TOSCANA: Avviso di prossimo scempio a San Vincenzo (Livorno)
Il Comitato per Campiglia ci segnala il prossimo scempio della tenuta di Rimigliano, fattoria modello della Maremma (Comune di San Vincenzo, Livorno) dopo le bonifiche del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, che sarà distrutta per l'ennesima speculazione edilizia. Di questa vicenda ci siamo già occupati a partire dal 2009 (vedere qui) e ci rattrista verificare oggi che la situazione sta andando nel peggiore dei modi ...

 

A fronte della decisione dell'amministrazione comunale in carica di approvare la variante che porterà ad una nuova grave colata di cemento, annotiamo la decisione di liste civiche e comitati della Val di Cornia di agire assieme: l'unione fa la forza, non fermatevi !

Baratti e Rimigliano: s’uniscono i comitati e le liste civiche.
Le liste civiche ed i comitati della Val di Cornia si uniscono sui casi di Baratti e Rimigliano. La decisione è stata presa durante l’assemblea organizzata dal Forum di centrosinistra, lunedì sera al Palazzo della Cultura di San Vincenzo, sul piano della Tenuta di Rimigliano. Dopo l’illustrazione, da parte di Bertini, del nucleo principale delle 52 osservazioni del Forum alla variante per la Tenuta, si sono aperti gli interventi, fra i quali quelli di Massimo Zucconi (Comune dei Cittadini), Alberto Primi (Comitato per Campiglia), Daniele Quinti (Comitato “Giù le mani da Baratti”), Marina Riccucci (Università di Pisa). Zucconi ha sostenuto che «quello della Tenuta è unicamente un intervento immobiliare che rappresenterà il più grande scempio mai compiuto ai danni del nostro territorio e che, inoltre, avrà tremende ricadute economiche».

«L’amministrazione riceverà dalla proprietà, per oneri di urbanizzazione, 2 milioni e mezzo di euro in una volta sola, ma sarà costretta a pagare ogni anno enormi cifre per manutenzione, consumi idrici e tutti i servizi che quasi 1.000 persone. La proprietà, dalla vendita dei 180 nuovi appartamenti nella Tenuta, frutto di nuove costruzioni per il 70% e ristrutturazioni per il 30%, guadagnerà circa 70 milioni, senza un ritorno per la collettività e con il sacrificio, in seguito, perfino della fascia a mare e la sicura morte dell’agricoltura. Una speculazione fine a sé stessa, un danno all’economia e a un territorio di inestimabile valore paesaggistico, storico e naturale».

«Dobbiamo far capire ai cittadini - ha aggiunto Danile Quinti - che sarà loro tolto un bene di inestimabile valore, senza un ritorno di alcun tipo, e che difendere un territorio non è un vezzo ambientalista fine a sé stesso, ma significa difendere le enormi risorse, anche economiche, che un territorio rappresenta per la collettività».


P.F. - da "Il Tirreno, Val di Cornia (ed. Piombino Elba)", del 19 Gennaio 2011


Per maggiori informazioni sull'intera questione: http://www.comitatopercampiglia.it/

Ultimo aggiornamento ( marted́ 25 gennaio 2011 )