L'associazione SalValpolicella scrive al Presidente della Regione Veneto
Illustrissimo Presidente Zaia,
l’Associazione onlus SalValpolicella, i cui associati  – amando profondamente la propria terra - sono consapevoli di quanto sia importante proteggerla, tutelarla e valorizzare la sua bellezza, la sua arte, le sue vocazioni a produzioni di grande pregio, si è fatta promotrice di una Proposta di Legge ad iniziativa popolare per l’istituzione del PARCO REGIONALE DELLA VALPOLICELLA. Purtroppo però questo amore forse non basta per riuscire a sottrarre la nostra terra alla voracità insaziabile di chi su questo bene comune vuole lucrare e mercanteggiare, ora con la cementificazione delle sue bellissime colline, ora con gli sfregi delle cave, ora con le discariche, ora con i coinceneritori.

 

Abbiamo letto con grande interesse e vivo apprezzamento la sua recente lettera “Care Venete, cari Veneti” pubblicata il 5 novembre 2011 nel suo blog in occasione dei recenti tragici eventi in Liguria. Anche la Valpolicella ha subito, e sta subendo una vera e propria “esondazione”: è stata ed è sommersa dalla assoluta mancanza di rispetto per il suo territorio e per il suo paesaggio!

L’appello a ripensare radicalmente la gestione del territorio della nostra Regione; il Suo richiamo al bene comune e alla necessità di “rifondare il rapporto tra uomo e natura”; l’auspicio a un “nuovo patto che riguardi tutta la comunità”, trovano ampia assonanza con gli obiettivi programmatici che come Associazione SalValpolicella ci avevano spinto a presentare nell’Ottobre 2009 presso gli organi istituzionali della Regione Veneto le poco meno di 6.000 firme di cittadini veneti che accompagnavano la proposta di legge, ben consci che la partecipazione diretta della cittadinanza alla gestione del territorio, alla tutela della salute, all’utilizzo delle risorse non rinnovabili (come la terra), alla protezione, alla cura e alla salvaguardia della sua bellezza da lasciare in eredità alle future generazioni, costituiscono il sale della partecipazione democratica alla vita del nostro Paese.

Anche noi, come Lei, pensiamo che “ciò che paga elettoralmente non coincide con il bene comune”, il paesaggio attuale della Valpolicella ne dà purtroppo triste testimonianza.

Nella Relazione Accompagnatoria alle Norme per l’istituzione del Parco si scrive infatti che il progetto “ha l’obiettivo di tutelare un’area di grande valore ambientale e paesaggistico, che nell’ultimo mezzo secolo è stata oggetto di un processo inarrestabile di urbanizzazione, antropizzazione e congestione, giunto ormai vicino al punto di “non ritorno”. I cittadini che sono fatti promotori del presente progetto di legge sono convinti che solo uno strumento “forte” di pianificazione e tutela del territorio, quale un parco regionale dotato di personalità giuridica, possa porre un freno al consumo ed al degrado del territorio, e possibilmente avviare anche un processo di recupero ambientale e paesaggistico delle aree maggiormente compromesse ed imbruttite”.

Ora, proprio per evitare di essere cancellati da quell’ infausto “terra, in cambio di cemento; spazio, in cambio di capannoni; cura quotidiana e faticosa dell’ambiente, in cambio di apparenti comodità da usare e
da consumare in fretta”; fiduciosi di non rimanere inascoltati Le chiediamo di farsi interprete presso gli organi deputati affinché l’iter di approvazione della legge d’istituzione del Parco, purtroppo ad oggi senza alcuna risposta, possa trovare una sua felice quanto rapida approvazione.

Faccia in modo, Signor Presidente, che il cittadino non si senta ancora una volta impotente davanti ai percorsi della politica e che la buona fede che traspare dalla Sua Lettera ai Veneti, non finisca per essere interpretata come la solita “mossa elettorale”, ci dimostri con i fatti che desidera veramente rifondare il rapporto tra i Veneti e la Loro, la Nostra Terra.
Grazie,

Pieralvise di Serego Alighieri
Associazione Onlus SalValpolicella

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 02 dicembre 2011 )