PIEMONTE: Petizione Area Braida (Avigliana), evitiamone la cementificazione
Il Movimento Stop al Consumo di Territorio ha sottoscritto questo appello per salvare dalla cementificazione un'area del Comune torinese di Avigliana e invita tutti i propri aderenti individuali a fare altrettanto, compilando il form di questa petizione on line: http://www.petizionepubblica.it/PeticaoAssinar.aspx?pi=SAB .

 

Al Presidente del Consiglio Comunale della Città di Avigliana:
Osservazione alla Variante Strutturale al Piano Regolatore Generale vigente - Città di Avigliana


Salviamo l’Area Braida. Evitiamone la cementificazione.

Premessa, anzi, promessa ... tratta dal programma elettorale di Amare Avigliana dell’anno 2007, pagina 23: “Il territorio è la prima delle risorse naturali da preservare. Riteniamo che Avigliana, anche in considerazione di quanto ancora previsto dal Piano Regolatore, non sia più in grado di sostenere ulteriori espansioni”.

Avigliana, 16/09/2011

Al Presidente del Consiglio Comunale della Città di Avigliana,
Ai Consiglieri del Consiglio Comunale della Città di Avigliana,


Apprendiamo in data 8 luglio 2011, a seguito della pubblicazione sul bisettimanale di informazione locale LunaNuova dell’articolo allegato, che nell’area Braida (o meglio, nell’ambito Cb29, così come indicato nella Variante Strutturale al Piano Regolatore Generale vigente) sarà permessa:
- la distruzione dei prati esistenti,
- l’abbattimento di tutte gli alberi e di tutte le siepi esistenti,
- l’interruzione di tutte le attività esistenti (conduzione degli orti, dei frutteti, dei prati e dei pascoli),
- la cementificazione o l’interramento del corso della bialera esistente,
- la perdita irrimediabile della falda acquifera superficiale esistente,
- la pavimentazione e impermeabilizzazione permanente di moltissimi metri quadrati di suolo,
- la scomparsa del panorama esistente, compresa la godibile vista verso la zona della chiesa di S.Pietro e della chiesa di S.Giovanni, nonché della Torre dell’Orologio, del Castello e di buona parte del Centro Storico,
   
Tutto ciò per permettere:
- l’edificazione di un nuovo insediamento residenziale (in parte convenzionato ed in parte no) composto anche da edifici di 4 piani (ovvero alti 14 metri da terra),
- l’insediamento nello spicchio nord-orientale di un nuovo complesso scolastico e servizi accessori,
- la pavimentazione di una vasta superficie per far posto a nuove strade e percorsi, nuovi spazi per il parcheggio, nuove aree di manovra dei mezzi di trasporto,
- la costruzione di una nuova area a verde pubblico (vale a dire: un’area verde più o meno estesa, artefatta e costosa da gestire, al posto di una vasta aere verde naturale già presente e gratuita, condotta da singoli cittadini che ne hanno a cuore la conservazione),
- l’abbattimento, o la trasformazione d’uso, della caserma dei Vigili del Fuoco e del Magazzino Comunale.
   
Chiediamo con la presente di voler calendarizzare un incontro con i firmatari della presente (e con tutti coloro che vorranno partecipare), per confermare o meno se quanto descritto finora corrisponda a verità, e per rispondere alle seguenti osservazioni che ora Vi poniamo.   
E’ stato preso in considerazione il costo economico dell’operazione? Non riteniamo infatti accettabile che si possa barattare la totalità dell’area Braida solo per realizzare su uno spicchio della stessa un edificio scolastico, soprattutto dopo che si stanno già spendendo ingenti risorse nel ristrutturare l’edificio che ospita la scuola “Norberto Rosa”. Inoltre riteniamo che il meccanismo per cui gli oneri di costruzione della scuola ricadano sul privato a cui sarà permesso di edificare sulla restante parte del territorio non garantiscano per nulla la fattibilità dell’operazione. Infatti, parte degli edifici previsti sarebbero “di edilizia popolare”, quindi poco renumerativi per l’impresa costruttrice (se non a scapito di una pessima qualità degli stessi). Il dubbio è quello per cui a fronte di un (inaccettabile) sacrificio dell’intera Area Braida, non venga comunque garantita la costruzione della scuola a livelli qualitativamente accettabili e a “costo zero” per la collettività.
   
Nell’analisi dei costi/benefici riteniamo inoltre che siano da inserire nel cumputo anche i costi della ricostruzione in altra sede, con probabile ulteriore consumo di nuovi terreni, della nuova caserma dei Vigili del Fuoco e del nuovo Magazzino Comunale, e il probabile rifacimento del sistema fognario dell’intera zona del Lago Grande.
   
E’ stato preso in considerazione il costo paesaggistico dell’operazione? Che significato potrebbe avere infatti una nuova colata di cemento a cavallo tra il Lago Grande ed il Centro Storico? Non sarebbe più utile impegnarsi per salvaguardare la possibilità di mettere in cumunicazione questi due luoghi dall’alto valore sociale e turistico senza interporre nulla nel mezzo? Il dubbio in questo caso è quello per cui un nuovo quartiere nell’Area Braida fungerà da ostacolo definitivo ed invalicabile all’aggregazione equilibrata della città in cui viviamo.
   
E’ stato preso in considerazione il costo sociale dell’operazione? Tutta la zona coinvolta nell’ipotesi di progetto che viene paventato, da un lato non conta su un bacino di utenze scolastiche sufficientemente elevato, tale quindi da non garantire la possibilità di accesso alle scuole senza l’uso di veicoli privati provenienti da zone lontane. E dall’altro invece costituirebbe un aumento di utenze in movimento (legate alle nuove residenze e alle attività commerciali e scolastiche), tale probabilmente da non essere assorbibile dalle vie di comunicazioni esistenti senza difficoltà.
   
Altri costi sociali (eventualmente anche economici) sono l’abbandono forzato delle attività svolte in questi anni sui terreni che si vogliono compromettere. Ovvero le attività agricole come l’allevamento, la pastorizia, la frutticoltura, l’orticoltura. Anche se non determinanti dal punto di vista economico, risultano essere decisamente preziosi dal punto di vista socio-educativo. Proprio la presente Amministrazione Comunale ha da poco promosso un regolamento relativo agli “orti urbani” nel quale si sottolinea l’importanza sociale, sanitaria ed educativa di tali attività, e di quali vantaggi e ritorni, questi sì, economici (ma anche in termini di qualità della vita) per l’intera collettività che si otterrebbero dallo svilupparsi delle stesse. Ed infatti le promuove e le incoraggia, giustamente. Mentre nell’Area Braida, al contrario e contraddicendo dunque se stessa, l’Amministrazione Comunale determinerà l’interruzione di quelle già in svolgimento.
   
E’ stato preso in considerazione il costo ambientale dell’operazione? Costo ambientale che notoriamente si misura in:
- biodiversità, che in questo caso verrebbe azzerata o quasi dal cemento e dall’artificiosità delle eventuali aree verdi costituite dal nulla.
- perdita di suolo, che in questo caso avverrebbe per un tempo infinito dal punto di vista delle generazioni umane, causando gravi ed irreversibili danni a tutto l’ecosistema che viene sorretto dallo stesso (le specie vegetali che lo rivestono, le specie animali che lo abitano o che lo utilizzano, il ciclo del carbonio, dell’azoto, dell’acqua che verrebbe irrimediabilmente interrotto su tutta la superficie interessata)
- perdità di habitat naturali, di microclima, di processi ricostituivi naturali, ovvero, perdita di tutte le caratteristiche peculiari per cui l’Area Braida rappresenta oggi l’ultimo baluardo ancora esistente dell’antico complesso di canali, falde superficiali e risorgive che afferivano al bacino lacustro, determinandone la buona salute. Cementificare questa porzione di territorio significherebbe contribuire a peggiorare la qualità ambientale anche dei territori circostanti, andando soprattutto a minacciare nuovamente la delicata balneabilità del Lago Grande.
- perdita di connettività, di continuità ecologica, tra ogni particella naturale o seminaturale che ancora faticosamente si cerca di conservare intregra. Essere ad appena 200 metri di distanza da un luogo riconosciuto come Sito di Interesse Comunitario (SIC) e per questo protetto (il Parco Naturale dei Laghi di Avigliana), dovrebbe valere di per sé quale garanzia di conservazione in stato di naturalità degli ambienti interessati.
   
Insomma, è stato preso in considerazione il costo che deriverebbe dalla perdita della risorsa natura e quindi, con essa, la perdita dell’unico vero valore aggiunto che Avigliana ha ancora da spendere per perseguire una corretta sostenibilità economica per gli anni a venire?
   
Sono stati previsti e verificati gli aspetti igienici e sanitari, legati al sistema fognario, dell’operazione? Non c’è pericolo che l’aumento di utenze commerciali, scolastiche e residenziali non vada ad incidere negativamente sul traballante sistema fognario già in essere nella zona? Sono infatti, già ora, non poco frequenti i casi di sversamenti incontrollati ed indesiderati che dal sistema fognario della zona travasano nel Lago Grande, presente a pochi passi, con grave danno per i delicati equilibri del Parco Naturale dei Laghi e per le velleità turistiche di Avigliana, che dal benessere del Parco dovrebbero trarre vantaggio, e che invece ne sarebbero in questo caso ampiamente mortificate.
   
E’ stato preso in considerazione il rischio di emulazione dell’operazione? Ovvero, se venisse portata a termine tale cementificazione del territorio, come si potrà porre un freno alle successive spinte nella stessa direzione? Magari anche con aspetti persino peggiori della presente? In scenari dal pregio persino maggiore? Il dubbio in questo caso è che se ci si mostra disponibili a scendere a tali (ed inaccettabili) compromessi, in futuro gli attacchi speculativi alla nostra qualità della vita saranno difficilmente ancora difendibili.

Rinnovando quindi l’invito a volerci incontrare per approfondire questi e altri aspetti che vorrete proporre, Vi invitiamo nel frattempo a votare a sfavore di un provvedimento che contraddice le promesse elettorali della maggioranza del Consiglio Comunale in carica, e che contraddice inoltre la condotta passata della stessa Amministrazione Comunale, come dimostrano le positive azioni di difesa del territorio intraprese nei casi dell’Area Riva, di Monte Cuneo, della T4, ecc...
   
Certi di una Vostra proficua valutazione della presente, Vi porgiamo un arrivederci a presto.

(Per ulteriori informazioni: http://salviamoareabraida.wordpress.com/ )

Ultimo aggiornamento ( marted́ 11 ottobre 2011 )