sabato 07 febbraio 2009

feltreSTOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato

CAMPAGNA LOCALE:

FELTRE
(Veneto)

 

Siamo un gruppo di ragazzi che si costituisce "gruppo facebook" al fine di sensibilzzare la popolazione (soprattutto giovanile) su un altro scempio urbanistico che rischia di concretizzarsi a pochi passi dal centro della nostra cittadina, Feltre.
 

 

A rovinare il paesaggio feltrino non bastava il residence “Le Torri” di Via Vignigole - disgustoso agglomerato di cemento a pochi passi dal centro città - ma ce ne voleva un altro!!


Un altro vero e proprio scempio urbanistico che rischia di concretizzarsi di fronte ai nostri occhi senza nemmeno avere il tempo di accorgersene! Una colata di cemento, tipica delle costruzioni anni 60-70, a formare un nuovo quartiere residenziale, commerciale (forse, a cosa servirà precisamente non lo sanno nemmeno loro…). Tredici nuovi edifici, dai 15 ai 18 metri di altezza, per un totale di circa 50 mila metri cubi, a quattro passi dal centro cittadino. Un agglomerato urbano che cambierà radicalmente la visuale sulla nostra Città e sul Colle delle Capre.

E’ veramente questo il nostro futuro???

Ora che tutti noi feltrini possiamo comprendere l’impatto di quest’opera, abbiamo il diritto di alzare la voce e di dire la nostra opinione, e soprattutto abbiamo il dovere di fermare quei “pazzi” che vedono nel cemento e nei grandi complessi edilizi il nostro futuro! Un futuro che noi giovani non vogliamo.

Il nostro gruppo ribadisce il proprio no all'attuale progetto dell'Altanon, appellandosi al rispetto della Legge del Veneto n. 11/2004 (“Norme per il governo del territorio”) che afferma il diritto e la necessità di partecipazione degli abitanti alle scelte strategiche della città.

Il nostro è un no che però vuole essere costruttivo: il tentativo è quello di instaurare un dialogo propositivo e partecipativo con chi ci amministra (maggioranza e opposizione), cercando di non tralasciare l’oggetto del dibattito che è e rimane la nostra città, ricordando agli inquilini del Municipio di essere a rappresentanza di tutta la popolazione e di curare gli interessi della collettività.

E' stato aperto un "dibattito" sulle possibili soluzioni-alternative che potrebbero rimettere a nuovo l'area dell'Altanon, senza tirare in ballo edifici obrobriosi come quelli progettati, senza compromettere la visuale del Colle delle Capre e della Cittadella. Siete invitati a partecipare e ad esprimere le vostre proposte.

 

Il progetto dell'area dell'Altanon

 
L'opera, che segue le linee progettuali indicate nel master plan dall'architetto David Chipperfield, si concretizzerà in una colata di cemento che andrà a formare un nuovo quartiere residenziale e commerciale: tredici edifici, per un totale circa di 50.000 metri cubi, andranno ad oscurare i coni visuali della cittadella storica e della catena delle vette feltrine.
 
Il nuovo "skyline" sarà il nuovo manifesto d'entrata e d'uscita alle porte di Feltre, appeso proprio sulla visuale del Colle delle Capre.
Questa colata di cemento rischia così di creare un paesaggio banalizzato, anonimo, perdendo il rapporto e il senso di identità con la città antica. L’impatto estetico sulla città sarà inevitabile, nella speranza di un’opera ben riuscita e piacevole all’occhio.
 
Lo schema generale del piano d’intervento su quest'area (chiamata Altanon), porta del feltrino, localizzata nello spazio adiacente alla stazione ferroviaria, suddivide l’area strategica compresa tra viale Montegrappa, la stazione e viale Piave in sette comparti edificabili.  
 

Il primo punto interrogativo riguarda la destinazione del blocco numero quattro, di proprietà pubblica, dove sono situate attualmente le serre Mazzocato. La scorsa amministrazione vi aveva ipotizzato la costruzione di un auditorium, che però non rientra nei programmi dell’esecutivo Vaccari. I complessi sei e sette si riferiscono a due fabbricati già esistenti che saranno mantenuti: quello che include la Coop e l’edificio dei primi del Novecento che si affaccia su viale Piave.  Per i comparti dall’uno al tre è prevista invece una nuova edificazione per un totale di dodici costruzioni che coprono la superficie di 6 mila 765 metri quadri. Le altezze di questi fabbricati da realizzare sull’area libera dell’Altanon variano da un massimo di 18 e 15 metri - traducibili in condomini di cinque piani - fino ai 4 metri dei corpi di collegamento.  Ricavando appartamenti (per circa il 40 per cento della superficie) e soprattutto uffici. In mezzo ci saranno percorsi nel verde, parcheggi, una piazza pedonale, parchi urbani e spazi pubblici. Sono previste infine dal piano di intervento sul terminal cittadino le opere di urbanizzazione all’interno del quinto comparto, in cui si trova la stazione delle corriere. 
 
La consistenza della volumetria di metri cubi da riempire con materiale edilizio aveva suscitato in passato tante discussioni, al punto tale da attirare su Feltre il vincolo paesaggistico da parte del Ministero.
 

 
A solleticare l’interesse dei cittadini è arrivata ora l’elaborazione grafico digitale dell’architetto Gianfranco Grossi. Una simulazione realizzata tenendo conto con precisione, delle altezze e delle cubature indicate dal progetto che, di fatto, dimostra come lungo viale Monte Grappa, i corpi di fabbrica che sorgeranno, daranno vita ad una cortina di cemento (riportata in allegato).
 
Forti del numero di iscritti al gruppo facebook "no agli scempi architettonici a Feltre" è nostra intenzione denunciare il progetto: ci rivolgiamo a Voi per intraprendere questa battaglia.

C'è bisogno di partecipazione alle scelte strategiche della città

 
Con questo nuovo intervento si intende proseguire l’appello ai nostri rappresentanti di maggioranza di fermarsi un istante e di rendersi conto dell'impatto dell’attuale progetto, e, soprattutto, del fatto che buona parte della città non vuole questo scempio.


E’ evidente che il “fare politica a porte chiuse”, senza l’ascolto e il coinvolgimento della cittadinanza, oltre che essere controproducente, è ormai sorpassato. La stessa Legge del Veneto 11/2004 “Norme per il governo del territorio” afferma il diritto e la necessità di partecipazione degli abitanti alle scelte strategiche della città (Articolo 5): la concertazione è intesa come partecipazione necessaria (e non un processo facoltativo, come sembrerebbe dalle dichiarazioni della maggioranza) alla fase di acquisizione e comparazione degli interessi pubblici e privati. Il ricorso a forme di concertazione e partecipazione deve essere un iter necessario alla tutela degli interessi pubblici coinvolti.

 La parola d’ordine è il confronto: tra le “associazioni economiche e sociali portatrici di interessi diffusi, nonché con i gestori di interessi pubblici e di uso pubblico, invitandoli a concorrere alla definizione degli obiettivi e delle scelte strategiche individuate dagli strumenti di pianificazione”.


Il gruppo “No agli scempi architettonici a Feltre” ribadisce il proprio no al progetto attuale, appellandosi al rispetto della normativa esistente. Un no che però vuole essere costruttivo:  il tentativo è quello di instaurare un dialogo propositivo e partecipativo con chi ci amministra (maggioranza e opposizione), cercando di non tralasciare l’oggetto del dibattito che è e rimane la nostra città, ricordando agli inquilini del Municipio di essere a rappresentanza di tutta la popolazione e di curare gli interessi della collettività.

I rappresentanti del gruppo facebook “No agli scempi architettonici a Feltre”

Laura De Riz
Riccardo Sartor

 

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Ultimo aggiornamento ( giovedý 26 marzo 2009 )