Linee Guida per le Rinnovabili: tutto da rifare in Puglia !
Così si fa il gioco delle Lobbies colonizzatrici della Green Economy Industriale e si fa finta di non aver sentito l'allarme Mafia lanciato da Pisanu.
“Linee Guida”, o “Linee di Giuda” per tradire ancora il nostro territorio e svenderlo per “trenta denari” a chi vuole solo martoriarlo per fame di potere?
Il Forum Ambiente e Salute lancia l'allarme: le cosiddette “Linee Guida”, che sta per adottare la Regione Puglia, in tema di regolamentazione dei mega-impianti di fotovoltaico e eolico, alla luce delle bozze formulate e delle prime rivelazioni delle associazioni, quali la LIPU, che siedono al tavolo tecnico, stanno risentendo in maniera grave e pericolosa per il territorio delle forti pressioni dell'aggressiva Lobby che, su questi impianti speculativi e di alto impatto sull'ambiente, sta radicando il suo potere.

 

La vittima sacrificale sull'altare di questa “frode verde”, ai danni delle Casse dello Stato, e che si nutre anche della buona fede dei cittadini, pare essere proprio il Grande Salento: le “Linee Guida” finora formulate, e che dovrebbero essere approvate in gennaio dalla Regione, in contraddizione grave con lo stesso nuovo Piano Paesaggistico Regionale (PPTR), tengono fuori dalla massima protezione ampissime aree del Salento, territorio che, invece, per le sue peculiarità, la Provincia di Lecce, nel PTCP ( Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ), aveva indirizzato verso la massima tutela con l'istituzione di un vero e proprio esteso “Parco Naturale dei 100 Comuni”. Nelle nuove Linee Guida, quali territori da proteggere, ricadenti nei coni visuali di luoghi particolari prescelti, rientrano ad oggi solo la località di Torre S. Emiliano a Otranto e quella del Santuario di S. Maria di Leuca; entrambi coni visuali che già si prevede di oltraggiare con la follia del mega-impianto eolico in alto mare nel Canale d'Otranto, l'impianto nel mare di Tricase che se realizzato davvero falcidierebbe gli uccelli migratori date le importanti rotte internazionali per l'avifauna che da lì passano. Due coni visuali che di fatto non permettono di tutelare dallo “stupro delle mega-torri eoliche” e dai “lager dei morti deserti di fotovoltaico” il prezioso entroterra salentino, che costituisce il vero habitat vitale della quotidianità degli oltre un milione e mezzo di abitanti del Grande Salento.

Un crimine disumano, dunque, contro l'umanità, quello che la Regione Puglia si appresterebbe a perpetrare in maniera recidiva con queste “Linee Guida” se l'entroterra non sarà tutelato, e se le Linee Guida non saranno applicate anche a tutti gli impianti in iter autorizzativo, o in via di realizzazione, che già da soli “bastano e avanzano” per la totale catastrofica devastazione di tutto il territorio; una calamità artificiale disumana e senza precedenti nella storia della civiltà occidentale!

Pertanto il Forum Ambiente e Salute interviene con forza per chiedere che siano immediatamente incluse nella protezione, e in maniera retroattiva, tutte le aree rurali dell'entroterra salentino: il Parco dei Paduli – Bosco Belvedere, nel cuore del Sud Salento, progetto pilota per il paesaggio nel nuovo PPTR, e già nel PTCP della Provincia di Lecce, deve essere incluso tra le aree di massima tutela, così la Collina dei Fanciulli e delle Ninfe di Giuggianello-Palmariggi-Minervino, e ancora la Grecìa Salentina, l'Arneo, il Capo di Leuca, etc. ( cfr. per completezza il documento sottostante ); così i punti più alti delle Serre Salentine, come il Colle di Sant'Eleuterio in agro di Parabita, devono essere assunti per i coni visuali paesaggistici da proteggere.

Consideriamo una vergogna ed un'infamia addurre motivazioni di carattere finanziario, quali l'eventuale richiesta di risarcimento danni alla Regione da parte delle ditte, per non adottare “Linee Guida” davvero virtuose e retroattive, orientate alla vera protezione del paesaggio-Bene Pubblico quanto l'acqua e l'aria, che non ha prezzo!

Il valore per la qualità di vita di ogni pugliese che l' “orizzonte quotidiano”, il paesaggio costituisce, la catastrofica ovvia previsione di devastazione biblica, che i progetti ad oggi presentati provocherebbero se realizzati, già bastano per obbligare questa Regione Puglia ai suoi doveri istituzionali civili e morali, sin' oggi disattesi, per il varo della moratoria di tutti i progetti industriali, cioè non per produrre energia per autoconsumo, di eolico e fotovoltaico in aree agricole o in mare, in itinere o in via di realizzazione; ma si aggiunge oggi, anche, la denuncia della Commissione Bicamerale Antimafia, presieduta dal sen. Giuseppe Pisanu, che ha posto il sigillo di conferma sulle miriadi di denunce che da più parti sono giunte, dal mondo civile, politico e dell'informazione, nonché dalla Magistratura e da tutte le Forze di Polizia nazionali e persino europee ( Europol ): questo settore della “Green Economy Industriale” è fortemente inquinato, sin nelle sue radici più profonde, dalla malavita e da tutte le mafie ( Camorra, Mafia siciliana, Sacra Corona Unita, Mafie internazionali e forse anche la stessa Mafia cinese ), ed è favorita in loco, in Puglia e in particolar modo nel Salento, da una “Mafia Borghese” ( espresisone, questa, coniata ad hoc dallo stesso Pisanu ) collusa strettamente con la politica, con le Banche, con l'imprenditoria più spregiudicata e affaristica, nonché con la bassa malavita territoriale.

Continuare, pertanto, ancora ad utilizzare il potere politico per favorire questa grande frode devastatrice dell'ambiente, chiamata “Gren Economy Industriale”, nelle forme che essa ha assunto nella povera Puglia, vuol dire continuare a ingannare la gente, continuare a frodare lo Stato e le tasche dei cittadini, offrire alla malavita facili forme per il riciclaggio del denaro sporco e la moltiplicazione degli introiti che finiranno per finanziare i loschi affari delle mafie medesime, vuol dire legittimare l'illegittimabile degrado mafioso della politica locale, vuol dire fare scempio dell'ambiente inneggiando ad un' “ecologia” snaturata e vilipesa nella sua essenza; non varare l'urgente moratoria e procrastinarne l'assunzione, adottare le Linee Guida viziate e depauperate da Lobbies politico-imprenditoriali corrotte, vuol dire, da parte dell'Ente Regione Puglia divenire complice di tutto questo sporco assurdo sistema!


Forum Ambiente e Salute – Salento
Rete coordinativa d'azione locale a difesa del Territorio, della Salute e della Cultura
http://forumambientesalute.splinder.com/


 


Osservazioni urgenti di integrazione sulle nuove Linee Guida adottate dalla Regione Puglia in tema di impianti industriali per la vendita prioritaria e non per autoconsumo dell’energia prodo
tta.

Alla cortese attenzione di:

Nicola Vendola
Presidente della Regione Puglia

Lorenzo Nicastro
Assessore all'Ecologia della Regione Puglia

Angela Barbanente
Assessore all'Assetto del Territorio, Paesaggio, Aree Protette e Beni Culturali, Urbanistica, Politiche abitative

Loredana Capone
Vice-presidente,
già firmataria della lettera d'impegno del Forum per il varo della Moratoria di tutti gli impianti industriali di energie rinnovabili in aree agricole, per altro una salentina facente parte di quella amministrazione provinciale che si impegnò per il Salento come Parco, sancendolo nel suo PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale).

Dario Stefàno
Assessore alle Risorse agroalimentari - Agricoltura, Alimentazione, Riforma Fondiaria, Caccia e pesca

all'associazione LIPU – Puglia ONLUS - ( Lega Italiana Protezione Uccelli )

all'associazione Italia Nostra ONLUS

agli organi di stampa

Si interviene con urgenza nella questione “nuove linee guida adottate dalla Regione Puglia in tema di impianti industriali per la vendita prioritaria e non per autoconsumo dell’energia prodotta”, allarmati dalle notizie diffuse in merito dalla stampa a seguito di comunicati stampa regionali, che fanno temere che le linee guida sin ad oggi abbozzate dalla giunta e dai funzionari regionali siano difettose e mancanti di importanti punti atti a tutelare il territorio salentino, per la sua unicità, dall’assalto deturpante e speculativo che sta connotando il settore Green Economy Industriale. Premettiamo l’importanza di quanto stabilito dalla Provincia di Lecce nell’adozione del suo PTCP, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, che parlava di Salento come di una sub-regione dalla peculiarità di “Parco naturale”, e tale da gestirsi amministrativamente nella direzione della istituzione dello stesso, dal punto di vista amministrativo a consolidamento delle sue connaturate peculiarità.

Perché gli sforzi profusi nella realizzazione del virtuoso PPTR, il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, non siano vanificati da questi progetti di mega-eolico e fotovoltaico industriale (per la vendita e non per autoproduzione dell’energia) in aree agricole, il loro blocco è un atto di coerenza irrinunciabile, per la credibilità stessa del piano medesimo. Senza tale atto di revoca delle autorizzazioni, quel piano sarebbe solo un castello mistificatorio di inganni fondato su un concetto di paesaggio rurale e naturale carico di suggestioni antiche che nell’intero Salento non potrebbe più avere oggettivamente alcuna coerente seria e onorevole applicazione.

Anche per questo motivo nell’adozione delle nuove linee guida, in tema di impianti industriali di energia rinnovabile, volti alla vendita della energia elettrica prodotta, ravvisiamo, dalle dichiarazioni sin’ora trapelate dagli assessori regionali, una intollerabile ed inspiegabile sottostima della valenza paesaggistica del Salento.
 

MACRO-AREE DA TUTELARE E DA AGGIUNGERE
Vi è tutta la macro area del Parco dei Paduli-Bosco Belvedere da estendere con comprensione anche dell'hinterland di Maglie, quella della Grecìa Salentina, quella dell'Arneo, delle Serre Orientali (tra cui proprio la Collina dei Fanciulli e delle Ninfe) e di quelle Occidentali, quella del Capo di Leuca, quella dell’antica Foresta di Lecce – hinterland leccese, la Valle della Cupa, Parco del Negramaro, Terre di Acaya e Roca, Zona Laghi Alimini ed entroterra fino al parco di Torcito in agro di Cannole e Pinete di Stigliano in agro di Carpignano salentino, Parco Otranto-Santa Maria di Leuca, versante Jonico Nardò-Gallipoli-S. Maria di Leuca, Canale d’Otranto, etc. che devono essere preventivamente incluse ed esplicitate nelle nuove linee guida regionali quali aree di massima valenza paesaggistica, in cui interdire l’ubicazione di tali impianti.
 

CONI VISUALI DA INSERIRE

Allo stesso modo è carente, e oseremmo dire offensiva, alla luce del rinomato e riconosciuto valore paesaggistico del Salento, la quasi nulla individuazione di quei panorami con fuoco-punto di osservazione in luoghi specifici e significativi dai quali tutelare tutto il paesaggio ricadente nei concomitanti coni visuali. Ci è parso di capire che per la provincia di Lecce si sia individuato soltanto, a tal proposito, il sito di Torre S. Emiliano sulla costa otrantina, e quello del Santuario di Finibus Terrae a Leuca, entrambi nel già parco costiero Otranto-Santa Maria di Leuca; una vera e propria offesa all’entroterra salentino e alla costa sul Golfo di Taranto. Si devono necessariamente aggiungere per il Salento a questi numerosissimi altri luoghi significativi i cui coni visuali devono individuare paesaggi in cui al grado massimo interdire l’ubicazione degli impianti suddetti; solo, ad esempio, il punto di osservazione della stessa chiesetta di San Giovanni sulla Collina dei Fanciulli e delle Ninfe di Giuggianello-Palmariggi-Minervino di Lecce, quello del Santuario di Montevergine di Palmariggi, quello della Serra della cripta di Coelimanna a Supersano, quello della Madonna della Serra in Ruffano, quello della Serra di S. Eleuterio tra Collepasso e Parabita, quello della Serra di Torre Cumirri nel feudo di Corigliano d'Otranto, e quello del castello nel centro storico di Corigliano, visuale dal centro storico dal castello di Specchia, dal castello di Neviano e visuale dall’Ecomuseo di Macugno, acropoli centro storico di Cannole, acropoli centro storico Ugento, chiesa Crocifisso Ruffano-Casarano, belvedere Serra di Martignano-Calimera, Serra o Pianoro del Foderà punto di osservazione sito archeologico di Apigliani in agro di Martano, e ancora il faro dell’isola di Sant’Andrea in Gallipoli, Porto Cesareo, Torre Uluzzo in Nardò, etc.

Sui punti di criticità delle linee guida nazionali da approfondire in sede di adozione di linee guida regionali segnaliamo con perentoria urgenza, senza pretesa di esaustività i seguenti punti:

   1. la distanza delle torri dalle strade e dalla case che non può essere inferiore alla gittata massima di frammento di pala (calcolata per i mega aerogeneratori non inferiore ai 600 m.) a tutela della salute e non può non considerare rilevanti dal punto di vista giuridico le case regolarmente denunciate nel catasto ma prive di agibilità;

   2. la previsione di un capitale sociale minimo per il proponente non inferiore ad almeno la metà dell'importo richiesto per la riduzione in pristino all'esito della durata naturale del parco per evitare il fenomeno degli "sviluppatori";

   3. l'importanza del Salento come zona di stazionamento e ripopolamento dell'Avifauna;

   4. esclusioni dei territori per i quali è stato conseguito il riconoscimento di DOC IGP ect.;
 
   5. rilevanza in virtù del principio di precauzione dei siti in cui si sono rinvenute EVIDENZE ARCHEOLOGICHE.

Altri elementi andrebbero approfonditi.

Forum Ambiente e Salute – Salento
Rete coordinativa d'azione locale a difesa del Territorio, della Salute e della Cultura
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Ultimo aggiornamento ( mercoledý 19 gennaio 2011 )