.P.R. 380/01 DETERMINA LE SANZIONI AMMINISTRATIVE APPLICABILI, UNA VOLTA RIESAMINATA LA PROCEDURA ALLO SCOPO DI ELIMINARE I VIZI RISCONTRATI, OVE POSSIBILE. L’ANNULLAMENTO DI UN PERMESSO DI COSTRUIRE PUO’ DISCENDERE ANCHE DA UNA DECISIONE GIURISDIZIONALE (A SEGUITRO DEL RICORSO AL TAR O AL CONSIGLIO DI STATO IN GRADO D’APPELLO) O AMMINISTRATIVA (RICORSO STRAORDINARIO AL CAPO DELLO STATO). L’ANNULLAMENTO GIURISDIZIONALE VIENE PRONUNCIATO QUANDO IL PERMESSO SIA VIZIATO PER ECCESSO DI POTERE, INCOMPETENZA     O VIOLAZIONE DI LEGGE. IL PRESUPPOSTO DELLA SUSSISTENZA DELL’INTERESSE PUBBLICO O DELLA VALUTAZIONE DEL LUNGO LASSO DI TEMPO TRASCORSO DAL MOMENTO DEL RILASCIO DEL PROVVEDIMENTO SONO DEL TUTTO TRASCURATI DAGLI ORGANI DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA. LA LEGGE PREVEDE, INFINE, CHE TANTO LO STATO QUANTO LE REGIONI POSSANO INTERVENIRE D’UFFICIO PER ANNULLARE UNA CONCESSIONE EDILIZIA ILLEGITTIMA.
 
IMPUGNAZIONE:

Mezzo attraverso il quale il privato può far valere i propri interessi contro un permesso di costruire illegittimo; tecnicamente si intende per tale il ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale), unitamente alla sua fase di appello in Consiglio di Stato, ed il ricorso straordinario al Capo dello Stato (entro 60 giorni dalla piena conoscenza del permesso il primo, entro 120 giorni il secondo); altre forme di tutela dei propri interessi sono le istanze al sindaco ed alla regione perché esercitino il loro potere autonomo di annullamento.
Chi procede all'impugnativa di un permesso di costruire mediante ricorso giurisdizionale deve essere titolare di un interesse giuridicamente qualificato e differenziato.
La giurisprudenza ha in più occasioni negato l'esistenza di un'azione popolare (non riconoscendo a "chiunque" la possibilità di impugnare il provvedimento d'assenso), anche se negli ultimi anni si è mossa in modo più aperto verso un riconoscimento della legittimazione ad organismi esponenziali di interessi collettivi (es. comitati di quartiere).
La giurisprudenza amministrativa ha dato rilievo, per riconoscere la legittimazione ad un soggetto, alla circostanza che lo stesso si trovi in un "insediamento abitativo" e quindi in una posizione differenziata rispetto ad altri soggetti.
Per le associazioni culturali e protezionistiche (Italia Nostra, WWF ecc.) la suprema Corte ha in più occasioni manifestato una posizione sfavorevole, mentre appare più favorevole quella dei giudici di merito.
 
Mi sembra che ci siano tutti i presupposti per la revoca del permesso di costruzione in autotutela che questo COMUNE dovrebbe mettere in atto per tutte le motivazioni che le ho elencato in questa mia lettera:

1.    TUTELA DELL’AMBIENTE
2.    IMPATTO AMBIENTALE
3.    SALVAGUARDIA DELLA FAUNA SELVATICA
4.    SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DEI CITTADINI CHE PER INTERESSE DI UNO O POCHI VA A DANNEGGIARE GLI INTERESSI AMBIENTALI DI TANTISSIME PERSONE CHE SONO LA MAGGIORANZA!!!!

Per questo le allego una petizione CONTRO LA COSTRUZIONE DI QUESTO IMPIATO DI PANNELLI FOTOVOLTAICI SUI TERRENI AGRICOLI DI LEVALDIGI, (NON ESISTONO IN PIANURA TERRENI DI  PRIMA, SECONDA, TERZA E  QUARTA CATEGORIA, PERCHE’ QUESTE TERRE SONO STATE BONIFICATE E FINO A IERI, VUOL DIRE ANNO 2009/ 2010 ERANO COLTIVATE A MAIS, ORZO, GRANO, E FAGIOLI (MOLTO IMPORTANTI, I FAGIOLI, PER L’AGRICOLTURA LEVALDIGESE).

Con questa lettera chiediamo l’immediato annullamento della costruzione di questo IMPIANTO DI FOTOVOLTAICO per  AUTOTUTELA (vedi art.380/01 sopraelencato),  per la tutela della fauna selvatica e dell’ambiente come da leggi scritte e di tutte le motivazioni da me elencate in questa lettera. Se lei non ritiene giusta o ritiene che i motivi non siano validi, venga lei stesso con il Comune a osservare cosa sta succedendo a Levaldigi.
 Le allego oltre alla PETIZIONE, tutte le normative con cui mi sono documentata, per poter scriverle questa lettera che spero legga e ne faccia buon uso per la popolazione e per l’agricoltura LEVALDIGESE.  Levaldigi è bella com’è stata creata, non roviniamola!!                                                                                 

•    ART. 9 della COSTITUZIONE
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
•    Inoltre chiediamo come e dove smaltiranno i liquami dell’allevamento di maiali.
•    Pagheranno l’ICI visto che hanno costruito su ampio terreno ed inoltre il locale tecnico, secondo noi, è una villetta (molto alta) e non nelle misure tecniche alt. 3 m x 55 mq senza onere è buon affare.
•    Chiediamo inoltre una reale fideiussione per lo smaltimento e la revoca dopo il 25° anno l’istallazione di nuovi pannelli.
•    Contestiamo il progetto presentato perché si prende in considerazione ciò che viene proposto, senza verificare la realtà (fauna, flora, terreni fertili, rumori, inquinamento, i rilievi dell’ARPA, l’ISPSEL, guardia forestale, l’ENPA, e tutte le categorie inerenti a ciò che si sta realizzando su dei terreni agricoli fertili), quindi chiediamo che codesto comune si faccia carico della sospensione per autotutela  nei confronti della comunità, sia in generale che quella della località Valentino di Levaldigi costituita da un buon numero di nucleo abitativo, e delle problematiche elencate in questa relazione.
Seguono n° 329 firme di cittadini (per adesso).

Cordiali saluti. 

In fede: Figlioli Chiara e Figlioli Vincenzo

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 07 gennaio 2011 )