La Regione Toscana spiega le scelte per il fotovoltaico a terra
A cura del Comune dei Cittadini di Campiglia Marittima (Livorno).
Lo avevamo detto e siamo stati inascoltati dalle amministrazioni. Vediamo se l’assessora regionale Anna Marson avrà più fortuna. Richiamiamo i nostri Comuni a ravvedersi, finchè sono in tempo. Il danno che stanno facendo alla nostra agricoltura e al futuro di questo territorio è enorme. Possibile che non abbiano ancora imparato ad ascoltare?

 

Dopo l’entrata in vigore delle linee guida nazionali in materia di fonti di energia rinnovabile, siamo ora in attesa che le regioni le recepiscono declinando sui loro territori indicazioni e regole che possono aiutare le scelte degli enti locali, ed evitare al contempo il disordine che senza dei “paletti” precisi si può facilmente generare.

La Regione Puglia per prima ha elaborato un regolamento articolato che tiene conto di tutte le Fer mentre la Toscana ha deciso di affrontare prima l’”emergenza” ritenuta maggiore: i grandi progetti di fotovoltaico a terra. Lo scorso 15 dicembre infatti, la Giunta regionale con una delibera trasmessa al Consiglio, ha individuato come non idonee la aree agricole, definendo le possibili eccezioni per fasce di potenza dell’impianto, rivolte praticamente agli agricoltori che utilizzano il fotovoltaico per i fabbisogni energetici della propria azienda.

L’assessore regionale all’Urbanistica e territorio Anna Marson ha spiegato nella sua newsletter quali fossero in merito i timori della giunta,  timori che hanno poi indirizzato il lavoro degli assessorati al territorio, ambiente e agricoltura: «Il problema delle Fer è che la loro straordinaria incentivazione, soprattutto per produzioni industriali, spinge grandi interessi finanziari a ottenere la disponibilità di grandi estensioni di terreno, generalmente agricolo in quanto più prontamente e a minor costo utilizzabile. Questo nuovo “consumo” di suolo agricolo – ha continuato Marson – avviene senza alcun riguardo alla futura domanda di produzione di cibo e al contesto paesaggistico d’insieme, e quindi al danno potenziale a quelle attività, come agricoltura di qualità, produzione vitivinicola d’eccellenza, agriturismo, che dall’immagine del territorio traggono sostegno alla collocazione sul mercato dei propri prodotti».

La Giunta toscana con la delibera ha stilato un primo elenco delle zone dove sarà vietata l’installazione di impianti fotovoltaici a terra ponendo un limite alla diffusione in area agricola di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni (cioè superiori ai 200 kw) favorendo quelli di piccola (da 5 kw a 20 kw) e media dimensione (da 20 kw a 200 kw), e privilegiando la funzione di integrazione del reddito agricolo. Inoltre tra le aree dove non sarà possibile installare gli impianti fotovoltaici ci sono i siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, come la Val D’Orcia. Indicazioni quindi che favoriscono i piccoli impianti e la generazione diffusa e locale che è alla base della “rivoluzione energetica” da molti sostenuta e che anche il governo dovrebbe incentivare.

L’assessore Marson poi domanda: «Perché non spostare i grandi impianti di energie rinnovabili “dai campi alle officine”, usando i tetti dei capannoni industriali e commerciali e le relative aree di parcheggio, contribuendo così tra l’altro con gli incentivi erogati per il fotovoltaico a pagare la bonifica delle coperture in amianto? Solo a Prato ce ne sono migliaia e migliaia di metri quadri. La scelta finora fatta dalla Regione Toscana al riguardo, di liberalizzazione dei piccoli impianti per utenze domestiche e delle installazioni sui tetti dei fabbricati privi di valore storico architettonico, con criteri di inserimento nel paesaggio per impianti di dimensione maggiore specificati dal Piano di indirizzo territoriale regionale, è tra le più avanzate in Italia».

Nelle prossime settimane, ha informato l’assessore, saranno individuate le regole per gli impianti eolici e a biomasse, e i criteri specifici per il corretto inserimento paesaggistico di tutte le Fer. La scadenza per il recepimento è prevista per fine gennaio.

Tratto da Greenreport - http://www.greenreport.it

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 19 gennaio 2011 )